La Tav in val Susa al Tribunale permanente dei popoli

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Convocata a Torino una sessione che dovrà decidere se c’è stata violazione dei diritti fondamentali delle comunità locali da parte del sistema delle grandi opere

La Tav in val Susa al Tribunale permanente dei popoli

Si è aperta stamattina a Torino la sessione del Tribunale permanente dei Popoli, l’organismo internazionale indipendente composto da esperti di tutti i continenti, dedicata alla violazione dei diritti fondamentali delle comunità locali da parte del sistema delle grandi opere, nello specifico il Tav in val di Susa.

I membri del tribunale affronteranno temi quali la partecipazione negata e la manipolazione dei dati; l’esclusione dei cittadini e delle istituzioni e la sostituzione del confronto con la repressione. “Proveremo che in Val Susa – dice Livio Pepino, del Controsservatorio Valsusa – le istituzioni hanno consapevolmente estromesso le popolazioni interessate, escludendo di fatto ogni procedura di informazione e confronto”. L’evento si concluderà domenica ad Almese, in val di Susa, con la lettura della sentenza, priva comunque di effetti giuridici.

“L’unità è sempre stata la forza della nostra lotta”, ha detto il leader del movimento No Tav, Alberto Perino, sentito dal Tribunale permanente dei Popoli. “Il Tav è un’opera che deve essere fatta a prescindere. Ci hanno perfino accusato di essere terroristi, e questo solo perchè ci opponiamo a un’opera devastante sotto tutti i punti di vista”.

La Tav in val Susa al Tribunale permanente dei popoliultima modifica: 2015-11-05T21:47:56+01:00da davi-luciano
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