La morte di Jo Cox e la Brexit. Una tragedia che sposta gli equilibri di una campagna fuori controllo

ma quanto fa bene agli affossatori del Brexit questo omicidio, affossatori del calibro di Obama, Hollande per finire con Mario Draghi…
Ah ovviamente è lo scontro tra “nazisti” (i populisti, quindi assasini) contro chi vuole un mondo migliore, cioè gli europeisti quindi le sinistre (come ha scritto la stampa). La troika fa solo del bene, chiedere ai greci.
 
DOPO L’OMICIDIO IN GRAN BRETAGNA
Siamo nella fase dell’indignazione: il vero problema sarà riprendere il dibattito. Ma la campagna sul sì o sul no all’Europa di recente si è inasprita oltre i livelli di guardia
di Fabio Cavalera, corrispondente da Londra
 
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È presto per dire con certezza che dietro al delitto della parlamentare laburista Jo Cox vi è la mente malata di un estremista di destra. Vanno ancora confermate e verificate al meglio le testimonianze di chi avrebbe sentito Tommy Mair, l’arrestato, urlare «Britain First», ovvero la sigla di un’organizzazione violenta che finge di agitare la bandiera del patriottismo ma che in nome di questo predica l’odio.
 
Tutto sommato poco importa. Il fatto vero è che la campagna referendaria sul «sì» o sul «no» all’Europa, immediatamente sospesa con l’accordo fra i due schieramenti, nelle ultime settimane si è inasprita oltre i livelli di guardia.L’immigrazione è un tema reale che non può essere taciuto e dimenticato. Il fronte europeista lo ha colpevolmente sottovalutato lasciando che ad agitarlo fossero i più accaniti sostenitori della Brexit. E fra questi, in prima fila, Nigel Farage, capo dello Ukip, che ancora ieri si è presentato con un manifesto di pessimo gusto: titolo «Breaking Point», limite di sopportazione o di rottura, con la foto delle migliaia di esuli siriani ammassati ai confini.
 
Non è razzismo esplicito, va ammesso. Ma significa giocare con i sentimenti degli elettori, con le loro legittime paure, con i loro istinti. Sfruttarli per vincere una competizione non sull’onda di proposte credibili e ragionevoli per provare a governare gli esodi dalle zone di povertà e di guerra ma sull’onda dell’emotività. Un populismo di pancia che fa breccia nell’elettorato conservatore e nell’elettorato laburista.Non c’è un nesso palese fra l’agguato alla parlamentare Jo Cox e gli slogan facili, superficiali, da avanspettacolo che stanno animando l’ultima settimana di campagna referendaria. Ma sicuramente i toni e la rabbia che li caratterizzano, a cui fanno da contraltare gli imbarazzi, i silenzi, le timidezze degli europeisti, sono il quadro entro il quale si è sviluppato maggiormente il dibattito sulla Brexit.
 
Ed è chiaro che più si tira la corda e più gli sconsiderati, i violenti, si sentono protetti. E si sentono legittimati a qualsiasi azione.L’omicidio di Jo Cox, che da anni si batteva per i diritti umani e che da anni riconosceva la centralità del tema immigrazione, essendo stata volontaria nelle regioni più critiche e conoscendolo con cognizione di causa meglio di chiunque altro, è avvenuto in tale contesto di esasperazione. Lo è, sia se si scoprirà che il killer è un estremista di destra sia se si smentirà questa tesi. Perché Jo Cox è comunque morta nello svolgimento della sua funzione pubblica e nel pieno degli ultimi sforzi per convincere gli indecisi. È chiaro che una ricaduta sul voto l’avrà.
 
 
Nessuno lo ammette. Siamo nella fase delle lacrime e dell’indignazione. Sospendere la campagna referendaria è stata una decisione giusta e dovuta. Per fortuna, in un sussulto di intelligenza, gli euroscettici e gli europeisti hanno trovato il modo di ritrovarsi d’accordo. Ma anche il riconoscimento della sua durezza, della sua volgarità, della sua caratterizzazione poco «british». Il vero problema sarà come e quando riprendere il dibattito. Non c’è dubbio che il sacrificio di Jo Cox, parlamentare uccisa sul lavoro, potrebbe pesare e spostare gli equilibri. Magari, i mercati, che pure si muovono a rimorchio delle emozioni, daranno indicazioni nelle prossime ore. Una cosa è certa: una pausa di lutto e una pausa di riflessione servono a calmare gli animi, a frenare i nervosismi, a portare un po’ di moderazione in una brutta campagna che fino a ora è stata piena di allarmismi e di parole inutili.
 
16 giugno 2016 (modifica il 16 giugno 2016 | 23:07)
La morte di Jo Cox e la Brexit. Una tragedia che sposta gli equilibri di una campagna fuori controlloultima modifica: 2016-06-19T13:00:43+02:00da davi-luciano
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