«Io sono Charlie Coulibaly» Indagato l’umorista Dieudonné

Ma giusto ieri non avevano fatto la marcia per la libertà di espressione? Si indignano per Dieudonné? E allora perché un musulmano o cattolico o chiunque vede oltraggiata la propria fede non può indignarsi? Il primo viene etichettato come terrorista il secondo come bigotto con sommo disgusto dai media politically correct con un senso assai strabico dell’eguaglianza come l’apertura di un fascicolo per reato di opinione a carico di Dieudonné dimostra?

 Il controverso polemista, più volte condannato per antisemitismo, accusato di «apologia del terrorismo». Lui: «Faccio solo ridere della morte»

di Redazione Online

La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per apologia di terrorismo a carico del controverso umorista Dieudonné, più volte condannato per antisemitismo (sua è l’invenzione del gesto della «quenelle», considerato dalle autorità francesi, dagli ebrei e da gruppi anti-razzisti un saluto nazista invertito). Domenica sera, dopo la marcia di Parigi, cui ha preso parte, Dieudonné ha scritto su Facebook di sentirsi «Charlie Coulibaly», unendo il nome del giornale satirico colpito a Parigi dagli attentatori e quello di uno dei terroristi, Amedy Coulibaly, che invece ha colpito il supermercato ebraico. Più precisamente, nel suo post, l’umorista ha definito la marcia «leggendaria», «un istante magico paragonabile al big-bang» ma, ha aggiunto, «io rientro infine in me: sapete che stasera, per quel che mi concerne, mi sento Charlie Coulibaly». Il messaggio risulta al momento rimosso dal profilo Facebook di Dieudonné ma qualcuno ha fatto in tempo a salvarlo e pubblicarlo su Twitter.

La replica

Dieudonné si è difeso con una lettera aperta al ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve: «Quando io mi esprimo, non si cerca di capirmi, non mi si vuole ascoltare. Si cerca un pretesto per vietarmi. Mi si considera come Coulibaly mentre non sono diverso da Charlie», scrive nel documento, diffuso sempre via social network. «Da un anno, sono trattato come il nemico pubblico numero 1, mentre cerco solo di far ridere, di far ridere della morte, perché la morte ride di noi, come Charlie sa», aggiunge, accusando lo Stato francese di perseguitarlo «con tutti i mezzi. Linciaggio mediatico, divieti ai miei spettacoli, controlli fiscali, ufficiali giudiziari, perquisizioni, inchieste… Oltre ottanta procedure giudiziarie si sono abbattute su di me e la mia famiglia».

Il ministro dell’Interno: messaggio indegno

Da parte sua, il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha definito «indegno» il messaggio di Dieudonné e ha affermato che le autorità si riservano il diritto di procedere contro di lui. Il ministro, si legge in una nota, «denuncia solennemente le dichiarazioni abbiette di M. Dieudonné sulla propria pagina Facebook che testimoniano irresponsabilità, che sono irrispettose e che dimostrano una propensione a suscitare l’odio e la divisione che sono semplicemente insopportabili».

Il precedente

Un’inchiesta pendeva già da settembre su Dieudonné per aver ironizzato sulla decapitazione del giornalista americano James Foley da parte dell’Isis.

12 gennaio 2015 | 14:14

http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_12/io-sono-charlie-coulibaly-indagato-umorista-dieudonne-667cfd82-9a58-11e4-806b-2b4cc98e1f17.shtml

«Io sono Charlie Coulibaly» Indagato l’umorista Dieudonnéultima modifica: 2015-01-12T21:20:37+01:00da davi-luciano
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