Non, nous ne sommes pas tous Charlie!

9 gennaio

 Il riprovevole attacco compiuto dal commando jihadista a Parigi, come sempre in questi casi, ha dato la stura ad una campagna ideologica potentissima quanto ingannevole.

La linea l’ha data prontamente lo spompato Presidente Hollande: i vignettisti di Charlie Hebdo, sarebbero caduti per aver difeso ciò che la Francia più di tutto simboleggia: la libertà.

Tutto l’Occidente imperialistico, con il suo sciame di media salmodianti, ha prontamente raccolto questa bufala colossale.

Che l’Occidente sostenga la libertà dipende dal punto di vista che si assume. Prendiamo proprio l’esempio della Francia.

La presenza delle truppe francesi in Africa

L’esercito francese è impegnato in operazioni militari offensive non solo in Afganistan contro i talibani, ed in Iraq contro i takfiri dell’ISIS. In Africa, in difesa della sua tradizionale geopolitica coloniale, Parigi è impegnata in Mali (Opération Serval, 2800 soldati), in Ciad (Opération Epervier, 950 soldati), in Centroafrica (Opération Sangaris, 1200 soldati + Opération Boali, 410 soldati), nel Golfo di Aden (Opération Atalante 200 soldati), in Costa d’Avorio (Opération Licorne, 450 soldati). Dispone poi di basi permanenti in Gabon (922 soldati), in Senegal (343 soldati), in Gibuti (1975 soldati) , nelle isole dell’Oceano Indiano Mayotte e La Réunion (1277 soldati).

 Anche non tenendo conto delle centinaia di agenti militari e civili “coperti”, siamo ad un totale di più di diecimila mercenari armati fino ai denti.

 Essi stanno forse lì a “difendere la libertà”? O non piuttosto gli interessi coloniali francesi?

La seconda che abbiamo detto! a spese quindi delle libertà di quei popoli di decidere il loro destino, in primo luogo di sbarazzarsi dei satrapi corrotti che restano al potere, spesso solo in virtù dell’impegno militare francese.

Si da il caso che le vittime o se si preferisce, i combattenti a cui i mercenari francesi devono tenere testa siano i movimenti guerriglieri etichettati a vario titolo come “jahadisti”, “fondamentalisti musulmani”, “integralisti salafiti”, e che più ne ha più ne metta.

In poche parole: la Francia è in guerra su più fronti.

 I media che trasudano orrore ed esecrazione per l’attentato di Parigi, nulla ci han detto e si guardano bene dal dire, dei massacri, degli eccidi, delle esecuzioni mirate, delle torture dei prigionieri di cui si sono rese e si rendono responsabili le forze armate francesi sui vari teatri. Né ci risulta che i brillanti vignettisti di Charlie Hebdo così sagaci nell’irridere Il profeta Mohammed ed i suoi seguaci puritani o jihadisti, abbiano mai, né preso per il culo, né tantomeno denunciato i crimini di guerra (per la vulgata “crimini contro l’umanità”) dei mercenari francesi. Per trovarne traccia si deve andare a spulciare nei siti nemici, quelli islamisti in particolare. Operazione che dissuadiamo dal compiere, visto che si può essere tacciati, in base alle vigenti e “liberali” leggi antiterrorismo post “September eleven”, di intelligenza col nemico, quindi perseguiti e gettati in galera.

Il regime francese chiede la condanna dell’attentato di Parigi che ha visto l’uccisione a sangue freddo di persone disarmate e indifese, e noi la condanniamo, ma del pari condanniamo gli eccidi e la guerra sporca di cui le truppe francesi si rendono responsabili nei diversi teatri di guerra.

 Ai custodi della “libertà d’espressione” che oggi esprimono sdegno per l’eccidio di Parigi chiediamo: perché non avete mai versato manco una lacrima per i morti ammazzati dai mercenari occidentali, vittime quasi sempre ed ovunque innocenti? Non meritano anche loro, se non solidarietà, una cristiana pietas? Dal momento che usate due pesi e due misure a che titolo sfottete e disprezzate i combattenti islamisti? Forse che il sangue loro non è rosso come quello dei nostri concittadini? Che i maliani, i ciadiani, gli iracheni o gli afghani non sono esseri umani titolari al pari di noialtri di dignità e diritto all’habeas corpus? E che il loro diritto alla libertà ed all’autodeterminazione non merita rispetto al pari di quello di cui vi fate paladini?

 Ai custodi della “libertà d’espressione” che oggi esprimono sdegno per l’eccidio di Parigi chiediamo: perché non avete mai versato manco una lacrima per i morti ammazzati dai mercenari occidentali, vittime quasi sempre ed ovunque innocenti? Non meritano anche loro, se non solidarietà, una cristiana pietas? Dal momento che usate due pesi e due misure a che titolo sfottete e disprezzate i combattenti islamisti? Forse che il sangue loro non è rosso come quello dei nostri concittadini? Che i maliani, i ciadiani, gli iracheni o gli afghani non sono esseri umani titolari al pari di noialtri di dignità e diritto all’habeas corpus? E che il loro diritto alla libertà ed all’autodeterminazione non merita rispetto al pari di quello di cui vi fate paladini?

 Noi condanniamo quindi l’eccidio di Parigi, ma ci rifiutiamo con eguale fermezza di unirci al coro ipocrita imbastito dall’esercito di giornalisti prezzolati ed al servizio delle classi dominanti.

Col preteso di difendere la libertà d’espressione, i regimi neoliberisti, fanno in realtà una pelosa chiamata in correità, tentano di farci diventare corresponsabili dei loro crimini neocolonialisti, provano ad arruolarci come ausiliari del loro imperialistico esercito della salvezza dell’Occidente imperialista.

 Non, nous ne sommes pas tous Charlie!

 8 gennaio 2015

 http://sollevazione.blogspot.it/2015/01/non-nous-ne-sommes-pas-tous-charlie-di.html

Non, nous ne sommes pas tous Charlie!ultima modifica: 2015-01-13T20:16:11+01:00da davi-luciano
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