CONNAISSEZ-VOUS VITA ZAVERUKHA ?

Europäischer Widerstand avec PCN-SPO/

2014 12 29/

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Connaissez-vous Vita Zaverukha ?

C’est la militante néonazie ukrainienne dont le magazine français ELLE fait l’apologie cette semaine.

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Voici le genre de propagande hitlérienne que l’on trouve sur sa page VK.COM (le Facebook de l’Est) (copies d’écran du compte du 29 déc.) !

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Encore des néonazis que BHL et ses potes n’ont pas vu.

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Les pros de l’antifascisme alimentaire franco-belge, liés aux appareils d’état de l’OTAN (style RLF, FAF, JYC et cie), non plus …

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Et comme nous le répète inlassablement l’ineffable BHL, les radicaux ukrainiens nostalgiques de Bandera ne sont pas non plus antisémites. Vera par contre voir le post « Ukraine Judenrein) ! Et l’héroïne de ELLE n’aime pas non plus les noirs …

ELLE prend ses lectrices pour des imbéciles ? Oui !

EW / PCN-SPO

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Non è terrorismo nemmeno per i tre anarchici ancora in carcere

IL PONTE DELL’ARNODERA

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L’importanza strategica della val Susa era legata principalmente alla sua posizione ed alla linea ferroviaria Torino-Modane, a doppio binario, che dopo l’8 settembre rappresentò per il comando germanico la più breve, comoda e sicura via di comunicazione tra le zone occupate dell’Italia settentrionale e della Francia sud-orientale e centrale. Per tale motivo i tedeschi si preoccuparono costantemente di mantenere in funzione questa ferrovia sulla quale ogni giorno facevano transitare più di 20 treni merci diretti in Francia, carichi di macchinari, bestiame e di quanto riuscivano a razziare nell’Italia occupata, ed altrettanti ne facevano arrivare, carichi di carri armati, cannoni e munizionii; anzi, per riattivare senza perdite di tempo la circolazione interrotta dai frequenti atti di sabotaggio tenevano sempre pronto a disposizione nel deposito ferroviario di Bussoleno un treno-cantiere, composto da tre carrozze destinate all’officina, alla cucina e all’alloggiamento di un gruppo di tecnici.
Poiché l’intenso traffico ferroviario nemico aggravava sempre più la situazione economica e militare italiana, era indispensabile interromperlo ad ogni costo.
La necessità di impedire al nemico l’uso della linea ferrata era già stata felicemente intuita da un ufficiale del Genio militare italiano il quale, di propria iniziativa, aveva fatto saltare un tratto della galleria del Frejus nei giorni che seguirono l’armistizio, bloccando per oltre un mese le comunicazioni ferroviarie del nemico, che lavorò febbrilmente per ripristinare l’uso della ferrovia al più presto possibile.
Quando i treni ripresero a viaggiare regolarmente, intervenne pure l’aviazione alleata che tentò di bloccare il traffico con violenti bombardamenti che danneggiarono enormemente la cittadina di Modane, provocando molte vittime e distruzioni, senza raggiungere però gli scopi prefissi. A questo punto allora il Comitato militare del C.L.N. piemontese, seriamente preoccupato per la situazione, convocò a Torino il Comando militare unificato della valle che ricevette dal generale Perotti le direttive e le istruzioni per l’organizzazione delle azioni di sabotaggio.
L’ordine del C.M.R.P. di interrompere a qualunque costo il traffico avversario sulla ferrovia di Modane venne eseguito in un primo tempo da un gruppetto di partigiani sotto la guida diretta dell’ing. Bellone: usando granate dell’artiglieria contraerea (unico esplosivo a disposizione in quel momento), nella prima quindicina di novembre fecero saltare continuamente i binari tra le stazioni di Rosta e Condove.
Dopo il «colpo di mano» alla polveriera del Villarfocchiardo tentarono di far saltare il ponte dell’Aquila di fronte ad Exilles, tra le stazioni di Chiomonte e Salbertrand. La notte stessa del colpo (18 novembre) una parte dell’esplosivo venne caricato su un camion che si diresse con un gruppo di partigiani nell’alta valle, dove raggiunse gli altri partigiani che avevano compiuto in due giorni di marce estenuanti il percorso in montagna, salendo verso il Frais da Bussoleno, da Meana e da Susa con Ugo Berga, Paolo Gobetti e il tenente Ferrero.
Al ponte dell’Aquila, quando le squadre giunte dai monti e dalla valle si congiunsero, il comando delle operazioni venne assunto dal colonnello Ratti.
L’inesperienza degli uomini e l’inclemenza del tempo fecero però fallire il colpo: le micce troppo lunghe vennero inumidite da un’abbondante nevicata e si spensero a metà cammino; furono commessi gravi atti di indisciplina e di imprudenza da parte di alcuni partigiani, che avrebbero potuto mettere a repentaglio la vita dei partecipanti alla spedizione.
L’insuccesso ebbe naturalmente sfavorevoli ripercussioni sul morale dei partigiani e della popolazione, tuttavia l’attività di sabotaggio non venne interrotta.
Nelle prime settimane di dicembre, mentre i partigiani erano stati costretti a disperdersi e a mimetizzarsi sotto la minaccia dei rastrellamenti che i tedeschi stavano effettuando ed organizzando, Guido (Bobba) aveva fatto saltare il ponte di San Valeriano, tra Borgone e Sant’Antonino, mentre nella notte 14/15 dicembre i partigiani Alessio Maffiodo e Remo Bugnone, con Don Foglia e l’ing. Bellone, attaccarono il ponte della Perosa, tra le stazioni di Rosta ed Alpignano. Giunti presso il ponte a notte inoltrata, scavarono due buche nella massicciata della ferrovia e vi collocarono due quintali di esplosivo che avevano nascosto in un carro agricolo trainato da un cavallo.
Lo scoppio delle due mine danneggiò seriamente il ponte e i tedeschi nei giorni seguenti dovettero demolirlo completamente per ricostruirlo; durante i lavori di riparazione – eseguiti in una quindicina di giorni – fecero transitare uomini e merci mediante facili trasbordi, poiché il ponte, non molto alto, era situato in una zona pianeggiante. Nonostante tutti questi sforzi non si era ancora raggiunto lo scopo che tanto stava a cuore al generale Perotti: tuttavia questi sforzi non furono vani, poiché da queste prime esperienze i partigiani trassero utili accorgimenti per le future azioni di sabotaggio. Infatti, la rapidità dei tedeschi nel riparare il ponte della Perosa e la facilità con la quale effettuarono i trasbordi, suggerirono al comando di valle di scegliere in alta valle il ponte da sabotare, «dove il terreno è più impervio, i trasbordi di materiale risultano impossibili, le riparazioni e le ricostruzioni si effettuano con difficoltà assai gravi».
Per il nuovo «colpo» venne quindi scelto, dopo parecchi giorni di sopralluoghi estenuanti e pericolosi effettuati dall’ing. Bellone e da Don Foglia, il viadotto dell’Arnodera, «costruito su un profondo torrente, all’uscita di una galleria poco a monte di Meana, con pianta leggermente in curva, ad unico binario, in muratura ben conservata, lungo circa 80 metri, a cinque arcate poggiate su quattro pilastri, dei quali, quello centrale alto quasi 30 metri». Inoltre, l’ing. Bellone compilò un vero e proprio progetto tecnico di distruzione, affinché nulla fosse abbandonato al caso o all’improvvisazione.
Quando il piano, scrupolosamente preparato, fu pronto, si passò alla sua attuazione. L’esplosivo, il TN, fu trasportato su un carro agricolo da Villardora a Mompantero, dove venne sistemato in otto cassette di peso variabile da 75 a 150 chilogrammi (otto quintali in tutto!), tutte innescate con doppio detonatore. Il 28 dicembre 1943 le cassette vennero trasportate nelle vicinanze del ponte (benché i tedeschi quel giorno rastrellassero la zona), dove giunsero circa venti partigiani della formazione di Ghiano, provenienti da Mompantero, per iniziare l’operazione.
Venne bloccato l’ingresso della galleria per proteggere gli uomini al lavoro dal probabile sopraggiungere di qualche pattuglia di sorveglianza ferroviaria, mentre un partigiano («Vittorio») aveva occupato il vicino casello ferroviario, interrompendo le comunicazioni telefoniche e bloccando i casellanti. Intanto gli altri partigiani, nonostante la rigidezza del clima e la fitta oscurità, lavorarono intensamente per tre ore per scavare le buche nelle quali collocare le cassette di esplosivo. «Sulla massicciata stradale furono aperte sette profonde camere, fino a scalfire la muratura del ponte, disposte nei punti prestabiliti delle quattro arcate a monte (l’ultima arcata, quella rivolta a valle, verso Meana, fu risparmiata); un’ottava camera, più profonda delle precedenti, fu ricavata al piede del pilastro centrale entro il greto del torrente gelato. In ogni camera fu deposta una carica di esplosivo, che venne poi intasata accuratamente con la terra mista a neve e pietrame».
Terminate le operazioni di scavo, i partigiani di Mompantero ritornarono alle loro basi, lasciando sul posto quattro uomini (Don Foglia, l’ing. Bellone, i partigiani «Remo» e «Vittorio») che dovevano far brillare le mine. Essi munirono ogni cassetta già innescata con due detonatori al fulminato di mercurio, di due spezzoni di miccia a lenta combustione della lunghezza di due metri e all’estremità di ciascuna miccia infilarono, per facilitare l’accensione, una bocchettina di balistite.
Quindi, all’una del 29 dicembre, accesero le sedici micce che esplosero tutte regolarmente a ritmo serrato, distruggendo il ponte per una lunghezza di oltre 62 metri, mentre il pilastro centrale venne letteralmente polverizzato. I materiali vennero lanciati a notevole distanza, mentre il rumore dell’esplosione si propagò nella valle fino a 15 chilometri di distanza.
Il risultato, ottenuto grazie alla scrupolosa organizzazione ed alla perfetta collaborazione tra esperti tecnici e gruppi di militari, fu davvero eccellente: il comando tedesco di Torino definì il colpo «opera d’arte», riconoscendolo come il più importante sabotaggio ferroviario fino allora compiuto dai partigiani nell’Europa occupata e l’eccezionale importanza di questa azione fu pienamente riconosciuta anche dagli alleati.
Per circa tre mesi tutto il traffico ferroviario dei tedeschi fu interrotto sulla linea Torino-Modane, perché la ricostruzione del ponte, pur essendo stata intrapresa dal Genio militare germanico pochi giorni dopo l’esplosione, si protrasse fino al mese di marzo 1944.

29-12-1943 29-12-2014

LE DEBAT PANAFRICAIN de ce 28 déc. 2014

Le programme complet !!!

 Présentée par Bachir Mohamed LADAN

Avec les panelistes, les correspondants internationaux et Luc MICHEL

En direct sur streaming sur  http://lb.streamakaci.com/afm

 Retrouvez nous sur Facebook …

GROUPE OFFICIEL AFRIQUE MEDIA TV

(administré par Bachir Mohamed Ladan et Luc Michel)

https://www.facebook.com/groups/afrique.media.groupe.officiel/

 # SUJET DEBAT PANAFRICAIN DU 28 DECEMBRE

 SUJETS D’ACUEIL :

1- AFRIQUE : Comment les états peuvent-ils résoudre le problème du chômage des jeunes ? (Prof Emmanuel DJUATIO, JDD AYISSI, Dr BASSILEKIN)

2- RCA : Regain de violences dans certaines localités. Quelles explications ? (Joséphine NDENHA, Eric YOMBI)

3- BURKINA FASO : Que vous inspire l’ouverture du dossier Norbert ZONGO ? (BANDA KANI, NOUHA SADIO)

4- MADAGASCAR : La rencontre entre le chef de l’état et ses prédécesseurs annonce-t-elle le début de la réconciliation ? (David EBOUTOU, Parfait NDOM)

5- TUNISIE/PRESIDENTIELLE : La victoire d’ESSEBSI sonne-t-elle le retour de l’ancien régime ? (HENRIETTE EKWE)

6- AFRIQUE/EODE : EODE a publié son classement des dix africains de l’année 2014. (Luc MICHEL, depuis BRUXELLES)

7- PALESTINE/ONU/UE : Que pensez des velléités de reconnaissance de l’Etat palestinien ? (Jan VANZEEBRECK, depuis GAND, Flandre belge)

8- TURQUIE/UE : Adhésion de la Turquie à l’UE. Toujours d’actualité avec le régime néo-ottoman d’Erdogan ? (Inanç KUTLU, depuis ISTANBUL)

 SUJETS A DEBATTRE :

1- AFRIQUE: L’évaluation des programmes d’ajustements structurels imposés par les institutions de Bretton Woods. 

2- GABON : Les gabonais tombent-ils dans le piège de la manipulation ?

3- COTE D’IVOIRE : Comment comprendre la rupture entre KONAN BANNY et ADO ?

4- Icône de la semaine : UM NYOBE (CAMEROUN)

LUC MICHEL PRESENTE LE ‘TOP 10 EODE 2014 DES PERSONNALITES PANAFRICAINES’ / SUR AFRIQUE MEDIA TV (28 DEC. 2014)

Les experts internationaux de EODE sur les médias …

EODE-TV & AFRIQUE MEDIA TV/

Avec EODE Press Office/ 2014 12 28/ EODE-TV - EXPERTS lm eode top 10 afrique (2014 12 28) FR

Intervention de Luc MICHEL, Administrateur-général d’EODE,

dans l’émission LE DEBAT PANAFRICAIN :

 Video sur le Website d’EODE-TV https://vimeo.com/115538003

 Luc MICHEL présente le classement du « TOP 10 EODE 2014 DES PERSONNALITES PANAFRICAINES », la méthodogie utilisée et l’analyse des résultats.

 Les lauréats :

1) TEODORO OBIANG NGUEMA MBASOGO,

Président en exercice de la République de Guinée Equatoriale.

2) AFRIQUE MEDIA,

Chaine de télévision privée à connotation panafricaine.

3) ROBERT MUGABE,

Président en exercice de la République du Zimbabwe.

4) LAURENT GBAGBO,

Ex-Président de la République de Côte d’Ivoire,

Déporté et illégalement détenu à la pseudo « Cour Pénale Internationale » à la Haye depuis le 29 novembre 2011.

5) PROFESSEUR ANDRE BATIONO,

De nationalité burkinabè.

Président de « Action pour le Développement Intégré », une ONG.

6) PAUL BIYA,

Président en exercice de la République du Cameroun.

7) YOWERI MUSEVENI,

Président en exercice de la République d’Ouganda.

8) ABDELAZIZ BOUTEFLIKA,

Président en exercice de la République Arabe d’Algérie.

9) IDRISS DEBY ITNO,

Président en exercice de la République du Tchad.

10) BRETT BAILEY,

Metteur en scène sud-africain, un africain qui compose et réalise des opéras et des expositions choc.

 Le classement est celui présenté par le conseil d’experts de EODE, qui regroupe des experts de différents pays notamment de Belgique, du Cameroun, de France, du Liban, d’Iran, de Syrie, de Belgique, de Turquie, d’Allemagne, de Russie et du Royaume-Uni. Il est la somme d’un travail de recherche et d’observation qui a duré douze mois et qui prend aussi en compte les sondages et les enquêtes issus d’un échantillon de 1.000 africains issus des 54 pays que compte le continent africain et de la Diaspora africaine.

Il s’inscrit en droite ligne dans la vision d’EODE, qui se veut non-alignée, impartiale et objective dans l’appréciation des données que notre Ong a récoltée tout au long de l’année 2014 et qui consacrent des personnes, des personnalités et des organismes qui ont animé la vie publique, politique, culturelle et scientifique panafricaine.

 Les raisons qui justifient le classement d’EODE au cours de cette première édition tiennent compte d’un ensemble d’indicateurs.

Les grandes figures (personnes physiques et organismes) qui ont marqué la vie publique panafricaine en Afrique au cours de l’année 2014 auront, de par leur charisme, leur dynamisme et leur opiniâtreté défendu les intérêts de l’Afrique, de leur peuple et/ou de leur pays sans économiser sur leurs efforts. 

 Filmé en duplex de Bruxelles par EODE-TV (images brutes non montées)

Diffusé en direct sur AFRIQUE MEDIA TV

Dimanche 28 décembre 2014 dans l’émission ‘LE DEBAT PANAFRICAIN’

présenté par Bachir Mohamed Ladan.

 EODE-TV / EODE Press Office /

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EODE-TV sur Vimeo: https://vimeo.com/eodetv

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SANCTIONS ANTI-RUSSES ET CRISE DU ROUBLE/ SUR AFRIQUE MEDIA TV (21 DEC. 2014)

 Les experts internationaux de EODE sur les médias …

EODE-TV & AFRIQUE MEDIA TV/

Avec EODE Press Office/ 2014 12 21/ EODE-TV - EXPERTS beaur CRISE DU ROUBLE (2014 12 21) FR

Intervention de Fabrice BEAUR,

Administrateur de EODE Zone Russia-Caucasus :

 Video sur le Website d’EODE-TV https://vimeo.com/115540009

 L’introduction de Bachir Mohamed LADAN :

RUSSIE. CRISE DU ROUBLE ET CRISE ECONOMIQUE.

QUELLE ANALYSE FABRICE BEAUR ?  QUI SONT LES RESPONSABLES ?

Si nous vous avons bien écouté Fabrice, cette crise serait donc une guerre de l’occident contre la Russie ?

Alors Fabrice, la crise du Rouble est-elle vraiment une crise russe ?

 Diffusé sur AFRIQUE MEDIA TV

dimanche 21 décembre 2014 dans l’émission ‘Le Débat Panafricain’

présenté par Bachir Mohamed Ladan.

 EODE-TV / EODE Press Office /

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Assalto al cantiere Tav, il Riesame annulla per altri tre anarchici l’accusa di terrorismo

di OTTAVIA GIUSTETTI

 ore 13.30 del 29 dicembre 2014

L’ordinanza e’ stata depositata oggi. I tre sono in carcere per l’attacco del 14 maggio 2013 al cantiere di Chiomonte
Dopo la sentenza della Corte d’assise di Torino che ha assolto i quattro anarchici No Tav dall’accusa di terrorismo il 17 dicembre, neppure per il riesame di Torino l’assalto al cantiere di Chiomonte del 13 maggio 2013 è stato un attentato terroristico. I giudici hanno accolto il ricorso della difesa di altri tre giovani dell’area anarchica arrestati a luglio scorso per i fatti di quella notte e raggiunti da una nuova misura cautelare prima di Natale con l’imputazione di terrorismo. Restano in piedi invece le accuse di possesso e fabbricazione di molotov e di resistenza a pubblico ufficiale, accuse per le quali i tre resteranno comunque in carcere. 

LES CLOWNS DE LA PARTICRATIE BELGO-FLAMANDE : EXEMPLAIRES ET EXEMPLATIFS DE LA FAILLITE ANNONCEE DU PARLEMENTARISME OCCIDENTAL …

Luc MICHEL pour La République d’Europe/

avec LLB/ 2014 12 28/ REP - LM clowns particratie belge (2014 12 24) FR

La Belgique est un non-état fédéralisé : trois régions, trois communautés, 8 assemblées parlementaires, des ministres présidents partout avec ministères, cabinets et prébendes partout, une famille royale parasitaire et anachronique (toute la famille, dont trois reines en vie, touche du fric public). Le tout pour moins de onze millions d’habitants et une faillite généralisée …

Ce monstre institutionnel a un nouveau gouvernement fédéral issu des élections du 25 mai 2014 : caractérisé par une majorité ASYMETRIQUE de partis régionaux flamands allié à un seul parti francophone (le MR de droite libérale), et qui s’est vendu pour les juteuses prébendes de l’état libéral et dont le vaniteux leader, Charles MICHEL (aucune parenté avec moi et j’en suis fort aise), fils-à-papa (suffisant et très insuffisant) de l’ex commissaire européen Louis MICHEL (qui a laissé de très mauvais souvenirs en Afrique), a obtenu le poste de premier ministre fédéral (et est donc ultra minoritaire en Belgique francophone) . Pour la première fois, les nationalistes flamands de la NVA (droite nationaliste et libérale), premier parti de Flandre mais aussi de Belgique, qui ont gagné les élections du 25 mai, participent au gouvernement fédéral (ils étaient déjà dans le gouvernement régional flamand). Et le dominent largement, forçant à un programme qui aboutira au confédéralisme (le dernier stade avant l’indépendance de la Flandre), et imposant des réformes ultra libérale …

 Face à lui une opposition francophone sociale-démocrate (le soi-disant P«S») et démocrate-chrétienne francophone (le CDH, mais les démocrates-chrétiens flamands sont eux dans la majorité fédérale, signe de la mort de la Belgique), qui a pris le gouvernement régional wallon et celui de la Communauté française de Belgique (Bruxelles et Wallonie). Et qui exclus des juteux fruits du pouvoir fédéral, où ils siégeaient depuis des décennies, sont fous furieux. Cerise sur le gâteau pourri belgicain, PS et CDH contrôlent les puissants syndicats francophones et même les syndicats sociaux-démocrates flamands (car le SP, la sociale-démocratie flamande est dans l’opposition en région flamande) et ont donc une énorme capacité de nuisance.

 Alors que la Belgique est en crise profonde, économie débile, services publics et fédéraux déficients, etc, majorité fédérale et majorité francophones – ce qui veut dire clairement, comme l’analyse le chef de la NVA Bart De WEVER, qu’il y a deux démocraties en Belgique et qu’elles ne sont plus du tout en phase, ce qui annonce la rupture entre flamands et français de Belgique – se sont lancées dans une guerre médiatique, digne des combats de bac à sable des enfants immatures. « MR bashing » et « PS bashing » sans idées ou arguments faisant descendre la politique belgo-flamande plus bas que le caniveau. Et syndicats y ajoutant encore …

 Tout celà n’est pas propre à la Belgique et touche l’ensemble du monde occidental. Mais les politiciens belgicains ont réussi, sans surprise, à aller descendre encore plus bas, rejoignant dans la bassesse stupide leurs collègues ukrainiens ou roumains (les mauvais élèves du parlementarisme). Tout celà face à une population sans voix, assommée par la paupérisation et les mesures ultra-libérales qui vont aggraver celle-ci (mais l’électeur belge – un « veau » dirait le général de Gaulle et qui aimerait l’abattoir et le boucher – l’a bien cherché, votant et revotant toujours pour les mêmes politicards incapables …).

Nous vivons à la fois à Bruxelles le crépuscule des parlements de l’UE et la lente agonie du non-état belgicain. Ils ne laisseront ni remords ni regrets ! Simplement des idées malicieuses aux caricaturistes, qui les comparent, non sans raison, aux « killer clowns » qui défrayent l’actualité franco-belge en cette fin 2014 …

 Luc MICHEL

 Illustration : Caricature du talentueux Dubus dans LLB surfant sur la vague d’agressions dite « des clowns méchants » / en bleu le premier ministre fédéral, le libéral Charles Michel, en rouge le soi-disant “socialiste”, le chef des sociaux-démocrates francophones Di Rupo, l’ex premier ministre chassé par la nouvelle majorité …

http://www.lalibre.be/galerie/le-dubus-53182ad335704b2d2766d026?image=1

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 # LA REPUBLIQUE D’EUROPE

l’actualité belgo-flamande commentée par le PCN Wallonie-Bruxelles

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“L’aiuto della Cina alla Russia rivoluziona il sistema finanziario mondiale”

http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_28/Laiuto-della-Cina-alla-Russia-rivoluziona-il-sistema-finanziario-mondiale-4668/

“L'aiuto della Cina alla Russia rivoluziona il sistema finanziario mondiale”

© Immagine: RIA Novosti/Aleksandr Yurev

L’intenzione della Cina di aiutare la Russia per risolvere le sue difficoltà economiche, che Pechino ha annunciato dopo i recenti aiuti al Venezuela e all’Argentina, di fatto segna la fine del sistema di Bretton Woods in vigore dopo la Seconda Guerra Mondiale, è l’opinione dell’editorialista di Bloomberg William Pesek citata dal quotidiano Chicago Tribube.

Le azioni della Cina dimostrano la perdita della leadership degli Stati Uniti dal sistema finanziario globale, nonché il loro indebolimento dell’influenza in Giappone e in Asia. La Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB, Banca Asiatica per gli Investimenti nelle Infrastrutture), fondata questo autunno da una ventina di Paesi guidati dalla Cina, può essere considerata il “killer” della Asian Development Bank, guidata da Tokyo, nonché una minaccia estremamente grave per il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si afferma nell’articolo.

Come suggerito da William Pesek, la Cina supporta altri Paesi per accrescere la sua influenza geopolitica e contemporaneamente fornisce assistenza a Stati che non sono d’accordo con la politica degli Stati Uniti e dei suoi alleati. L’accordo sul currency swap con la Russia e l’Argentina, così come il prestito concesso al Venezuela, indicano che la Cina è pronta a dare i soldi in cambio di alleanze diplomatiche, ritiene l’autore.

Se la crisi nell’eurozona fosse destinata a peggiorare nel 2015, la Cina può contare sul fatto che i leader europei siano disposti ad ammorbidire le loro critiche e in caso di problemi con le istituzioni finanziarie occidentali quasi tutti i Paesi asiatici potrebbero chiedere aiuto alla Cina, ipotizza William Pesek.

Secondo l’autore, grazie all’aiuto della Cina ai Paesi con problemi economici, Pechino può costringere il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Asian Development Bank a farsi coinvolgere in questo gioco.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_28/Laiuto-della-Cina-alla-Russia-rivoluziona-il-sistema-finanziario-mondiale-4668/

“Illusoria e fittizia la crescita del PIL degli USA”

“Illusoria e fittizia la crescita del PIL degli USA”

© Foto: RIA Novosti/Ekaterina Chesnokova

Secondo l’ex consigliere sulla politica economica dell’amministrazione di Ronald Reagan, il boom del PIL americano, che ha segnato una crescita del 5%, è un dato “inverosimile”.

“La crescita del PIL degli Stati Uniti del 4,6% nel secondo trimestre e del 5% nel terzo trimestre sono “un artifizio statistico” e non tengono conto di una serie di problemi dell’economia americana”, – scrive sul suo blog Paul Craig Roberts, ex consigliere sulla politica economica e segretario del Tesoro durante l’amministrazione di Ronald Reagan.

“Grazie a cosa l’economia degli Stati Uniti ha raggiunto questi tassi di crescita?” – si chiede l’economista. A suo parere la crescita dichiarata dal Bureau of Economic Analysis non tiene conto di indicatori quali la crescita dei redditi reali della popolazione, l’aumento delle vendite al dettaglio, il merito creditizio dei consumatori e il saldo della bilancia commerciale.

“I dati sulla crescita forniti dal Bureau of Economic Analysis si basano sugli studi riguardanti la spesa dei consumatori in vari servizi. I dati mostrano che l’aumento del 5% del PIL degli Stati Uniti è spinto essenzialmente dalla spesa dei consumatori dopo la riforma sanitaria di Obama. La crescita economica deriva da tali consumi, è fittizia,” – ritiene Roberts.

In questo studio ci sono altre imprecisioni, scrive l’economista. Gli indicatori della spesa sui consumi per la sanità sono stati interamente registrati nel terzo trimestre, che in realtà ha registrato un significativo calo dei prezzi.

“La crescita del PIL del 5% nel terzo trimestre è in contrasto con il forte calo dei prezzi di prodotti chiave del sistema industriale e produttivo. Sono diminuiti non solo i prezzi del petrolio (47%), ma anche del ferro (49%), gas naturale (30%) e rame (15%). Perché proprio nel terzo trimestre? La risposta sta nel fatto che gli Stati Uniti devono dare l’illusione di mantenere l’economia in crescita,”- aggiunge Paul Craig Roberts.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_27/Illusoria-e-fittizia-la-crescita-del-PIL-degli-USA-1426/