Referendum per unire l’Irlanda se Londra esce dall’Ue

forse i partiti anti Brexit irlandesi temono che un’Inghilterra fuori dalla UE sia troppo concorrenziale ed attraente per le multinazionali che adesso hanno sede in Irlanda grazie agli sgravi fiscali?
 
mc-guinnes
Martin McGuinness
 
“Il motivo per il quale gli inglesi non hanno mai risolto la questione irlandese è che ogni volta che qualcuno trovava una soluzione gli irlandesi cambiavano i termini del problema”. Così recita un motto di satira in voga nell’Inghilterra degli anni trenta. E come in ogni satira, anche in questa c’è un pizzico di verità.
E lo sa bene Martin McGuinnes, vice primo ministro dell’Irlanda del Nord nonché esponente di spicco del partito indipendentista Sinn Fein, quando afferma al quotidiano The Guardian che: “se la Gran Bretagna lascerà l’Unione Europea è un imperativo democratico garantire ai cittadini irlandesi il diritto di votare in un referendum di confine” – Mc Guinnes poi continua – “la Brexit rappresenterebbe un radicale cambio delle regole del gioco. Il posto dell’Irlanda è in Europa. Se la Gran Bretagna votasse per uscirne ci sarebbero pesanti conseguenze per l’intera isola e ciò contrasterebbe con il volere democratico del popolo irlandese”. E il monito del vice ministro dell’Irlanda del Nord, riguardo il referendum del prossimo 23 giugno sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, si unisce a quello lanciato qualche settimana fa dalla Premier scozzese Nicola Sturgeon che, durante una conferenza stampa, aveva affermato: “Permettetemi di parlare con chiarezza, io il 23 giugno voglio una vittoria netta in tutta la regione del Regno Unito per restare nell’Unione Europea.” Insomma, nel Regno Unito si allarga il fronte anti-Brexit. Anche se i numeri restano ancora a favore di coloro che auspicano un’uscita dall’Ue.
 
La situazione in Irlanda del Nord
Nelle sei contee dell’Irlanda del Nord tra i partiti più importanti solo i protestanti unionisti del Dup (Democratic Unionist Party) si sono schierati a favore della Brexit. Cosa che, invece, non hanno fatto il Social Democratic and Labour Party (SDLP) e neppure il Sinn Fein che, a onor del vero, un tempo figurava fra i partiti dell’Ulster maggiormente euroscettici.
E l’unione delle sei contee del Nord dell’Irlanda alle ventisei del Sud, mediante un “referendum di confine”, è prevista nero su bianco, secondo Mc Guinness, dall’Accordo del Venerdì Santo che nel 1988 decretò la fine del conflitto armato tra repubblicani ed unionisti. Anche dopo la costituzione del Governo di coalizione che a Belfast fa sedere insieme sui banchi dell’esecutivo sia i membri protestanti del Dup che quelli cattolici del Sinn Fein, secondo quanto previsto dal “Fresh Start”, il patto di Governo fra i due maggiori partiti dell’Ulster, entrato in vigore lo scorso 11 gennaio. Ed è certo che le parole di Mc Guinness non solo apriranno una discussione nell’esecutivo di Belfast ma soprattutto in quello fragile di Dublino, dopo che lo scorso 26 febbraio è stata negata la fiducia al Premier Enda Kenny.
di Fabrizio Ciannamea – 13/03/2016
 
Fonte: Barbadillo
 
Referendum per unire l’Irlanda se Londra esce dall’Ueultima modifica: 2016-03-19T23:06:18+01:00da davi-luciano
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