Allarme deflazione: brusca discesa dei prezzi in Italia ed Eurozona. Per l’Istat a febbraio -0,2%

vorrei tanto sapere dove va a far spesa l’Istat. Forse nello stesso super della Picierno. Si vede che sono della società alto locata, loro si allarmano SE I PREZZI NON AUMENTANO.
A parte il fatto che non è vero e chiunque viva con pochi soldi LO SA BENISSIMO, MA SE fosse vero,  PERCHE’ DOVREBBE ESSERE TRAGICO  PAGARE MENO PER  SOLITI BENI?
Ma a voi scoccia pagare il pane, latte, pagare la stessa cifra o magari meno per gli stessi beni primari per soddisfare quei bisogni primari che tanto disgustano la società civile di Scalfari? Cosa c’è? Diminuisce il gettito fiscale se si abbassano i prezzi?? Povero governo regime dei banchieri….come faranno a tirare avanti…
 
29 febbraio 2016
È allarme deflazione in Italia ed Eurozona per effetto della repentina discesa delle quotazioni petrolifere. Se c’era bisogno di un dato per indurre la Banca centrale europea ad agire nella prossima riunione di marzo, è arrivato oggi. Cominciamo dall’Italia: l’inflazione, ha reso noto stamane l’Istat, è diminuita in febbraio dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua (era +0,3% a gennaio). La forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo, spiega l’Istituto, è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi su mese. L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,6%.
 
Sulla stessa linea il dato europeo: l’inflazione nell’Eurozona torna in territorio negativo a febbraio, scendendo a -0,2% rispetto allo 0,3% di gennaio. È la stima flash di Eurostat. Si tratta della discesa più forte da un anno a questa parte. L’ultimo segno meno nell’Eurozona si era visto a settembre 2015 (-0,1%). Guardando alle componenti principali, i servizi hanno il tasso più elevato (1%, mentre a gennaio erano a 1,2%), seguiti da cibo, alcol e tabacco (0,7%, a gennaio erano a 1%), prodotti industriali non energetici (0,3%, rispetto allo 0,7% di gennaio) ed energia (-8%, rispetto a -5,4% di gennaio). Senza considerare le componenti alimentari ed energetiche, l’inflazione nell’area euro (indice core) è salita dello 0,7% dal +1% di gennaio.
 
«Se guardiamo all’Europa in questa momento – ha detto ieri il governatore della Banca centrale francese Francois Villeroy de Galhau – il pericolo è senza ombra di dubbio la deflazione, non certo l’inflazione. Se i bassi prezzi energetici hanno effetti a lungo termine, dobbiamo intervenire. Sembra questo il caso, ma vedremo in marzo». La Bce si riunisce il prossimo 10 marzo per varare nuove misure anti-deflazione preannunciate da Draghi dopo l’ultima riunione. I dati di oggi non possono che rafforzare le pressioni perché Francoforte agisca.
 
I dati di febbraio sono negativi in quasi tutti i Paesi europei, dal -0,2% della Germania al -0,1% della Francia fino al -0,9% della Spagna. «La deflazione sarebbe un disastro per l’area euro – osserva Holger Sandte, economista della banca Nordea – poiché farebbe aumentare ancora l’onere del debito. Il problema è che indipendentementeda quello che deciderà la Bce il 10 marzo, l’inflazione resterà intorno allo zero per alcuni mesi prima di risalire».
 
Tornando all’Italia, i prezzi del cosiddetto carrello della spesa dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,1% rispetto a gennaio e dello 0,4% su base annua (a gennaio era +0,3%). Si tratta del primo calo tendenziale da dicembre 2014 e del più ampio da luglio dello stesso anno. In particolare per i prodotti alimentari (incluse le bevande alcoliche) i prezzi diminuiscono dello 0,1% su base mensile e registrano, su base annua, un’inversione della tendenza (-0,3%, da +0,4% a gennaio).
Allarme deflazione: brusca discesa dei prezzi in Italia ed Eurozona. Per l’Istat a febbraio -0,2%ultima modifica: 2016-02-29T21:34:41+01:00da davi-luciano
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