Mattarella e i “modesti regalini” dal “ministro dei lavori” di Totò Riina

Pubblicato: venerdì 30 gennaio 2015

Mattarella e i “regalini” dalla Mafia. Sandra Rizza per Il Fatto Quotidiano riporta alla luce una interessante vicenda in cui nel lontano ’92 fu coinvolto il probabile prossimo Presidente della Repubblica.

Leggiamo:

Alla vigilia delle elezioni politiche del ’92, aveva ricevuto nella sua segreteria di via Libertà a Palermo una busta: il mittente era l’imprenditore agrigentino Filippo Salamone titolare della Impresem, che qualche anno dopo si sarebbe beccato una condanna per concorso in mafia con l’accusa di essere l’erede di Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Totò Riina.

Dentro quella busta, c’era parte di un blocchetto di buoni-benzina per un valore complessivo di 3 milioni di lire (che, aggiungiamo noi, nel 92 non era affatto un regalo di “modesto valore”).

L’incorruttibile Sergio Mattarella, all’epoca deputato e commissario della Dc siciliana, raccontò di averli accettati come un regalo “di modesto valore”, inviatogli a titolo personale da un privato cittadino, e di averli distribuiti dopo le elezioni ai suoi collaboratori . Ma per questo contributo, il notabile siciliano che oggi è considerato uno dei favoriti nella corsa per il Quirinale, finì per un decennio nel tritacarne del processo sulla Tangentopoli siciliana che negli anni Novanta travolse i vertici di tutti i partiti: dai dc Calogero Mannino, Rino Nicolosi, Angelo La Russa e Severino Citaristi, ai socialisti Nicola Capria e Nino Buttitta, al pds Michelangelo Russo.

http://www.pressnewsweb.it/2015/01/mattarella-e-i-modesti-regalini-dal.html

Mattarella e i “modesti regalini” dal “ministro dei lavori” di Totò Riinaultima modifica: 2015-01-31T18:21:28+01:00da davi-luciano
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