Che ci piaccia o

OVVIAMENTE i laché italioti che han sempre sostenuto Syriza COPRONO LA PORCATA del tradimento E LA GIUSTIFICANO nel solito modo viscido e squallido come solo loro sanno fare
Democrazia nella comunicazione
 
Che ci piaccia o no
 
#Grecia. Considerazioni personalissime, rivolte soprattutto a chi oggi sembra avere così chiara la situazione sotto gli occhi (e persino la soluzione). [Pier Francesco De Iulio]
 

Redazione
sabato 11 luglio 2015 14:18
 
 
iulio
di Pier Francesco De Iulio
 
Vedo da molte parti salire il malcontento per l’azione che in queste ultime ore Alexis Tsipras sta tentando per dare soluzione alla crisi greca. E vedo anche che questo malumore sale soprattutto dalla parte di chi vorrebbe una linea dura e intransigente nei confronti di questa Europa e dei suoi diktat, ad ogni costo. Si dice che a volerlo sia l’anima genuina di Syriza. Si dice che lo vuole il popolo greco (la maggioranza, dico io), che così si è espresso con il referendum (voluto proprio da Tsipras, contro le tante resistenze di chi diceva addirittura che non sarebbe stato in grado di organizzarlo in così pochi giorni, è bene ricordarlo).
 
Non entrerò nel merito delle questioni tecniche, economiche o giurisprudenziali, per le quali altri, più attenti e preparati di me, si sono già espressi esaudientemente, pure da posizioni diverse (a volte finanche antitetiche), trovando ampio spazio su queste stesse pagine. Tuttavia, mi preme fare alcune considerazioni personalissime, rivolgendomi soprattutto a coloro che oggi sembrano avere così chiara la situazione sotto i loro occhi (e forse anche la soluzione).
 
Innanzitutto, Syriza non è il monolite di kubrickiana memoria (così come non lo è il popolo greco) e la Grecia non galleggia nello spazio siderale immersa nel vuoto ma sta al crocevia di stramaledetti interessi geopolitici, e quindi economici, di questo ormai fottuto pianeta (“fottuto” è naturalmente un eufemismo). E aggiungo, la forza politica e per così dire “contrattuale” della Grecia sarebbe poco sopra lo zero se non ci fossero gli interessi (sempre “stramaledetti”) di cui sopra.
 
Pensate (pensavate) veramente che Russia e Cina si offrano (o si sarebbero offerti) gratis al salvataggio dei greci? Che la Grecia possa vincere da sola una guerra contro le oligarchie finanziarie e militari in salsa USA che da anni decidono i destini del mondo intero? Per carità non siate così ingenui. Quando hai l’acqua che ti arriva alla gola (e non soltanto l’acqua) e un cronometro davanti che segna il countdown della tua esecuzione, non è sempre facile restare lucidi e decidersi per “la cosa giusta” da fare. E la cosa giusta, in questi casi, la decide anche qualcun altro per te. Perché ciò che riesce a orientare le decisioni, quando sei Davide e di fronte hai Golia, sono la forza dei rapporti che riesci a stabilire con gli altri sul campo di battaglia e l’astuzia che sai metterci.
 
Con le condizioni date, finora bisogna riconoscere a Tsipras (e al suo governo) il coraggio e la capacità di aver saputo affrontare nel miglior modo possibile il gigante che gli è toccato in sorte di combattere, a mani nude per giunta, e completamente da solo. Chi ha aiutato i greci nella loro battaglia? Hanno avuto forse la solidarietà degli altri governi europei che pure versano nelle medesime condizioni o si apprestano ad arrivarci? Non mi sembra. Anzi, da più parti si è gridato al rispetto degli impegni, al “non fate i furbi!”. Tra le voci più alte, immancabile come sempre quando c’è da stare nel coro, il nostro Matteo Renzi.
 
Allora facciamo tutti un passo indietro e cerchiamo di non perdere di vista la realtà della situazione, evitando di correre dietro alle lusinghe di ideologie posticce e di falsi profeti (o cattivi maestri).
 
Il fatto è che la realtà odierna è diventata tanto complessa e interconnessa su scala mondiale che è sfuggita di mano e nessuno sa più da che parte prenderla e come fare per addomesticarla. Padroni universali, maggiordomi al servizio del potere, vecchi e nuovi sudditi. Immersi tutti nello showbiz della grande società dello spettacolo globalizzata. E con questa realtà tutti noi dobbiamo fare i conti, che ci piaccia o no, che si giochi sulla nostra pelle o su quella dei nostri compagni di sventura, vicini o lontani. Nel frattempo, Michelle Hunzinker fa la verticale a bordo piscina nella sua villa in Versilia.
 
(11 luglio 2015)
Che ci piaccia oultima modifica: 2015-07-12T20:46:16+02:00da davi-luciano
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