“La Valutazione di impatto sulla salute del cantiere TAV è l’ennesima foglia di fico del grande imbonitore Virano”.

TAV – SCIBONA (M5S): “La Valutazione di impatto sulla salute del cantiere TAV è l’ennesima foglia di fico del grande imbonitore Virano”.

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che la società privata di diritto francese Telt, il soggetto promotore della Torino – Lione, nella persona di Virano ha deciso di ottemperare alla prescrizione del CIPE, che, al numero 63 della Delibera 86/2010 con la quale autorizzava il cunicolo, ha imposto di redigere la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) “in fase esecutiva” cioè prima di iniziare i lavori.

Ci chiediamo però come il CIPE e soprattutto alla Commissione Nazionale VIA, incaricata di controllare, abbiano potuto accettare che LTF procedesse con i lavori di scavo senza aver adempiuto agli obblighi di legge! Adesso ci pare che questa sia l’ennesima e tardiva foglia di fico!

L’Architetto Virano, ormai grande imbonitore delle magnificenze della Nuova Linea Torino-Lione, si occupa di TAV da anni…eppure solo ora estrae dal cilindro la VIS. Forse deve rispondere a qualche dubbio su quanto sia dannoso il TAV o deve sviare l’attenzione dall’inutilità della grande opera.

E’ certo che vengono spesi ulteriori soldi, quando invece andavano fatte delle analisi serie e terze sulle pre-lavorazioni. Quindi, nulla di nuovo sotto il sole, ma c’era da aspettarselo, visto che l’affair TAV è in mano sempre ai soliti noti.

Marco Scibona – Senatore M5S, Segretario 8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.

Se non ci fosse il “terrorismo” bisognerebbe inventarlo: un buon pretesto per tutto

Non si può protestare. Altrimenti si  attacca la democrazia, si è leghisti e xenofobi

 di Luciano Lago

 E’ proprio vero, con la motivazione di dover prevenire possibili attacchi di cellule terroristiche, attualmente in Italia (ed in altri paesi) si può giustificare tutto, anche le limitazioni dei diritti costituzionalmente garantiti ed in particolare quello della libertà di espressione, il diritto alla privacy ed il diritto di manifestazione delle libere opinioni.

Questo avviene con l’ultimo provvedimento in fase di approvazione dal governo Renzi per cui le forze di polizia potranno spiare tutti i cittadini mediante sistemi di controllo informatico dei computer (virus come Trojan, Keylogger, Sniffer) che potranno essere introdotti per controllare la corrispondenza e le frequentazioni di persone “sospettate” di fare parte di potenziali cellule terroriste.

In base al provvedimento del Governo Renzi, la polizia potrà utilizzare questi programmi per acquisire «da remoto» le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico e si potrà anche autorizzare l’intercettazione preventiva sulle reti informatiche. È una delle novità principali approvate nelle Commissioni Difesa e Giustizia al decreto antiterrorismo che in questi giorni va in discussione alle Camera.

Non basta più la legge Mancino, una legge di per se già considerata (da molti giuristi) liberticida ed incostituzionale, originata ed utilizzata con lo scopo di reprimere ogni dissidenza e per limitare la libertà di pensiero e di parola in base al pretesto di reprimere “…..chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”…..

Si tratta di una legge che di fatto pone dei limiti ben determinati ed assoluti alla libertà di pensiero e di parola, stabilendo un pericoloso e preoccupante tentativo di definire astrattamente ed in modo generico quali siano le idee ed i valori legittimi (e legali) e quali siano le idee e i valori illegittimi (e illegali), affidandosi al giudizio discrezionale ed alla interpretazione di un magistrato o di un ufficiale di polizia giudiziaria. Una legge che prevede fra l’altro un giudizio per direttissima, limitando le garanzie di difesa e dove l’onere della prova viene capovolto e messo a carico del presunto reo.

 

Senza parlare del criterio astratto e generalista adottato nel concetto, espresso nella legge, di “atti di discriminazione per motivi razziali, nazionali o religiosi”; laddove “discriminare” ha lo stesso significato di “preferire”, “distinguere”, “scegliere”, quali libertà fondamentali in uno Stato di diritto – come si vanta di essere quello Italiano.

In pratica in Italia esiste già questa legge liberticida che consente di condannare a pene pesanti una persona che volesse, ad esempio, esprimere delle opinioni su determinate caratteristiche di una fede religiosa (ad esempio quella islamica o induista, raffrontandola con altre) o che volesse sostenere la superiorità di una visione culturale o ideologica rispetto ad un’altra.

In base al generico criterio previsto nella legge, questo potrebbe essere interpretato, da un solerte funzionario dello Stato, come una esortazione alla “discriminazione” di persone che professano tale cultura o concezione ideologica e quindi sanzionabile con pesanti pene.

Stato di polizia

Tuttavia in base all’emergenza terrorismo questa legge da sola non basta e si vuole fare di più, così si studia come mettere sotto controllo tutti i cittadini, la loro corrispondenza via mail, gli scritti e le letture, le frequentazioni, gli scambi di opinioni e le pubblicazioni.

Qualche esponente parlamentare ed alcuni giuristi hanno già protestato sollevando la questione delle garanzie costituzionali (art- 13-15- 21) e mettendo in rilievo che l’Italia sarebbe il primo paese ad adottare l’utilizzo di sistemi informatici in via preventiva per finalità di controllo individuale e di prevenzione.

Non sappiamo tuttavia se queste critiche e queste riserve serviranno a fermare il cammino del governo del “fiorentino” che si muove anche per dimostrare di voler essere il “primo della classe” in Europa ad attuare quel sistema di controllo orwelliano che le autorità di Bruxelles (al servizio dell’elite finanziaria) ci raccomandano, primo passo verso l’omologazione di tutti i cittadini verso il “Pensiero Unico”.

http://www.controinformazione.info/se-non-ci-fosse-il-terrorismo-bisognerebbe-inventarlo-un-buon-pretesto-per-tutto/#more-10045

Aggressione saudita sullo Yemen è una ‘chiara’ violazione del diritto internazionale – Lo afferma un esperto di diritto internazionale

Quando a bombardare su un popolo inerme sono i ricchi sauditi amici dell’Occidente che applicano la sharia va bene, non esistono diritti umani da tutelare in questo caso.

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Mercoledì scorso, l’Arabia Saudita ha lanciato una serie di attacchi aerei all’interno Yemen ed ha riferito di aver schierato circa 150.000 soldati supportati da più di 100 aerei da combattimento per colpire obiettivi del movimento sciita Houthi che avevano conquistato il potere nel paese arabo, a seguito di una insurrezione contro il governo yemenita a maggioranza sunnita.

EDIMBURGO , Mark Hirst – L’ intervento militare in Yemen attuato dall’Arabia Saudita costituisce un evento importante ed è una vera e propria violazione del diritto internazionale che potrebbe avere gravi conseguenze per l’intera regione, lo afferma il Dr. Hans Köchler, Presidente della “Progress International Organization” (IPO) in Austria, che ha dichiarato all’agenzia di notizie Sputnik news il Giovedi.

“L’intervento militare straniero in Yemen è una violazione chiara del diritto internazionale, in particolare l’articolo 2 (4) della Carta delle Nazioni Unite, che vieta l’uso della forza nelle relazioni tra gli Stati,” il dr. Köchler, che dirige l’organizzazione di consulenza le Nazioni Unite, ha affermato questo sulla base delle informazioni in suo possesso.
Secondo Köchler, l’azione unilaterale dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati non è in alcun modo giustificata come atto di “autodifesa collettiva” in base alla Carta delle Nazioni Unite.
In realtà, si tratta di una palese interferenza in una guerra civile a sostegno di una delle parti in conflitto, questo renderà il conflitto interno anche più grave e sarà molto più difficile da risolvere“, ha aggiunto il professore.
Köchler ha sottolineato che le azioni di Riyadh hanno minacciato di innescare un grave conflitto in tutta la regione, lungo lo spartiacque tra sunniti e sciiti che potrebbero avere gravi implicazioni in tutto il mondo arabo. Fonte: Sputnik News

L’ ambasciatore della Arabia Saudita negli Stati Uniti, Adel Jubair, ha dichiarato che il suo paese ha agito “al fine di tutelare il legittimo governo dello Yemen di restare in carica.”
“La situazione è molto pericolosa”, ha detto il diplomatico saudita e “dobbiamo fare il possibile per proteggere il popolo yemenita”.
Si sono visti subito gli effetti della “protezione” saudita con I raid aerei condotti dalla coalizione internazionale saudita, guidata delle nazioni del Golfo, il Mercoledì, che hanno ucciso 65 persone, tutti civili fra cui donne e bambini, secondo quanto riferito da una fonte del governo locale.

 Effetti-dei-bombardamenti-sauditi

Una fonte dei servizi di intelligence britannici ha riferito che cacciabombardieri israliani si sono uniti alle forze saudite nell’offensiva condotta sul territorio yemenita, l’informazione è stata pubblicata dall’agenzia “Alahednews”.
L’Arabia Saudíta, con la l’appoggio logistico e di intelligence degli USA, ha iniziato nella mattina di questo Giovedì una invasione contro il governo del movimento popolare yemeníta Ansarulláh che aveva preso il potere esautorando il precedente governo.

Questa notizia conferma l’alleanza di fatto tra Israele e l’Arabia  Saudita già sperimentata sul fronte siriano con l’appoggio fornito da entrambi i paesi ai “ribelli” siriani che combattono contro il governo di Bashar al-Asad. In realtà i “ribelli” siriani, come noto,  sono mercenari jihadisti, provenienti da molti paesi,  i cui salari vengono pagati da Ryad , mentre le armi e l’addestramento viene fornito dagli USA e dal Regno Unito.

Il governo saudita si è deciso a passare all’azione per evitare che nello Yemen si possa insediare un governo ostile a maggioranza sciita ed anche grazie al sostegno offerto dagli USA e dalla Gran Bretagna, stretti alleati del regno saudita.

I paesi della Coalizione del Golfo , oltre all’ Arabia Saudíta, sono il Kuwait, il Barhein, Qatar e gli Emirati Árabi Uniti (EUA), ad eccezione dell’Omán, cosí como Egitto, Giordania, Turchía, Algeria e Sudan, formano parte de questa coalizióne per apggiare l’ ex presidente, Abdu Rabu Mansur Hadi fuggito dal paese.

Contro l’invasione militare si sono immediatamente schierati i governi dell’Iran e della Siria i quali hanno condannato l’azione saudita sostenendo che questa costituisce una aggressione ed un ingerenza contro un paese sovrano e di conseguenza viola tutte le regole ed il diritto internazionale e produrrà maggiore instabilità nella regione. “Il governo di Ryad e la dinastia dei Saud dovranno pagare un alto prezzo per le loro azioni”, ha dichiarato il rappresentante del governo iraniano.

Fonte: Hispan TV

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: una unità saudita con sceicco al comando

Nella foto al centro: effetti dei bombardamenti sauditi sullo Yemen

http://www.controinformazione.info/aggressione-saudita-sullo-yemen-e-una-chiara-violazione-del-diritto-internazionale-lo-afferma-un-esperto-di-diritto-internazionale/

Dl antiterrorismo, così lo Stato avrà libero accesso ai pc

Si ringrazia sentitamente tutti i sostenitori dei tagliagole dell’isis. In piazza contro questo provvedimento?? Coloro che si sono autonominati legittimi usufruitori delle piazze non protestano contro questo provvedimento? Certo, non protestano contro ALCUN provvedimento dei governi NON ELETTI, scendono in piazza per DIFENDERE i provvedimenti di questi governi non eletti

 La nuova legge prevede la possibilità di acquisire, attraverso software occulti, tutte le comunicazioni fatte in digitale

Mario Valenza  – Mer, 25/03/2015 – 19:10

La polizia potrà utilizzare programmi per acquisire “da remoto” le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico e viene anche autorizzata l’intercettazione preventiva sulle reti informatiche.

È una delle novità principali approvate in Commissione al decreto antiterrorismo

Terrorismo, ecco la norma “anti-Greta e Vanessa”

Il Pm potrà conservare i dati di traffico fino a 24 mesi. I providers su Internet saranno obbligati a oscurare i contenuti illeciti legati ai reati di terrorismo, pubblicati dagli utenti. L’uso del Web e di strumenti informatici per perpetrare reati di terrorismo (arruolamento di foreign fighters, propaganda, ecc) diventa un’aggravante che comporta l’obbligo di arresto in flagranza. Ma quella dell’accesso ai pc non è l’unica novità del dl terrorismo.

Chi intraprende viaggi all’estero i zone pericolose o li organizza avrà “l’esclusiva responsabilità individuale” sulle conseguenze. Lo prevede una norma inserita dalle commissioni Difesa e Giustizia della Camera al decreto antiterrorismo, che vuole scoraggiare i viaggi all’estero in aree a rischio, e per questo informalmente chiamata norma “anti Greta e Vanessa”.

L’emendamento, voluto dal relatore Andrea Manciulli (Pd), stabilisce che il Ministero degli affari esteri “rende pubblici, attraverso il proprio sito web istituzionale, le condizioni e gli eventuali rischi per l’incolumità dei cittadini italiani che intraprendono viaggi in Paesi stranieri”. La Farnesina “indica altresì, anche tramite il proprio sito web istituzionale, comportamenti rivolti ragionevolmente a ridurre i rischi, inclusa la raccomandazione di non effettuare viaggi in determinate aree”. “Resta fermo – afferma quindi la norma – che le conseguenze dei viaggi all’estero ricadono nell’esclusiva responsabilità individuale di chi assume la decisione di intraprendere o di organizzare i viaggi stessi”.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/dl-antiterrorismo-cos-stato-avr-libero-accesso-ai-pc-1109525.html

Prato, case gratis ai Rom: il loro capo ha la tessera di fondatore del PD

Se lo fa il Pd non è voto di scambio. Prometti di aumentare le pensioni e portarle a 1000 euro, apriti cielo. GUAI. I “privilegi” devono rimanere appannaggio di pochi

 mercoledì, 25, marzo, 2015

 “Il Comune di Prato ha concesso una casa gratis ai rom abusivi che hanno abbandonato l’insediamento di viale Marconi, a Mezzana. Sarà forse un caso che il portavoce del confinante campo sinti di Mezzana abbia la tessera di fondatore del Partito democratico e dica che alle primarie si impegna sempre tanto per portare rom e sinti a votare“. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia e candidato a governatore Giovanni Donzelli, che stamani ha effettuato un sopralluogo nella zona ieri sgomberata dopo il rogo che si era verificata.

Donzelli parla di uno “sgombero-farsa”, perché “a pochi metri dalla zona liberata c’è un’altra struttura per i sinti che l’amministrazione comunale gestita dal sindaco Biffoni legittima e paga, mentre ai pratesi tocca pagare le bollette e le tasse”. “Un premio concesso a chi – aggiunge il candidato a governatore di Fratelli d’Italia – ha lasciato una discarica nell’area sgomberata: per smantellarla serviranno 13mila euro di soldi dei cittadini”.

“I cittadini non ne possono più di veder premiati persone che non rispettano le leggi, non lavorano e non pagano, passeggiando sui tappeti rossi distesi dalla sinistra – conclude Donzelli – almeno in questo caso sappiamo il motivo: i rom sono tesserati e votano in massa Pd”.

http://www.imolaoggi.it/2015/03/25/prato-case-gratis-ai-rom-il-loro-capo-ha-la-tessera-di-fondatore-del-pd/

Orrore ad Avellino Stava cercando il cane smarrito,lo trova mentre lo stanno massacrando a bastonate.

Voglio il diritto di sparare a chi usa violenza contro un innocente

L’autore del delitto e stato individuato dai carabinieri e denunciato in stato di libertà(naturalmente)

Gli strumenti di morte usati per massacrare il povero cane

Mercoledi.25/03/2015

Redazione

Il Ciriaco riferesce che nella giornata di mercoledi 23(queste notizie viaggiano a rilento,le agenzie a volte nemmeno le riportano,) un signore anziano, si era recato per una passeggiata lungo le pendici del Monte Serpico del comune di Salza Irpina(AV) portando con se il proprio cane un setter, quando ad un tratto lo perse di vista, immediatamente si mise alla ricerca del cane,ad un tratto fu richiamato da forti guaiti, si mosse subito in quella direzione e poco dopo si trovò davanti a una scena spaventosamente orribile e dolorosa:

un uomo anch’esso anziano, aveva catturato il povero cane con un laccio metallico, e lo stava uccidendo massacrandolo a bastonate e fendenti.

Il proprietario del cane davanti a quella scena orribile si mise a gridare.impazzito dalla disperazione di ciò che stava accadendo sotto i suoi occhi e si precipitò per fermare l’aggressore,ma intanto quest’ultimo si allontanò repentinamente, il povero uomo non potette fare nulla per salvare il suo cane che era già morto, addolorato e disperato non gli resto che chiamare il 112 del Comando Provinciale Carabinieri di Avellino .

I Carabinieri giungevano tempestivamente sul posto,dove trovavano l’uomo in stato di schoc, era li impietrito ad osservare il suo povero cane.Il poveretto raccontò ai militari quanto accaduto e questi, ricostruito che l’animale era stato prima catturato con una trappola a laccio per poi essere finito con dei fendenti all’addome inferti con un bastone munito di puntale in metallo che l’aggressore aveva precipitosamente abbandonato sul posto, repertavano le evidenze ed avviavano l’attività di indagine per dare un volto al responsabile di quel barbaro reato.

Sviluppando tutte le informazioni fornite loro dal denunciante, ivi compresi quei dettagli apparentemente poco significativi i Carabinieri, grazie ad un’approfondita conoscenza del territorio di competenza, riuscivano a restringere il campo delle ricerche fino ad arrivare ad identificare il presunto reo nel 70enne il quale, posto di fronte alle evidenze raccolte, non aveva altra soluzione che ammettere gli addebiti e veniva denunciato in stato di libertà(non parlate di arresto,sarebbe una bestemmia) alla Procura della Repubblica di Avellino diretta dal Procuratore Dr. Rosario Cantelmo.

Il degenerato violento non sarà automaticamente processato per quello che ha fatto come normalmente accadeva prima con la vecchia normativa,adesso con l’introduzione(dal 2 aprile) del nuovo istituto giuridico sulla”tenuita del fatto”(che si applica ai reati cosiddetti minori compresi tutti i reati contro i maltrattamenti di animali)malgrado l’evidenza il giudice dovrà vagliare se ci sono gli estremi per processarlo previsti dalla nuova normativa ,e sarà sempre cosi anche in casi gravi come questo ,un’altra possibilità che viene concessa a chi delinque..

Precisiamo che le generalità dell’autore dell’efferata uccisione del cane, non sono state rilasciate dalle autorità ne da altra fonte,come d’altra parte viene sempre fatto per i reati cosiddetti minori.

http://www.lancionews.it/animali/orroreadavellinostavacercandoilcanesmarritolotrovamentrelostannomassacrandoabastonate.

Rapina choc al supermarket finisce nel sangue: 1 morto, 9 feriti, i banditi sono due carabinieri di Mestre

E questi ci dovrebbero proteggere….

I criminali sparano poi rubano un’ambulanza: presi  Uno dei militari è di Chioggia, l’altro napoletano

di Rossella Liguori

SALERNO – Rapina al supermercato finisce nel sangue e la svolta delle indagini è clamorosa. C’è una vittima e 9 feriti fra cui anche due militari in servizio a Mestre: erano a Napoli in licenza e sono i banditi che hanno organizzato il colpo sparando all’impazzata nella fuga.

INCREDIBILE SVOLTA Sono entrambi militari  del Battaglione Veneto di Mestre. Uno è Jacopo Nichetto, 34 anni, originario di Chioggia e il collega-complice è invece Claudio Vitale, 41enne di Cercola, nel Napoletano.

Era in condizioni gravissime e poi è deceduto nella notte Pasquale Prisco, 28 anni, proprietario del supermercato e protagonista, assieme al fratello e a due dipendenti del locale dell’inseguimento sfociato in una sparatoria cruenta sulla strada statale 268. L’uomo ha ricevuto 3 proiettili all’addome.

Ad un suo dipendente, invece, è stata asportata la milza all’ospedale di Nola: ha il fegato spappolato e problemi al rene. E’ lui il secondo ferito grave di questo conflitto a fuoco da Far West.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/rapina_supermarket_sfocia_sangue_carabinieri_mestre_feriti/notizie/1259426.shtml

Rapina in casa, 85enne all’ospedale: dita fratturate per rubarle gli anelli

Nessun comunicato di solidarietà, potrebbe essere razzismo ( i delinquenti non sono ancora noti) esprimere indignazione per questa violenza inaudita, è solo un’anziana, chi se ne importa non è una categoria cara ai politically correct

MESTRE – Sorpresa sulla porta di casa verso l’ora di pranzo e picchiata selvaggiamente per pochi gioielli e del denaro. È accaduto in centro a Mestre, ieri, in via Aleardi. Vittima una 85enne che a seguito della brutale aggressione è ricoverata in rianimazione all’ospedale dell’Angelo con la frattura dell’anca e della mano.

Il racconto del figlio

Il rapinatore non ha avuto pietà, l’ha scaraventata a terra e le ha rotto le dita per strapparle gli anelli. L’allarme dato solo nel pomeriggio dai familiari che non riuscivano a mettersi in contatto con l’anziana. Stanno indagando i carabinieri.

  Mercoledì 25 Marzo 2015, 11:20

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/mestre_anziana_picchiata_rapina_casa_carabinieri/notizie/1259104.shtml

Bad Bank, immorale e truffaldina la richiesta di Visco (Bankitalia)

Beh siamo in democrazia, il regno delle banche. Per fortuna che c’è chi scende in piazza a difendere il governo Renzi

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mercoledì, 25, marzo, 2015

BAD BANK: IMMORALE E TRUFFALDINA LA RICHIESTA DI VISCO, LA CUI MANCATA VIGILANZA BANKITALIA SULLE BANCHE HA PRODOTTO DISSESTI E COSTI ELEVATI PER GLI UTENTI. INVECE DELLO STATO, I LAUTI PASTI DEI BANCHIERI SIANO PAGATI DA BANKITALIA E BCE CHE POSSONO GARANTIRE I CREDITI TOSSICI DELLE BANCHE (NON) VIGILATE

“Lo stato intervenga per liberare le banche dalle sofferenze” ! La richiesta immorale del governatore della Banca d’Italia Visco, trasformatosi da controllore a lobbista del sistema bancario per salvare i banchieri che hanno erogato crediti allegri ad amici e compari, per addossare allo Stato, quindi ai contribuenti, i rischi di una “bad bank”, dove le banche scaricherebbero nella pubblica lavanderia statale i prestiti tossici in cambio di benefici futuri con la promessa da marinaio di erogare più credito a famiglie e PMI, analogamente ai prestiti Bce, è una truffa, lesiva dei principi del libero mercato.

Adusbef e Federconsumatori esprimono la propria indignata contrarietà rispetto alle solite proposte del Governatore di Bankitalia Visco, che ancora una volta cerca di addossare alla fiscalità generale e sulla pelle di vessati contribuenti, e strangolati utenti dei servizi bancari, i costi di politiche creditizie clientelari, che hanno prodotto 185,5 miliardi di euro di crediti in sofferenza.

La Banca d’Italia, che asseconda supinamente gli altrui desiderata, contribuendo in tal modo alle politiche di stagnazione, dovrebbe spiegare – affermano i presidenti delle due Associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – la contrazione dei prestiti bancari al settore privato, scesi dell’1,8% annuo, rispetto al -1,6% di dicembre, dal -2,3 al -2,8% per le imprese, con un aumento delle consistenze dei titoli di Stato italiani acquistate dalle banche, aumentate a 416,5 miliardi dai circa 400 miliardi di fine dicembre, con la Bce, che ha regalato 129,8 miliardi di euro, a tassi super-agevolati dello 0,15%, (finanziamenti Tltro) avviati nel settembre 2014 finalizzati, a rilanciare il credito all’economia reale, e che ha solo ingrassato i bilanci delle banche.

Adusbef e Federconsumatori, preoccupate per l’azione di un governo sempre pronto e disponibile ad assecondare tutte le richieste di banche, banchieri e Bankitalia, chiedono di chiarire bene a consumatori e famiglie, strozzate dalla crisi, il vero significato delle richieste irricevibili del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, le cui proposte scandalose per liberare risorse da utilizzare per il finanziamento dell’economia, analoghe ai prestiti Bce, finiranno per rifilare un ulteriore pacco agli italiani, con la creazione di una bad bank nazionale, cioè un veicolo in cui far confluire tutti i crediti bancari di difficile riscossione.

Le garanzie per lo smantellamento dei ‘rifiuti tossici bancari’, non possono essere addossate allo Stato, quindi ancora una volta a correntisti e contribuenti che grazie alla Banca d’Italia, sono costretti a pagare per anni e da decenni, con la finalità di garantire traballanti stabilità del sistema bancario, tassi più alti d’Europa sui mutui, e costi dei conti correnti più elevati, pari ad una media di 318 euro in Italia contro 114 euro della media europea.

Non si capisce perché – insistono Lannutti e Trefiletti – deve sempre essere lo Stato a finanziare i restyling di bilancio, con una pubblica ‘lavanderia’ denominata bad bank garantita dalla fiscalità generale, chiamata a smaltire i crediti deteriorati delle banche italiane che zavorrano i bilanci, con l’illusoria promessa che quel fardello dei crediti in sofferenza, una volta liberati potrebbero offrire nuova concessione di credito a famiglie ed imprese. Invece di assecondare tali desiderata, addossando alla collettività i lauti pasti dei banchieri, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, con un fardello di 185 miliardi di sofferenze, il Governo chieda a Bankitalia e Bce, di fare il proprio mestiere garantendo loro i crediti tossici, molti dei quali frutto di fidi allegri ad amici e compari, senza le necessarie valutazioni di merito dei prestiti.

http://www.imolaoggi.it/2015/03/25/bad-bank-immorale-e-truffaldina-la-richiesta-di-visco-bankitalia/

Napoli: Equitalia, altra bufera, «Impone rate capestro». 108mila euro di interessi

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25 marzo 2015

108mila euro di interessi di mora, di dilazione e quote di riscossione. È il totale della cifra – aggiunta ai 233mila euro del debito originario – che un imprenditore napoletano dovrà versare ad Equitalia, fino al 2020. Un macigno che incombe su tantissimi contribuenti, alle prese con la società di riscossione, a causa dei loro mancati versamenti agli enti impositori. O di versamenti effettuati solo in parte. Il caso di L.M. – l’imprenditore segnalato – scaturisce dalla rateazione del suo debito, un’opportunità che viene offerta ai morosi impossibilitati a saldare in un’unica soluzione. Sono due milioni e mezzo – si legge sul sito del gruppoequitalia – i pagamenti effettuati finora con il metodo della rateazione. Un sistema che ha consentito, dunque, di sanare debiti altrimenti inestinguibili. Tuttavia il rateizzo si trasforma spesso in un ulteriore salasso per molti contribuenti, a causa delle sanzioni, corrispondenti a due voci definite nel piano di ammortamento rispettivamente «quota interessi di mora» e «quota interessi di dilazione». Gli importi relativi alle sanzioni finiscono direttamente nelle casse degli enti impositori e non di Equitalia. Ma alle sanzioni si aggiunge ancora un’altra quota, relativa ai compensi di riscossione. Ovvero l’8% dell’importo totale, o il 4,65%, nell’eventualità in cui il contribuente richieda la rateazione, entro i 60 giorni dalla scadenza della cartella.(…)

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http://www.crisitaly.org/notizie/napoli-equitalia-altra-bufera-impone-rate-capestro-108mila-euro-di-interessi/