Misano: 36enne afflitto da problemi economici, stermina la famiglia, ucciso anche il cane

ancora morti. Si è superato in suicidi il numero di un genocidio, di una carneficina, maqueste vittime sono troppo indigene per meritare attenzione, FIGURIAMOCI TUTELA ED AIUTO .

15 gennaio 2015

L’autopsia, che verrà effettuata domani, potrà chiarire le cause della morte ma non le ragioni di quello che sembra con tutta probabilità un caso di omicidio-suicidio in famiglia. Ciò che colpisce di più, però, è l’indifferenza dei vicini di una famiglia di Misano Adriatico, in provincia di Rimini.

 I cadaveri di Adriana Stadie, 44 anni, della figlia Sophie Annette di 16, originarie dell’Argentina, del compagno della donna, Alvaro Cerda, 36, nato a San Agustin in Ecuador, erano in avanzato stato di decomposizione. La loro morte risalirebbe a circa 50 giorni fa. Due le ipotesi investigative, entrambe appunto di omicidio-suicidio: una è che a uccidere le due donne sia stato l’uomo, afflitto da problemi economici, che poi si sarebbe suicidato tagliando i polsi. L’altra è che premeditare il suicidio, proprio e della figlia, sia stata la donna, già in cura al servizio di igiene mentale. Quando l’uomo le ha trovate morte avrebbe preferito farla finita.

 L’ultima volta che i tre sono stati visti a Misano risale al 21 novembre. Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, ma resta che l’ipotesi più accredita è quella dell’omicidio-suicidio. La causa del decesso dell’uomo è parsa subito evidente ai carabinieri: si sarebbe tagliato le vene seduto sul divano, poi si sarebbe mosso verso l’ingresso della casa cadendo a terra a pochi passi dalla porta. Una lametta era sul divano. Madre e figlia, invece, erano in camera, sul letto matrimoniale, vestite, il lenzuolo alle ginocchia, abbracciate. Tra loro il cane di famiglia, uno Yorkshire. Anche sull’animale un veterinario procederà ad autopsia.

 Le due donne non presentavano ferite evidenti, nè vi sarebbe sangue sul letto. Resta quindi da capire se a uccidere le due donne sia stato l’uomo, senza lavoro dalla fine della stagione estiva e afflitto da problemi economici, che poi si sarebbe tagliato i polsi. O se che ad agire sia stata la donna, non nuova ad atti di autolesionismo. Nella disperazione della depressione (in casa c’erano farmaci specifici) potrebbe aver pensato di portare con sè la figlia, avuta da una precedente relazione, somministrandole farmaci.

 Dopo averli presi a sua volta, avrebbe ucciso il cane, sistemandolo in fondo al letto dove si sarebbe poi distesa abbracciando la ragazza. Sempre secondo questa ipotesi, quando Cerda le ha trovate morte avrebbe preferito farla finita. Comunque sia andata, si è trattato di un gesto premeditato: il pagamento anticipato di due mesi di affitto, novembre e dicembre, le voci messe in giro di un imminente viaggio in Spagna, l’auto parcheggiata regolarmente ma lontano da casa.

 Fonte ilmessaggero

Misano: 36enne afflitto da problemi economici, stermina la famiglia, ucciso anche il caneultima modifica: 2015-01-15T21:08:10+01:00da davi-luciano
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