Madia su dipendenti pubblici: “Per loro art.18 non si tocca”. Ma c’è un problema

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L‘articolo 18 resterà in vigore per i dipendenti pubblici oppure no? Abbiamo già parlato della Riforma Pa e dei rapporti fra governo Renzi e statali.

E ora Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, conferma le promesse fatte: “l’articolo 18 non si tocca, lo abbiamo sempre detto”. Lo ha dichiarato Marianna Madia ieri a Sky Tg24, anticipando alcuni punti della Riforma della Pubblica amministrazione.

“Ci sarà poi un testo unico sul pubblico impiego, non in questo consiglio dei Ministri, dove chiariremo tutta la normativa che riguarda il lavoro pubblico”.

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Il governo Renzi sarebbe insomma intenzionato a far valere quanto disposto dal Jobs Act, cioè l’eliminazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, soltanto per i dipendenti privati.

L’addio all’art. 18 ha comportato la sparizione del reintegro del dipendente sul posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa.

Le rassicurazioni della Madia si scontrano con la Corte di Cassazione. E la Consulta potrebbe bocciare il trattamento discriminatorio fra pubblici e privati. L’art. 18 sparirà anche per gli statali?

Perché non dovrebbe valere per gli statali? Perché, come ha spiegato Matteo Renzi a dicembre scorso, “se sei dipendente pubblico significa che hai vinto un concorso” (almeno così dovrebbe essere, dalle parti dell’Agenzia delle Entrate ci sono state eccezioni…).

Sempre Renzi: “Mi accontenterei di licenziare quelli che truffano, che rubano, che sono assenteisti. Senza che qualche giudice del lavoro li reintegri. Ma nel pubblico è impossibile che, cambiando maggioranza politica, si possa licenziare: sarebbe discriminatorio“.

Eppure la Corte di Cassazione, nel 2015, ha sancito che tutto lo Statuto dei lavoratori – incluse le modifiche apportate – va applicato anche ai dipendenti pubblici. E ci sono ottime probabilità, secondo il docente di diritto del lavoro Umberto Romagnoli, che la Corte Costituzionale confermi e individui “un profilo di incostituzionalità” e una “disparità di trattamento” fra gli statali e i dipendenti privati.

Gli statali possono insomma stare sereni: dopo i dipendenti privati impoveriti di diritti fondamentali e condannati al precariato permanente, dopo i pensionati abbandonati, dopo i medici umiliati, dopo la scuola distrutta, potrebbe arrivare anche il turno dei dipendenti pubblici.

Renzi non fa prigionieri.

Madia su dipendenti pubblici: “Per loro art.18 non si tocca”. Ma c’è un problemaultima modifica: 2016-01-18T13:47:42+01:00da davi-luciano
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