Intervento sulla mancata diffusione del protocollo aggiuntivo TAV dell’8 Marzo e sul problema, irrisolto, dei controlli antimafia.

SCIBONA (M5S). Signora Presidente, l’8 marzo, a Venezia, tra Italia e Francia, rappresentate rispettivamente da Matteo Renzi e Francois Hollande, è stato siglato il protocollo addizionale all’accordo del 24 febbraio 2015 inerente ai lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

In merito a questo evento è stata diffusa una nota stampa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella quale si evidenziano due punti principali: la validazione del costo certificato del progetto e criteri per la rivalutazione, e la questione dei controlli antimafia.
Ora, è chiaro a tutti che, per quanto riguarda la questione della criminalità, il codice antimafia non si applicherà ai lavori TAV della Torino-Lione in territorio italiano, perché escluso dalla legge di ratifica (la n. 71 del 23 aprile 2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 7 maggio 2014) dell’accordo 2012 tra Italia e Francia. Pertanto, al fine di poter applicare nuovamente il codice antimafia nella porzione di territorio italiano oggetto degli appalti TAV Torino-Lione, non basta un impegno generico di lotta alla criminalità organizzata, che sembra essere presente nel nuovo accordo. Non basta neppure che il promotore TELT si doti di un proprio protocollo regolamentare sull’applicazione di codice antimafia, non avendo alcuna competenza legislativa. Necessariamente occorrerà usare lo strumento legislativo: occorrerà, quindi, un nuovo accordo tra Italia e Francia di abrogazione dei predetti articoli dell’accordo del 2012, da far poi confluire nel nostro ordinamento attraverso una nuova legge di ratifica. Questo è uno dei problemi, ma sicuramente ci sono altre opacità. Vorremmo anche approfondire – per esempio – la questione costo, ma è impossibile.
È chiaro che la nota stampa della Presidenza del Consiglio non può essere considerata la base di lavoro di questa Camera né dell’intero Parlamento. Eppure, il testo dell’accordo, che deve essere ratificato in queste Aule, non è stato diffuso: è forse segreto? È forse questa la tanto decantata trasparenza del Presidente del Consiglio dei ministri e del ministro Delrio?
Sollecito anche la Presidenza del Senato affinché si faccia carico della diffusione del testo firmato per permettere a tutti i senatori di averne contezza.
Fino a che non potremo prenderne visione, tutte le belle cose raccontate da Renzi e compagnia cantante qui in Senato sono solo fumo e niente arrosto, purtroppo. Tra l’altro, si tratta di un fumo acre, di bruciato. Forse sono i soldi dei cittadini italiani che vengono irrimediabilmente ridotti in cenere.

https://www.youtube.com/watch?v=qAO6eq2JxJw

Intervento sulla mancata diffusione del protocollo aggiuntivo TAV dell’8 Marzo e sul problema, irrisolto, dei controlli antimafia.ultima modifica: 2016-03-23T22:26:38+01:00da davi-luciano
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