Una “strategia della tensione” a livello europeo?

di Luciano Lago – 20/07/2016
strategia alta tensione
 
 
I fischi e le urla della gente contro il ministro Manuel Valls che partecipava ai funerali delle vittime di Nizza sono indicativi del clima di esasperazione che sta montando in Francia contro un governo ritenuto imbelle ed incapace di fronte alle aggressioni terroristiche islamiche che stanno colpendo il paese.
Nel frattempo in Germania arriva l’islamista con accetta che aggredisce i passeggeri di un treno in Baviera, un giovane afghano rifugiato ed accolto dalle autorità’ tedesche e poi freddato dalla polizia.
Si moltiplicano le aggressioni di membri o di emulatori dell’ISIS in tutta Europa, in particolare in Francia ed in Belgio dove sono state fatte il maggior numero di vittime ma le aggressioni sono frequenti anche in Germania, in Svezia, in Olanda ed in altri paesi, spesso sottaciute dai media che filtrano le informazioni che riguardano i crimini degli immigrati nel tentativo di insabbiare.
In ogni caso il senso d’allarme si diffonde in ogni parte ed i cittadini europei iniziano a prendere coscienza del pericolo del fanatismo islamista che può’ colpire ovunque in modo inaspettato.
Non cosi’ i governanti europei i quali, non più’ tardi di dieci giorni fa si erano riuniti a Varsavia  per il vertice NATO in pompa magna, presenti Donald Tusk, Jean C. Junker e l’alto rappresentante Federica Mogherini, per discutere i vari temi dell’alleanza .
Fra le tante chiacchiere, i convenuti hanno di fatto consolidato il clima di guerra fredda con la Russia, indicata da segretario generale come la “principale minaccia” per l’Europa. 
 
Questo un fatto indubitabile tanto che il ministro degli Esteri russo Lavrov ha richiesto ” spiegazioni” circa le affermazioni fatte nel corso del vertice. I russi non sono stupidi ed hanno ben interpretato la mobilitazione di truppe e mezzi fatta dalla NATO sotto i loro confini, nei paesi baltici come nel Mar Nero, come un atteggiamento aggressivo verso il quale la Russia si sentirà’ obbligata a rispondere.
Sembra quindi che la sensazione di minaccia del terrorismo che si percepisce in Europa da parte dei cittadini non sia la stessa che percepiscono i governi europei. Questo si spiega con la totale subordinazione dei governi europei alle direttive degli USA che hanno voluto il rinnovo delle sanzioni e l’impegno alla mobilitazione di truppe. Persino l’Italia ha inviato un contingente militare nei paesi baltici, come se nel Mediterraneo  spirasse aria di tranquillità’ e di stabilita’.
D’altra parte con la ventilazione continua della “minaccia russa” gli USA si assicurano l’espansione costante della NATO e l’imposizione agli alleati di maggiori acquisti di armamenti Made in USA, un business per l’apparato industriale militare americano che si auto alimenta con il clima di guerra permanente.
Gli acquisti di armamenti USA non si reggerebbero sulla sola minaccia dell’ISIS che non dispone di aerei, navi ed armamento pesante, se non quello fornito dai sauditi.
Tuttavia anche negli USA cresce il conflitto razziale interno che porta la polizia a sparare sui neri ed i neri a sparare sulla polizia. Un esempio di integrazione fallita e di repressione dal paese che pretende di dare lezioni a tutto il mondo.
 
Questa situazione di scollamento dalla realtà’ da parte dei governanti europei inizia a mostrare le prime crepe anche nei paesi come la Germania , dove cresce l’insofferenza verso le politiche della Merkel come le sanzioni alla Russia che hanno creato enormi danni al paese e che non sembrano giustificate in alcun modo. Perché’ sanzionare la Russia, ci si chiede e non sanzionare i paesi mandanti del terrorismo, come Arabia Saudita, Qatar e Turchia che sono alleati dell’Occidente. Il contrasto tra la realtà’ e le costruzioni propagandistiche degli USA sta diventando troppo evidente.
In tutta Europa crescono  in modo impetuoso i movimenti nazionalisti che contestano le attuali politiche perseguite dai paesi europei e fra queste le politiche di sanzioni e di apertura dell’immigrazione che rischia di destabilizzare i paesi europei.
Le elite di potere iniziano a preoccuparsi del dissenso e questo spinge la creazione di eventi prefabbricati di provocazione che tendono a creare un clima di mobilitazione e di limitazione dei diritti per i cittadini che vogliono manifestare la loro repulsione.
 
Un clima adatto per favorire il consolidamento al potere di Governi sempre più’ impopolari. Esattamente quello che sta avvenendo in Francia. Non è’ fuori luogo pensare che si stia creando il clima adatto per una nuova strategia della tensione a livello europeo. I lupi perdono il pelo ma non il vizio.
Fonte: controinformazione
Una “strategia della tensione” a livello europeo?ultima modifica: 2016-07-21T10:18:11+02:00da davi-luciano
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