GABON : « PING AVANT D’ÊTRE LE CANDIDAT DE PARIS EST CELUI DE WASHINGTON »

# LUC MICHEL EN DIRECT SUR PRESS TV (IRAN)/

DEBAT 2016 09 24   11

Que dit Luc MICHEL :

« Ping avant d’être le candidat de Paris est celui de Washington »

DEBAT 2016 09 24   01

Comprendre :

« Beaucoup de panafricanistes ont une vision du passé, un logiciel bloqué il y a 10, 20 ou 50 ans, nous dit-il. La haine justifiée de la Françafrique leur occulte la réalité de LA RECOLONISATION DE L’AFRIQUE PAR LES USA. Le retour de la France dans l’OTAN organisé par Sarkozy en 2007, la création de l’AFRICOM, le commandement unifié de l’US Army pour l’Afrique, par Bush en 2007-2008, sont les marques de naissance d’une nouvelle donne géopolitique en Afrique. Lors du « sommet USA-African Leaders » de Washington début août 2014, Obama a annoncé une vague de changements de régime sur le continent. Le Gabon a été la première tentative d’imposer ce changement de régime par les méthodes habituelles des USA : révolution de couleur ou soi-disant « printemps arabe » (sic), cloné en « printemps africain » (resic). Et le livre de Péan a été le détonateur, volontaire ou involontaire il est encore trop tôt pour le dire, d’une opération de déstabilisation politique ».

* Voir Luc MICHEL/ LE PANAFRICANISME DOIT REGARDER VERS L’AVENIR :

LA GEOPOLITIQUE AFRICAINE DE 2016 N’EST PLUS CELLE DES ANNEES 1960-2007 …

sur http://www.lucmichel.net/2016/08/27/lucmichel-net-le-panafricanisme-doit-regarder-vers-lavenir-la-geopolitique-africaine-de-2016-nest-plus-celle-des-annees-1960-2007/

Sur PRESS TV – IRAN

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Ce 24 Sept. 2016 (18h30, Bruxelles/Paris/Berlin)

Présenté par Ahmad Nokhostine

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Emission disponible prochainement sur PCN-TV :

Bologna: Gianluca Galletti e Dario Franceschini approvano il pozzo di gas Santa Maddalena. Si trivella per motivi affettivi.

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Dario Franceschini e Ginaluca Galletti
hanno firmato questo scempio
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Tutto questo e’ gravissimo a mio avviso
Trivelleranno *sapendo* di poter contaminare le acque.
Trivelleranno *sapendo* di poter causare subsidenza indotta.
Trivelleranno *sapendo* di poter causare microsisicita’.
Puo’ darsi che non succeda niente.
Ma puo’ darsi anche che non tutto andra’ liscio.
Chi sono questi trivellatori?
“geologici, economici ed affettivi”.
**
Qualche tempo fa fecero un qualche sondaggio e il mio nome venne fuori come un nome gradito come possibile ministro dell’ambiente. A volte penso a questa cosa, non sul fatto che abbiano pensato a me (grazie!) quanto per il fatto che alla fine e’ una persona sola a mettere le firme e perche’ a quella persona spetta l’onore e la responsabilita’ di prendere decisioni che la nazione portera’ con se per decenni.
Questa persona e’ adesso Gianluca Galletti. A lui spettano le decisioni sul nostro ambiente. Assieme a lui l’amico ministro dei beni culturali Dario Franceschini.
Questi due hanno il potere di fermare certe cose, certe assurdita’, ma evidentemente non lo fanno. Non capisco proprio ad accettare che un “ministro dell’ambiente” e un altro dei “beni culturali” possano accettare che la nazione venga trasformata in un colabrodo. Veramente non lo capisco. Non nel 2016, non quando il pianeta collassa, la terra trema e facciamo promesse di “sostenilbilita’” a destra e a manca.
 
Ecco qui. Nonostante tutte le balle di Matteo Renzi sul clima, l’ambiente, la democrazia, continuiamo a trivellare in Italia, nazione fortemente antropizzata, sismica, in teoria turistica, in teoria moderna.
Caso in esame?
E’ stato approvato in data 7 Settembre 2016 il pozzo Santa Maddalena 1 dir nell’area Sant’Alberto a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, come proposto dalla ditta Po Valley con sede in Australia.
Nel 2009 uno degli amministratori di questa ditta, Pierluigi Vecchia, disse che vogliono trivellare l’Emilia Romagna per motivi affettivi. Giuro, disse proprio cosi. Motivi affettivi.
Dicono di avere mandato documentazione integrativa su subsidenza, microsismicita’, faglie attive, aeree archeologiche e Rete Natura 2000 e … ovviamente e’ tuttapposto!
Dicono che sebbene la vicino ci siano zone protette non ci sara’ “alcun disturbo”.
  1. Ancora piu’ grave il fatto che nell’approvazione del pozzo, testuali parole “non sono state previste particolari misure di mitigazione e compensazione dell’incidenze delle opere/attivita’ in progetto”.
  1. Cioe’: che importa che ci sono Siti di Interesse Comuitario o Zone Protette Speciali. Trivellaimo lo stesso perche’ non ci saranno disturbi.
    Domanda: ma cosa esistono a fare allora le zone protette?
    Il pozzo Santa Maddalena fu “esplorato” nel 2004. A quel tempo faceva parte della concessione San Vincenzo. Adesso lo vogliono mettere in produzione. Si estrarranno idrocarburi gassosi e il pozzo restera’ in vita per 12-15 anni.
    Interessante che ricordano che sono arrivate ben 43 pagine di documentazione “integrativa” da parte della Po Valley — lettere d’amore ne sono sicura! — e un numero imprecisato di osservazioni che “sono state considerate in sede di istruttoria”. Perche’ ci dicono il numero delle pagine dei petrolieri e non quante osservazioni sono giunte,  da chi sono state scritte e cosa c’e’ scritto o di cosa sono preoccupati?
  1. Le osservazioni dei cittadini italiani sono meno importanti dei contenuti integrativi dei trivellanti d’Australia?
    Non si vergognano?
    E la regione Emilia Romagna che quattro anni fa ha i pianto i suoi morti sismici? Beh, loro danno parere positivo con prescrizioni. Come dire, si, un po ci vergogniamo, e quindi mettiamo il paravento delle prescrizioni, ma in realta’ non abbiamo il coraggio di dire di no.
    Ma la parte piu’ tragicomica arriva con le prescrizioni. Fanno ridere e sono assurde.
    1. La Po Valley dovra’ monitorare in continuo le variazione della falda acquifera – profondita’, temperatura, composizione chimico-fisica per scovare se ci possano essere “contaminazioni accidentali”. Dovranno pure concordare con l’ARPA dell’Emilia Romagna un piano di monitoraggio ed allarme sempre in caso di contaminazione accidentale.
  1. Scusate, ma se ce ne saranno, dopo che le abbiamo monitorate che facciamo? Lo sanno lorsignori che risanare una falda inquinata e’ un lavoro costoso, difficile e spesso impossibile da completare al 100%? Non sarebbe stato piu’ saggio dire: siccome c’e’ questo rischio, meglio non trivellare? E’ come dire: si, distruggiamo, ma intanto che lo facciamo, lo guardiamo.
    E poi, chi lo paga questo piano di monitoraggio? Il contribuente emiliano?
    E comunque, e’ interessante che loro stessi dicano per ben due volte che le falde possono essere contaminate.
    Ma … non avevano appena detto due pagine piu in alto che non ci sarebbe stato “alcun disturbo”?
  1. 2. Oltre alle falde acquifere quelli della Po Valley dovranno monitorare la subsidenza indotta e stilare dei rapporti che dovranno essere resi noti alle autorita’ e al pubblico. Dicono che occorrera’ un piano per far fronte ad eventuali “interventi compensativi strutturali” per garantire la funzionalita’ della “rete di scolo di bonifica” perche’ potrebbe esserci subsidenza superiore a quella prospettata.
  1. Eh?
    Quindi prevedono pure subsidenza (e ancora, dove e’ andato a finire “alcun disturbo“?) e che anzi, potrebbe esserci piu subsidenza di quella prospettata.
  1. Morale della favola: la prospettano, lo sanno che ci sara’.
    E quali saranno gli interventi compensativi strutturali? Non sono della zona e non so esattamente cosa sia la rete di scolo di bonifica. So per certo pero’ che la subsidenza puo’ rovinare i sistemi sotterranei di canali, fogne e altra infrastuttura idraulica. I residenti lo sanno? Sara’ spiegato loro tutto questo? Chi decidera’ i prezzi se le fogne magicamente non si allineranno piu’?
    3. Dovranno mettere su una rete di monitoraggio “microsismico” e rendere noti i risultati al grande pubblico. E .. cosa facciamo se la terra inizia a tremare? Dobbiamo pregare i santi Maddalena, Alberto e Vincenzo?
    Anche qui, dove e’ finito il signor “alcun disturbo”?
  1. Il succo e’ questo: da tutto il mondo ormai arriva l’evidenza che le trivelle *possono* portare a guai nel sottosuolo che non possiamo prevedere: falde inquinate, subsidenza, sismicita’ indotta. Lo sappiamo tutti ormai che queste sono POSSIBILITA’. Ora qui nello specifico non lo sappiamo cosa mai succedera’ – non lo so io, non lo sa Franceschini, non lo sa Galletti e non lo sa il bolognese medio. Potrebbe non succedere niente.
    Ma potrebbe anche succedere qualcosa. E se dovesse mai succedere qualcosa, era stato gia’ tutto scritto anni ed anni fa.
    Quello che sappiamo infattii e’ che trivellare e’ un rischio in piu’ che facciamo correre alla nostra gente e che questa e’ gia’ terra sismica di per conto suo. Il pozzo non migliorera’ le cose. Al massimo sara’ neutrale. Ma nella peggiore delle ipotesi potrebbe contribuire a portare instabilita’ e paura.
    Perche’?
    Chi ci guadagna?
    Cosa ne guadagna il bolognese medio? L’italiano medio?
    Galletti e Franceschini hanno dimenticato il terremoto del 2012 ed Ichese e la paura?
    Dov’e’ la stampa italiana?
    Dov’e’ la gente italiana?
    Perche’ gli emiliani non si arrabbiano?
    Santa Maddalena, Sant’ Alberto e San Vincenzo pregate per noi.
     

VIAGGI, CONSULENZE E CONTRATTI D’ORO: ECCO COME I PARASSITI DEL CONI HANNO SPESO 20 MILIONI DEI CITTADINI

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Viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, contratti e consulenze d’oro. Anche da 200mila e passa euro all’anno. Vincere le Olimpiadi ha un prezzo. E per aggiudicarsi quelle di Roma 2024 il Comitato promotore ha già speso diversi milioni di euro. Su cui adesso che la candidatura sembra ormai arrivata a fine corsa, rischia di spostarsi la battaglia con il Campidoglio. Se il consiglio approverà la delibera di revoca della candidaturaGiovanni Malagò è intenzionato a rivolgersi alla Corte dei Conti per “danno erariale”: “Qualcuno dovrà rispondere del fatto che sono stati spesi dei soldi pubblici”. Già, ma come?
 
LA MINACCIA DEL DANNO ERARIALE – È questa la domanda che è stata posta da più parti, specie dal Movimento 5 stelle: “Visto che il presidente Malagò ha tirato in ballo la sindaca dicendo che chiederà questi 20 milioni di euro di danni, vorrei sapere come sono stati spesi e se ha intenzione di rendicontare”, ha detto il deputato Simone Valente. “Il Coni è un ente pubblico e tutte le spese sono online”, la replica del numero uno dello sport italiano. A inizio 2016 il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva stimato il costo complessivo della candidatura in 24,9 milioni di euro, di cui 5 privati. Di qui la cifra dei 20 milioni di cui si parla. Alcuni progetti non vedranno mai la luce, altri sono già stati realizzati: difficile quantificare con esattezza il totale, che poi è la cifra che potrebbe essere eventualmente contestata davanti alla Corte dei Conti. Forse superiore ai 10 milioni di euro: una rendicontazione al dettaglio, infatti, ancora non è disponibile. Sicuramente non sul sito del Comitato promotore (che però è solo una branca della Coni Servizi Spa). Ma cercando fra le pieghe del bilancio Coni 2015 e della previsione per il 2016 è possibile farsi un’idea di come siano stati spesi i soldi per promuovere una candidatura ormai quasi fallita.
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Pubblicato da Boston George a 16:36:00
 
giovedì 22 settembre 2016

Monica Maggioni, l’Espresso: “la presidente Rai guiderà anche l’organizzazione Trilateral”

MICA UN CONFLITTO DI INTERESSI PER CARITA’, LA PRESIDENTE RAI, NONCHE’ GIORNALISTA  ci RAGGUAGLIERA’ SUL CONTENUTO DELLE RIUNIONI LOBBISTICHE DI QUESTA “SETTA”??
 
Monica Maggioni
Secondo il magazine la giornalista potrebbe aggiungere un’altra poltrona a quella impegnativa di viale Mazzini. Giornalista, milanese, classe 1964, già direttrice di RaiNews24 dovrebbe essere nominata il prossimo 7 ottobre
 
Monica Maggioni, è la presidente della Rai con uno stipendio di 336mila euro annui (lordi), ma, stando a un articolo de L’Espresso, potrebbe aggiungere un’altra poltrona a quella impegnativa di viale Mazzini. A breve sarà alla guida della Trilateral Italia. Giornalista, milanese, classe 1964, già direttrice di RaiNews24, Maggioni dovrebbe essere nominata il prossimo 7 ottobre.
 
Lo scorso aprile l’organizzazione non governativa fondata nel 1973 dal magnate statunitense David Rockefeller era tornata a riunirsi a Roma per tre giorni. In quell’occasione l’ospite era stata il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi intervistata proprio dalla Maggioni. Stando al magazine “regista dell’operazione è Paolo Magri”, vicepresidente esecutivo e direttore generale dell’Ispi, l’istituto di politica internazionale di Milano, spesso ospite dei programmi Rai.
 
Tra i soci italiani della Trilateral ci sono Andrea Guerra (ex ad di Luxottica e per un anno consigliere a palazzo Chigi) e Yoram Gutgeld, deputato Pd e commissario di governo per la spending review. Poi Lapo Pistelli (ex viceministro degli Esteri, oggi vicepresidente di Eni), alcuni esponenti del Pd, come Lia Quartapelle e Vincenzo Amendola. Ma tra i componenti italiani ci sono anche: l’ex rettore della Bocconi Carlo Secchi, economista, Giuseppe Bono (ad di Fincantieri), Enrico Cucchiani (ex ad di Banca Intesa), l’ammiraglio Giampaolo Di Paola (già ministro della Difesa del governo Monti), John Elkann, Enrico Letta e Marco Tronchetti Provera.
 
La Maggioni nel corso della sua carriera ha seguito da giornalista il conflitto iracheno, ma ha anche moderato a suo tempo il confronto tra Luigi Bersani e Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra su Rai1 nel 2012. Ed è stata anche tra le candidate alla poltrona del Tg1, direzione poi andata a Mario Orfeo. Come direttore della rete all news di servizio pubblico ha sfidato con un editoriale l’Isis decidendo di non trasmettere più i loro filmati. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne all’Università Cattolica di Milano e un master di giornalismo radiotelevisivo, ha collaborato con Il Giorno. Giornalista professionista dal 1995 ha collaborato con il canale satellitare Euronews e poi è stata assunta in Rai, dove ha lavorato prima a Tv7 e poi per anni al Tg1, oltre ad aver condotto alcune edizioni di Unomattina Estate. Del Tg1 è stata conduttrice e inviata all’estero; tra i Paesi in cui ha effettuato reportage: Sudafrica, Mozambico, Medioriente, Stati Uniti, ma soprattutto è stata in Iraq al seguito delle truppe americane nella seconda guerra del Golfo.
 
di F. Q. | 23 settembre 2016

Austria, queste elezioni non s’hanno da fare

di Mauro Gagliardi – 22/09/2016
austria elezioni
Fonte: l’Opinione Pubblica
 
Ormai votare in Austria è sempre più complicato. Il Ministero degli Interni austriaco ha infatti comunicato nei giorni scorsi che il ballottaggio delle elezioni presidenziali sarà rinviato presumibilmente al 27 novembre o al 4 dicembre. Quella delle urne in Austria ha assunto i caratteri di una vera e propria epopea, dal momento che si tratta dell’ennesimo episodio controverso che tarda a consegnare al Paese il nuovo Presidente della Repubblica.
 
Tutto ha avuto inizio lo scorso 22 Maggio, quando si sono tenute le elezioni tra Norbet Hofer, il leader del partito liberal-nazionale FPÖ, e Alexander Van der Bellen, candidato indipendente dei Verdiil quale si è aggiudicato la vittoria di un soffio (si parla di circa trentamila voti), a causa di schede elettorali arrivate per corrispondenza; in un primo momento infatti Hofer risultava essere in vantaggio, ma la situazione è stata ribaltata successivamente dall’arrivo delle suddette schede. In seguito al ricorso presentato dall’FPÖ, poi accolto, che denunciava gravi irregolarità nella procedura di scrutinio, la Corte costituzionale ha ordinato la ripetizione delle elezioni fissate così per il prossimo 2 Ottobre.
 
A pochi giorni dal nuovo, si fa per dire, ballottaggio, un altro rinvio: la colla delle buste in cui sono contenute le schede elettorali da usare per corrispondenza è scarsa e non incolla bene. Niente da fare anche questa volta: se ne riparla il 27 Novembre o il 4 Dicembre.
 
Tralasciando la questione economica, visto lo spreco di denaro per schede e buste che non possono essere più utilizzate, e andando oltre la figuraccia di una colla poco performante, l’opinione pubblica austriaca è agitata da un interrogativo che sta prendendo corpo: non è forse in atto un temporeggiamento più o meno velato per permettere a Van Der Bellen (Verdi) di recuperare terreno nei confronti del candidato del partito liberal-nazionale? In questo momento, infatti, i sondaggi danno il candidato del Partito della Libertà Austriaco in vantaggio.
 
Non è un mistero, inoltre, che in Austria il dibattito sulla questione dei migranti sia acceso, ed è seguito con preoccupazione anche dall’Unione Europea, impegnata a mettere insieme i pezzi dopo l’uscita del Regno Unito. Per questo motivo, a livello internazionale prevale una speranza sulla vittoria di Van Der Bellen: in caso contrario si aprirebbe un’ulteriore crepa nell’UE, con Hofer pronto a mettere in discussione le politiche comunitarie di accoglienza ai rifugiati, contro le quali il leader di FPÖ ha già promesso di dare battaglia, andando a ledere ulteriormente la stabilità di un’Unione ormai zoppicante.

Rapporto interno: La Cia ha armato deliberatamente i terroristi del Fronte al-Nusra

che ci dici Ban Ki Moon di questo????
 
Special-forces
Una nuova informativa pubblicata di recente, anche citando ufficiali in servizio, ha messo in evidenza che l’agenzia USA ha provveduto a fornire intenzionalmente armamenti, anche sofisticati, fra cui i missili TOW, ai miliziani  in Siria che appartenevano al Fronte al Nusra, mentre affermava di star armando i “moderati”.
 
Il processo di selezione era una farsa e consisteva nel comprovare i nomi dei combattenti nelle liste obsolete dei terroristi e, inoltre, i miliziani che ricevevano armi ed addestramento neppure davano i loro nomi reali. E’ accaduto così che i miliziani dell’ESL (ritenuti “moderati” dagli USA) hanno iniziato ad ottenere le armi americane.
Questo rapporto conclude segnalando che l’ESL (Esercito Siriano Libero) ha finito con il trasformarsi in una semplice sigla per occultare il Fronte al-Nusra, un fatto che apparentemente la CIA conosceva e che non le ha creato fastidio in assoluto. Loro sapevano che stavano di fatto fornendo le armi ad Al Qaeda.
Tutto questo dimostra che la CIA non ha mai avuto l’intenzione di combattere contro il terrorismo in Siria, nè contro il gruppo al-Nusra nè contro l’ISIS, ma piuttosto il suo obiettivo era quello di provocare un cambiamento di regime in Siria e rovesciare il presidente Bashar al-Assad.
 
Alti ufficiali del Pentagono e della CIA
Alti ufficiali del Pentagono e della CIA
 
Questo ha fatto entrare in urto la stessa agenzia con il Pentagono, le cui operazioni erano dirette contro l’ISIS e che vedeva come le operazioni della stessa CIA finivano per  affossare i propri sforzi.
Questa informazione permette anche di spiegare il fallimento avvenuto lo scorso Venerdì quando i combattenti dell’ELS, alleati dei turchi, hanno espulso i militari nordamericani della località di Al Ray minacciando con ucciderli al grido di “crociati infedeli”, termine utilizzati abitualmente dall’ISIS e da Al Nusra.
La Turchia ha appoggiato tradizionalmente il gruppo Al Nusra e l’ISIS per affinità ideologica, visto che l’AKP e Recep Erdogan aderiscono all’ideologia dei Fratelli Mussulmani, che sono la fonte di entrambi gruppi.
Traduzione e sintesi: L. Lago
 

Yemen: almeno 60 civili sono stati martirizzati e decine sono rimasti feriti durante un attacco aereo saudita nella provincia occidentale di Hudaydah

CHE CI DICI BAN KI MOON????? Quanto costa il tuo silenzio???? E’ colpa di Assad???!!!!!??
Arabia-Yemen-Hospital
Gli attacchi sono stati effettuati ieri contro un mercato nel quartiere di Hawak. Una fonte medica ha confermato l’arrivo di decine di corpi massacrati nei diversi ospedali della città di Hodeida, mentre Health Bureau ha lanciato appelli per la donazione del sangue.
All’inizio della giornata, aerei da guerra sauditi hanno preso di mira zone residenziali nella provincia nord-occidentale di Sa’ada. Martedì scorso, un raid aereo saudita ha ucciso 12 bambini e tre donne nella provincia di Jawf.
 
Amnesty: made in Usa la bomba utilizzata nell’attacco ad un ospedale in Yemen
di Cristina Amoroso
Amnesty afferma che l’Arabia Saudita ha utilizzato bombe made in Usa per distruggere gli ospedali in Yemen.
Amnesty ha le prove che indicano l’utilizzo di una bomba made in Usa nell’attacco del 15 agosto all’ospedale Abs, gestito da Medici Senza Frontiere (Msf), nella provincia nord-occidentale di Hajjah nello Yemen: una bomba di precisione della serie Paveway ha causato la morte di 11 persone, tra cui un membro dello staff di Msf, e il ferimento di altre 19. Lo ha dichiarato lunedì scorso Amnesty International, basandosi su fotografie di una bomba presa da un giornalista sul sito, analizzate da esperti di armi indipendenti consultati dall’organizzazione.
“Ogni attacco ad una struttura medica in una zona di guerra è un affronto per l’umanità, ma questo bombardamento è purtroppo solo l’ultimo di una serie triste di attacchi a ospedali e cliniche della coalizione guidata dall’Arabia Saudita”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International.
E’ scandaloso che gli Stati Uniti abbiano continuato a fornire alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita armi e aerei da combattimento nonostante la prova che queste armi siano utilizzate per attaccare ospedali ed altri obiettivi civili in grave violazione del diritto umanitario internazionale.
Il bombardamento dell’ospedale rurale Abs è stato il quarto attacco in 10 mesi su una struttura di Msf in Yemen. L’attacco ha spinto Msf a chiudere le sue operazioni nel nord dello Yemen. L’ospedale ha curato 4.611 pazienti dall’inizio del suo impegno di sostegno nel mese di luglio del 2015.
 
bambini yemen
Bambini fra le rovine ospedale
 
“Gli attacchi deliberati su ospedali e strutture mediche sono gravi violazioni delle leggi di guerra e non possono mai essere giustificati. Gli ospedali, che hanno una protezione speciale ai sensi del diritto internazionale umanitario, dovrebbero essere luoghi sicuri di trattamento e recupero”, ha dichiarato Philip Luther, sottolineando che gli Stati – tra cui Stati Uniti e Regno Unito – devono immediatamente sospendere la fornitura di armi che potrebbero essere utilizzate nel conflitto in Yemen.
L’Arabia Saudita sta incessantemente colpendo lo Yemen dal marzo 2015, con un bilancio dell’aggressione militare di circa 10mila vittime, offensiva lanciata per cercare di riportare al potere il loro fantoccio Rabbuh Mansur Hadi.
Il numero dei morti, tuttavia, potrebbe crescere ancora di più – come ha dichiarato il coordinatore umanitario per lo Yemen, Jamie McGoldrick, il mese scorso – dal momento che in alcune zone prive di strutture mediche le persone sono state sepolte senza alcuna registrazione.
L’attacco del 15 agosto mette in evidenza, ancora una volta, il disperato bisogno di un embargo completo su tutte le armi utilizzate dalla colazione saudita, nonché di un’indagine internazionale per portare dinanzi alla giustizia i responsabili degli attacchi criminali.

GABON/ PING APPELLE A L’EMEUTE …

# LUC MICHEL EN DIRECT SUR PRESS TV (IRAN)

DANS ‘LE DEBAT’ DE CE 24 SEPTEMBRE 2016

CONSACRE A LA CRISE AU GABON …

DEBAT 2016 09 24   02

Que dit Luc MICHEL ?

« Le gabon est victime d’une révolution de couleur depuis octobre 2014 »

« Jean Ping a fait le choix de la violence et des émeutes insurrectionnelles »

« Ping avant d’être le candidat de Paris est celui de Washington »

« Le Gabon bruisse de bruits de bottes ; Paris menace le Gabon d’une intervention militaire. C’est inacceptable »

DEBAT 2016 09 24   01

Sur PRESS TV – IRAN

En multiplex depuis Bruxelles

Ce 24 Sept. 2016 (18h30, Bruxelles/Paris/Berlin)

Présenté par Ahmad Nokhostine

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Referendum costituzionale, la riforma è voluta dalla finanza di JP Morgan

JP MORGAN dovrebbe aggiornare il suo dossier con le ultime riforme, di quei diritti SOCIALI nella costituzione NON CI E’ RIMASTO GRAN CHE
di Diego Fusaro – 22/09/2016
Referendum costituzionale
Fonte: Il Fatto Quotidiano.
 
Vi sono vari motivi per opporsi a questa riforma costituzionale improvvidamente proposta da Matteo Renzi e dalla signora Boschi. Una possibile prospettiva per inquadrare il problema è vedere chi la appoggia e la propugna. Si scopre, così, che tra i grandi sostenitori della “riforma”, oltre all’Unione Europea e agli Usa, vi è anche JP Morgan, società finanziaria con sede a New York, “leader” nei servizi finanziari globali.
 
Il 28 maggio 2013, JP Morgan compose un documento di sedici pagine, significativamente intitolato in questa maniera:“Aggiustamenti nell’area euro”. Merita di essere letto. A pagina 12 e 13 si parla espressamente delle Costituzioni dei Paesi europei. Così troviamo scritto:
 
«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea».
 
E ancora:
 
«I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo».
 
Per concludere:
 
«I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».
 
Ancorché i passi riportati si commentino da sé, vale la pena spendere qualche parola, telegraficamente. È evidente che le Carte costituzionali – non sono quella italiana – sono un impaccio per il sistema finanziario; che infatti mira alla “governabilità” (tra le parole preferite anche di Renzi), non alla democrazia e alla garanzia di diritti sociali.
 
Le Costituzioni – ci suggerisce Morgan – nascono dalla fine dei fascismi, tutelano i diritti dei lavoratori, evitano “riforme” economiche (leggi: tagli, spending review, involuzioni neoliberiste). Addirittura le costituzioni garantiscono quella cosa orribile, obsoleta e – direbbe una nostra conoscenza – da “rottamare” che è “il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi” (sic!).
 
Insomma, spero non vi siano dubbi residui: questa riforma è voluta dal capitale finanziario ed è l’ennesimo attentato al mondo del lavoro e dei diritti, alla democrazia e al sistema parlamentare.

Strage Viareggio, Delrio: “Pena per Moretti? Sproporzionata”. Familiari vittime: “Ignorante, ci fa vergognare”

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“E’ difficile pensare che l’ad di Fs possa avere una responsabilità così enorme, questa richiesta va oltre la responsabilità individuale” ha aggiunto il ministro dei Trasporti, intervenuto a Otto e mezzo su La7. Piagentini, Il Mondo che vorrei: “Ministro di basso profilo, smetta di sproloquiare”. Puccetti, Coordinamento Nazionale “Noi non dimentichiamo”: “Utilizzi il suo potere per impedire che alcuni reati vadano prescritti e non per parlare a sproposito. Non conosce il processo”
22 settembre 2016
 
“I 16 anni all’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti per le responsabilità sulla stare di Viareggio? E’ la richiesta del Pm: spero che i giudici abbiamo tutti gli elementi per giudicare in modo equo. Credo sia una sproporzione enorme”. A parlare non è il legale difensore dell’attuale dirigente Finmeccanica – che mentre i pm chiedevano la condanna ritirava un premio in Quirinale – bensì un ministro della Repubblica italiana, nella fattispecie Graziano Delrio, titolare dei Trasporti. “E’ difficile pensare che l’ad di Fs possa avere una responsabilità così enorme, questa richiesta va oltre la responsabilità individuale” ha aggiunto l’esponente del governo Renzi, intervenuto a Otto e mezzo su La7. Parole che hanno scatenato la rabbia dei familiari delle vittime: “Non conosce la storia del processo, si astenga dal commentare”.
 
Dichiarazioni inusuali quelle di Delrio, specie perché si tratta dell’opinione di un ministro riguardo a un processo ancora in corso, peraltro su un fatto di cronaca che ha segnato la storia recente dei trasporti nazionali. Per Mauro Moretti, oggi amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, i pm hanno chiesto 16 anni di reclusione per quanto accaduto il 29 giugno 2009, quando un carro merci deragliato in stazione con un carico di gpl fece 32 morti. Il gas poi esplose, devastando il quartiere vicino allo scalo. Non solo Moretti, però. Perché i pm di Lucca Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino hanno fatto richieste pesanti anche per gli altri imputati, dirigenti apicali di società del gruppo Fs e compagnie ferroviarie coinvolte in vario modo nel disastro ferroviario. Nella fattispecie: 15 anni per l’ex ad di Rfi, Michele Mario Elia; 13 anni per Giulio Margarita, ex direttore Sistema gestione sicurezza di Rfi, ora all’Agenzia sicurezza ferroviaria; 12 anni per Gilberto Galloni, ex ad di Fs Logistica; 8 anni per Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia e della stessa Fs Logistica.
 
Dura la reazione dei familiari delle 32 persone uccise la sera del 29 giugno 2009. Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei, quella notte ha perso la moglie Stefania, 39 anni, e due figli, Luca e Lorenzo, 4 e 2 anni. Solo lui, che ancora oggi porta sul corpo i segni delle fiamme, e il figlio Leonardo si sono salvati. Piagentini scrive a Delrio: “Dagli incontri con il presidente della Repubblica, con il ministro di Giustizia e con il presidente del Senato ci è sempre stato sottolineato con forza che le cariche dello Stato sono impossibilitate ad esprimersi durante un procedimento penale in corso. Nel rispetto delle Istituzioni, noi familiari, in aula da oltre 105 udienze, siamo sempre stati presenti ad ascoltare con la massima dignità e il massimo rispetto, abbiamo trattenuto un dolore immenso, non ci siamo mai permessi di strillare, ne abbiamo dato giudizio sull’operato del collegio, nemmeno nella fase dell’incidente probatorio, quando uno dei due periti del gip risultò essere sul libro paga di una delle parti imputate (Rfi), come risulta dagli atti e nell’occasione nessuno mosse una foglia”.
 
“Apprendiamo con sorpresa che da ieri 21 Settembre – prosegue Piagentini – i ministri della Repubblica possono interferire nel procedimento in corso, dando una propria opinione e mettendo chiaramente pressione ad un collegio che, tutto avrebbe bisogno, salvo che le sue parole di persona ignorante i fatti (non penso che lei conosca le oltre 250.000 carte che compongono il fascicolo di questo dibattimento o le centinaia di documenti presentati in 750 ore di rogatorie da parte dei pubblici ministeri). Allora da cittadini ci domandiamo: con quale fine e con quale motivazione lei ha espresso tali esternazioni? Vogliamo pensare che l’ignoranza vinca sulla malafede, ma in entrambi i casi lei rappresenta lo Stato Italiano e ci fa vergognare di avere un ministro di così basso profilo, ci fa vergognare di essere rappresentati da persone così poco sensibili e meschine. Speriamo di non risentirla più sproloquiare, su un procedimento come quello che si sta dibattendo a Lucca proprio sulle inefficienze della sicurezza delle Ferrovie dello Stato, ma soprattutto sulla serietà del lavoro svolto dalla Procura di Lucca e sulla serietà del Collegio giudicante.
 
Gloria Puccetti, presidente del Coordinamento Nazionale “Noi non dimentichiamo“, in rappresentanza dei familiari delle vittime delle più grandi stragi italiane, consiglia al ministro di astenersi dai commenti: “Si astenga dal commentare la richiesta di pene da parte dei pm e, dato che ci rappresenta nelle istituzioni, si batta, dia l’esempio, e metta in campo azioni sincere e dignitose su cosa fare per migliorare la sicurezza nelle ferrovie e si rallegri se chi non ha vigilato e lo doveva fare, verrà punito. Pensi, caro ministro, che sul processo della strage di Viareggio, incombe la prescrizione che cancella in un attimo, reati fondamentali per il corretto svolgimento del processo. Utilizzi il potere che le deriva dal suo ruolo non per esprimere commenti inopportuni ma perché questo non avvenga”.
 
Pesanti i reati contestati per la strage di Viareggio: disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio e lesioni plurimi colposi, violazione delle normative sulla sicurezza. Condanne importanti chieste anche per manager e dirigenti stranieri: così per l’amministratore delegato di Gatx Rail Austria – società titolare del carro che sviò e prese fuoco -, Johannes Mansbart (10 anni per lui) e, stessa pena, per l’amministratore della collegata Gatx Rail Germania, Rainer Kogelheide (10). Sotto accusa anche il fronte manutenzioni: chiesti 9 anni per Uwe Koennecke e 6 anni e 8 mesi per Uwe Kriebel, rispettivamente responsabile e addetto dell’officina Jungenthal Waggon Hannover (il secondo, a un controllo, sarebbe colui che non vide nel carro una crepatura nell’assile, che poi cedette). Sette anni e sei mesi per Andreas Schroter, supervisore dell’officina Jungenthal. Per gli imputati le richieste non scendono sotto i 5 anni e, per la maggior parte di loro, si attestano fra 8 e 9. Solo quattro le assoluzioni concesse dai pm: fra queste, Giuseppe Pacchioni, amministratore di Cima Riparazioni, l’azienda del Mantovano dove il carro transitò per una revisione. Il processo, iniziato il 13 novembre 2013, ha superato il centinaio di udienze. I tempi lunghi fanno temere per la prescrizione di alcuni reati, l’incendio colposo e lesioni plurime colpose, come rilevato dai parenti delle vittime. La sentenza è attesa per la fine di novembre.
 
di F. Q. | 22 settembre 2016