Sul 25 Aprile a Donato litigano Partigiani e Pd

Inserito tra i relatori un esponente del Comitato per il no al referendum sulla riforma costituzionale e alla richiesta dei sindaci di toglierlo l’Anpi reagisce duramente: “Difendiamo la Costituzione nata dalla Resistenza”
 
25 aprile
Un’immagine della scorsa edizione
 
Clima incandescente quello che si prospetta alla celebrazione forse più sentita tra quelle del 25 Aprile, cioè quella in programma a Donato Lace lunedì mattina. Tutto a causa dell’inserimento tra i relatori di Marco Bellini, promotore a Ivrea di un “Comitato per il No nel Referendum sulle modifiche alla Costituzione”, cioè contro la riforma fortemente voluta dal Governo e dal premier Matteo Renzi. Comitato nato: “Per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza”.
 
La presenza di Bellini ha indispettito un altro canavesano, il sindaco di Parella, che ha scritto alla collega di Donato, rimarcando, a suo parere come il portavoce del Comitato intenda: “approfittare dell’occasione della memoria della Resistenza per affermare che la riforma costituzionale ne tradisce gli ideali” e spiegando che nel caso il programma fosse confermato lui non avrebbe partecipato. Raccolti i dubbi, questa volta verbali, anche di un altro primo cittadino, il sindaco di Donato Desirée Duocco ha fatto presente, sempre attraverso i canali ufficiali, la questione agli organizzatori dell’Anpi Valle Elvo, aspettandosi probabilmente un possibile accomodamento.
 
Invece la risposta dell’Associazione Partigiani è stata durissima. “Per noi un intervento a Lace che riguardi la riforma della Costituzione approvata dal Parlamento e che dovrà essere sottoposta a referendum confermativo da parte dei cittadini è particolarmente importante – scrivono Paolo Bonino, Andrea Favario, Pierangelo Favario, Oreste Frassati, Pier Adelchi Maffeo, Renzo Sarteur e Roberto Teagno –. La Costituzione promulgata nel 1948 è l’eredità più grande lasciata dalla Resistenza nei confronti degli italiani, schiacciati da oltre vent’anni di dittatura fascista ed è scritta con il sangue, le sofferenze dei partigiani uccisi e di tutta la popolazione piegata da una guerra insensata. I partigiani non hanno dato la vita per difendere la democrazia liberale, semmai l’hanno data per liberare il nostro paese dal fascismo e dal nazismo, suo fratello, con l’ambizione di promuovere una democrazia non solo liberale ma anche comunista, socialista, azionista e di matrice cattolica. Ed è purtroppo una verità inoppugnabile che la riforma costituzionale approvata da poco dal Parlamento comporterà l’abbandono della democrazia costituzionale in favore di un premierato assoluto. Già ora con l’adozione di vari sistemi di voto di tipo maggioritario il voto democratico è fortemente compromesso e la rappresentatività ristretta, con la riforma del Senato accompagnata dall’introduzione di una nuove legge elettorale, unita alla legge elettorale già in vigore alla Camera, la possibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti in modo trasparente e consapevole viene ulteriormente e definitivamente frustrata. Quindi quale miglior ricorrenza se non il 25 Aprile, per parlare e far conoscere ai cittadini la riforma che intende far piazza pulita della Costituzione nata dalla Resistenza?”.
 
Un attacco in piena regola. “La difesa della Costituzione e quindi anche contro l’ultimo tentativo di modifica è tra le priorità dell’Associazione dei partigiani e degli antifascisti, associazione che ha fra l’altro deliberato già a dicembre 2015 la propria contrarietà a questa riforma ed ha invitato i propri aderenti ad impegnarsi nei comitati per il no o a promuoverli. E’ quindi un dovere, oltre che un piacere, per noi accogliere l’intervento del rappresentante di uno di questi comitati a Lace”.
 
La risposta non è naturalmente piaciuta gli esponenti democratici (o almeno a chi ne è già  venuto a conoscenza), con alcuni che probabilmente diserteranno l’evento e altri che già annunciano di volersi allontanare quando sul palco salirà Bellini. Considerando che tra i presenti potrebbero esseri la senatrice Nicoletta Favero, convinta sostenitrice di Renzi, e il presidente della Provincia Emanuele Ramella, a sua volta renziano, l’imbarazzo istituzionale pare certo.
 
Altri sindaci invece, come quello di Mongrando Tony Filoni avrebbero accolto di buon grado l’iniziativa e sembrano pronti ad appoggiarla. Una divisione netta, che potrebbe tradursi in malumori e contestazioni che proseguiranno ben oltre il 25 aprile, andando a  peggiorare i rapporti sempre più tesi tra sinistra estrema e Partito Democratico.
Sul 25 Aprile a Donato litigano Partigiani e Pdultima modifica: 2016-04-27T13:33:41+02:00da davi-luciano
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