TALIS PATER TALIS FILIUS

VENERDÌ 19 DICEMBRE 2014

“Possiamo facilmente perdonare un bambino che ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce” (Platone)
 
“Roma candidata alle Olimpiadi del 2024. L’inno della cerimonia inaugurale sarà eseguito dalla Banda della Magliana”. (www.spinoza.it)
 
Forza Giulietto!
Subito un grido di solidarietà a Giulietto Chiesa e di vituperio ai nazi-nostalgici Nato estoni che lo hanno arrestato a Tallin e poi espulso come “persona non gradita”. E chissà come se ne sono compiaciuti  i sinistri e destri nostrani cui l’ex-corrispondente da Mosca giorno dopo giorno strappa un indumento del travestimento. Da anni sono amico e ammiratore di Giulietto, col quale ho condiviso molti palchi venendo illuminato dalla sua profonda conoscenza della geopolitica in generale, delle apocalittiche nequizie dell’imperialismo e della corretta assegnazione di torti e ragioni tra Russia, altre nazioni aggredite e Occidente. Una delle poche voci competenti, oneste e coraggiose in un contesto giornalistico tra le cui eccellenze spiccano l’ignoranza, la malafede e il servilismo. Sullo sfondo di un tutore-padrone Usa, di cui uno strappo nell’omertà parlamentare ha confermato efferatezze e crimini, che possono suscitare sorpresa e indignazione solo tra sguatteri e diversamente vedenti, si rincorrono gli apprendisti a emulare il loro stregone. Nello specifico i proconsoli estoni, ucraini e turchi delle marche imperiali si affrettano a inserire nel cursus honorum del neonazismo in fioritura il proprio contributo. A cominciare da chi fuoriesce dal seminato della menzogna coltivato dagli Stati di Polizia. Nello specifico dei revanscisti di Tallin, Giulietto è colui che sulla demolizione del menzognificio sulla Russia e sul disvelamento delle strategie di dominio e di guerra occidentali ha impegnato la propria esperienza, competenza, correttezza deontologica.
Ricordo una mia esperienza analoga e che corrobora il significato di quanto succede a giornalisti non prezzolati con soldi o benevolenza. Qualche giorno dopo la fine della Guerra dei 6 giorni (giugno 1967), fui fermato ed espulso dal regime israeliano. Avevo cercato di dare un contributo alla verità, come Giulietto ha fatto a Tallin nella conferenza sulla Russia. Avevo detto a un ufficiale israeliano che, davanti alla lunga teoria di corpi disseccati dal sole di soldati egiziani caduti, aveva inneggiato al “solo arabo buono, quello morto”, che non ero amico di un Israele da lui rappresentato.. E avevo risposto ai suoi cazzotti. La Gestapo non è mai morta. Ma sta dalle nostre parti, non in Russia.
Dalle esposizioni di Giulietto spesso il pubblico viene via con un senso di smarrimento e angoscia. Anch’io l’ho considerato a volte un catastrofista dal bicchiere un po’ troppo vuoto. Ma man mano che la denuncia di questo profondo conoscitore della scena geopolitica mondiale combacia con una realtà che vede gli evasi dal manicomio criminale Usa-Israele-UE baloccarsi sulla fune con la bomba atomica e con l’annientamento del pianeta militar-climatico, le fosche previsioni di Giulietto acquistano corposità. E dispiace, su questo sfondo, che esponenti del M5S, spesso gli unici a esternare posizioni accettabili di politica internazionale, si facciano irretire dal barluccichio degli specchietti delle allodole
Senza parlare del pur occhiuto Beppe Grillo che rimprovera al papa di non aver ricevuto il caro Dalai Lama, erede, stipendiato Cia, della più tirannica dinastia feudale di tutti i tempi.
Vorrei che sul Dalai Lama Beppe rispondesse con l’eleganza e l’intelligenza di Silvia Chimienti che, alle mie contro-osservazioni, ha replicato assicurandomi con grande garbo che si sarebbe documentata su altre fonti. Potete immaginarvi, dai neodemocristiani al cubo sedicenti sinistri o destri, tanta intelligente disposizione all’ascolto di opinioni opposte ? Viva Chimenti.
I divoratori di paesi, i padrini degli Erdogan, dei Renzi, dei satrapi del Golfo, della nazi-giunta di Kiev, dei dittatori e ladroni di mezzo mondo, ingrassano anche grazie a chi si accontenta dell’informazione main stream.. Noi, come a Silvia, chiediamo ai suoi colleghi solo di assumere il ruolo di chi, responsabile di fronte ai suoi elettori e portatore di verità che smascherino i simulatori, sa che, se non si impegna a uscire dal conformismo dell’informazione, viene meno a quella responsabilità e a quella verità. Confronti le immagini e la frequenza degli interventi della polizia russa, con quelli che vede ogni giorno da noi, dalla Valsusa agli ammalati di SLA, o ai terremotati dell’Aquila, o con i 600 assassinati inermi dalla polizia Usa ogni anno. Poi vada a vedere da vicino la storia delle Pussy Riot (youtube sull’orgia nel museo della memoria, l’espatrio e le coccole in Occidente a missione compiuta, alla pari delle FEMEN ucraine, ora parigine). Utile sarebbe anche studiare il sistema elettorale russo, mai contestato da osservatori, le articolazioni della sua democrazia. Al di là di ogni altra valutazione, poi, l’indefessa difesa della pace contro la protervia aggressiva dei nuovi colonialisti, dalla Siria e dall’Iraq, predati dai mercenari imperiali, all’Ucraina farcita di squadroni della morte nazisti e dai rispettivi istruttori delle Forze Speciali angloamericane. E poi non vale forse il sillogismo: Renzi conta balle, Renzi è l’uomo di Usa e UE, gli USA e la UE contano balle?.
Paesi che hanno collaborato ai sequestri Cia e alle carceri segrete della tortura.
Armi di distrazione di massa
Venendo al nostro argomento centrale, c’è da constatare una volta di più la differenza che corre tra servo e padrone, quest’ultimo ovviamente sotto la ferula del superpadrone dell’Anonima planetaria a delinquere. Alla vigilia del fattaccio epocale “Rapporto sulla Tortura Cia del Comitato del Senato per i Servizi Segreti su Rendition, Detenzione e Interrogatori”, il sistema è corso ad approvare un documento del Congresso, approvata a stragrande maggioranza, che denuncia la “continua aggressione russa alla sovranità, indipendenza e integrità territoriale dei suoi vicini”. Invece,  nell’immediato dopo-deflagrazione dell’agghiacciante scandalo, ecco che il parlamento Usa, nei suoi due rami, approva all’unanimità nuove, più pesanti, sanzioni alla Russia. In sostanza una dichiarazione di guerra in progress. Due missili lanciati contro Mosca ai quali resti appesa l’attenzione dell’opinione occidentale, vuoi trepidante, vuoi facinorosa, onde deviarla dalla scoperta (per noi, conferma) degli Usa Stato più canaglia del mondo. Non scordiamoci che è dopo la rivelazione dei patrioti dell’umanità, Snowden e Assange, sull’intelligence Usa impegnata, con l’ascolto-controllo universale, a strapparci l’ultimo briciolo di privacy e libertà, che ci hanno affumicato gli occhi con il colossal  della vittima ucraina dell’orso russo. E perfino il clamoroso testa-coda di Obama-Raul su Cuba potrebbe esser visto nell’ottica della distrazione di massa dalle evidenze in cui annaspano gli Usa sui crimini commissionati dai nazi ucraini o dai lanzichenecchi pseudo-islamisti Come anche dai problemi inflitti al socio di maggioranza Netaniahu dalla grandinata di riconoscimenti europei dello Stato di Palestina. Ne parleremo la prossima volta.
Non bastasse a rinvigorire il tremore occidentale di fronte al moloch russo, ecco che a paura si aggiunge panico mediante l’attivazione dei propri provocatori False Flag. In Australia il sequestro, con programmata uccisione del protagonista e dei suoi ostaggi, fatto fare a un fantoccio finto-jihadista finto-anti-occidentale. Nessuno ricorda che, quando conveniva, gli avevano fatto fare anche il “dissidente democratico anti-iraniano filo-occidentale” e che la polizia lo teneva d’occhio 24 ore su 24 per una serie di reati. E poi, guarda la sfiga, gli è scappato dai radar proprio mentre doveva alimentare con i suoi sfracelli, l’islamofobia universale.   Poi, a rincalzo, la strage di 140 cadetti militari in Pachistan (non “bambini”, ma adolescenti delle Medie e Superiori), per un altro bidone di benzina sul fuoco  della psicosi “mamma, li mori!”
Rispetto alla pantegana USA, con zoccola britannica in coda, i nostri praticoni della distrazione di massa sono sorci di dispensa. Chiarito al volgo e all’inclita, per l’ennesima volta, che a Roma e dappertutto classe politica, apparato amministrativo, apparato burocratico e classe imprenditoriale sono alle dipendenze della criminalità più o meno organizzata con il concorso dei servizi, anche Usa,, a sua volta tentacolo dei signori nel tempio (e sinagoga), cosa s’inventa il capo della banda come diversivo? Un po’ di Marò, da farci tirare fuori il petto sopra la pancia avvizzita, e un bel po’ di Olimpiade da far sorgere splendente dalla cloaca in cui sguazza la nostra mafioeconomia. Si badi, però, non è solo per gonfiare le tasche dei sodali, o propinarci illusioni di magnifiche sorti e progressive. Riandate a Londra 2012. E’ stato il perfezionamento della moderna strategia olimpica di sconvolgere l’assetto sociale del territorio; gentrificazione dei quartieri interessanti con espulsione di migliaia di residenti verso periferie da sottoporre a controllo sociale militarizzato, anche in vista di guerra di bassa intensità.
Alla luce di questi due soli tricolori, con le stellette e i cerchi  olimpici,fiammeggianti nel cielo della patria, come non restare abbagliati e ridurre la notizia delle storiche scelleratezze del padrone a fugaci cenni in pagine interne, longevi come mosche (il “manifesto”: due mezze colonne il primo giorno, punto.). Eppure se l’orrore Usa è brodo riscaldato per chi ha percorso a occhi aperti secoli di nefandezze genocide della classe dirigente statunitense, dall’annientamento dei nativi, all’annuale guerra d’aggressione, dai 150 interventi armati o golpisti dal 1945 ad oggi, all’impestamento chimico e atomico dell’intero pianeta, per i distratti avrebbe dovuto apparire un bagliore nucleare. Ma come, la “madre di tutte le democrazie”, la massima sostenitrice dei diritti umani, la campionessa degli interventi umanitari e della esportazione di civiltà e libertà, i nostri liberatori! La Shangrilà di Renzi e soci, di Travaglio e Colombo e soci, di Marchionne, Pannella (dopo Israele) e Dalai Lama! Di Malala e Khodorkovsky!
Forse alle nequizie degli anglosassoni ci abbiamo fatto il callo. Forse ci abbiamo verniciato sopra un po’ di Bob Dylan, Kennedy e Martin Luther King. Forse è troppo spaventoso lo scenario per aprire gli occhi e vedere che nel day after della libertà ci siamo già e a quello della vita ci stiamo arrivando pancia a terra. E se c’è chi, in Italia, fa filtrare un po’ di luce tra le nuvolaglie nere, il M5S, come in Spagna il gemello “Podemos”, strabici preferiamo fuochi fatui, come Tsipras o Salvini, senza capire che sono la Coca Cola Light preparataci dagli psiconarcos per distrarci da un buon vino novello nostrano..  La benevolenza dei media per nemici di comodo come la False Flag capitalista “L’altra Europa” della Bilderberg Spinelli e dell’eurista-Nato Tsipras, addirittura la frenesia con cui il più cospicuo Salvini, metamorfizzatosi da celtico a italiano, da secessionista a nazionalista, viene pompato dalla prima all’ultima vetrina promozionale tv, servono alla stessa causa dello scouting di Renzi tra i parlamentari 5S (con ultimo risultato Currò,che, votando istantaneamente per la politica estera dei subimperialisti europei, non ha neanche tentato di coprire un po’ le vergogne): strappare al M5S la bandiera dell’unica vera opposizione, buona o cattiva che sia, fate voi, ricondurre tutto alla normalità euroatlantica napolitanesca.
Cominciamo con i torturatori anglosassoni – statunitensi e britannici uniti  – ché poi è da quello stregone che sono stati partoriti tutti gli apprendisti che oggi infestano il mondo tra Kiev, Tel Aviv e Stato islamico. Per quanto, a pensarci, non è che gli europei non siano stati degli antesignani. Dalle Crociate a Graziani in Libia e Churchill in India e Iraq, non ci siamo fatti mancare niente di una macelleria nella quale tre secoli fa è entrato anche il socio statunitense. Né ci facciamo cogliere impreparati oggi, se è vero che quasi tutti i paesi europei, Italia inclusa, hanno contribuito alle operazioni Sequestri (rendition), Scomparsa in carceri segreti, Tortura, Assassinio. Sotto Bush e Obama le carceri segrete dalla Polonia al Vietnam hanno eguagliato il primato delle 900 basi Usa sul groppone dl mondo.
Non fosse stato per il diversivo Olimpiadi e il deposito di Paperone fatto intravvedere alla banda bassotti tra i cinque cerchi, non fosse per aver dovuto partecipare agli anatemi strillati dai robotini sul caminetto di Renzi, Mogherini, Pinotti e Gentiloni, per avere la Corte indiana negato le ferie di Natale e la tredicesima ai due contractors  italiani che hanno fucilato pescatori indiani disarmati (ma “il manifesto”, oculatamente, scrive:”Uccisi in uno scontro a fuoco”), l’occhiata nell’oceano nero dei crimini Cia avrebbe potuto spingere perfino un Furio Colombo a dirottare verso Guantanamo (o decine di altre Guantanamo) il convoglio di scolaretti in missione ad Auschwitz. Come passare dalle elementari all’Università in quanto a volume, qualità e durata dei corsi: rottura delle ossa dei piedi, strappo delle unghie, posizioni di stress, appesi per i piedi, privati o accecati dalla luce e assordati da fragori 24 ore su 24, sodomia con bastoni, alimentazione forzata rettale, finto annegamento (a Sheik Mohammed, etichettato “mente” dell’11/9, 183 volte, per cui avrebbe anche detto di aver venduto come prosciutti le cosce affumicate della madre), ambienti gelati, ambienti roventi, chiusura per settimane in scatole di 90x90x90cm, buca della tigre, minaccia di stupro o uccisione dei famigliari, finte esecuzioni, privazione del sonno fino a 180 ore, bastonate, somministrazione di sostanze che provocano allucinazioni, paranoia, insonnia, automutilazione, suicidio. E 100 detenuti torturati a morte in tre anni. Mentre non c’è criminologo onesto che non abbia riconosciuto la totale inefficienza della tortura per raggiungere verità, perché sotto tortura si racconta quello che al torturatore è stato ordinato di estrarre. Lo scopo della pratica è da sempre quello.
Talis pater talis filius
E non bastano le 700 pagine del rapporto per includervi anche gli atti analoghi insegnati e fatti eseguire ai propri ascari indigeni in America Latina, Indonesia, Filippine, Yemen, Medioriente. Il contratto-base per gli psicologi assunti dalla Cia perché istruissero le pratiche sui detenuti era di 81 milioni di dollari in tre anni. Per una tale cifra quale buon cittadino patriottico non avrebbe strappato qualche unghia e rotto qualche osso? E non pensate che,  per laurearsi mercenari Usa, sotto Falsa Bandiera Isis, o Contras, o Bokko Haram, o “taliban” pachistani, o SS est-europei, non ci si sarebbe dovuto formare sui manuali di Langley e del Mossad? Le decapitazioni e gli scuoiamenti praticati dagli jihadisti, come in Messico i roghi di studenti prima torturati, come da noi e in tutto l’Occidente la studiata brutalità di poliziotti, ormai forza armata anti-opposizione, hanno la loro matrice storica in quanto la Chiesa ha fatto fin quando ha potuto, e il loro referente attuale nei recordmen denunciati dal rapporto del Senato Usa. In questo ordine di cose entra tutto il terrorismo del mondo. Un terrorismo che persegue gli stessi scopi dell’incendio dell’auto appiccato dal racket: spingerci verso la sottomissione, verso l’accettazione della schiavitù. “Non c’è alternativa”.
Vi rientrano il falso jihadista di Brisbane (tenuto dai servizi australiani al guinzaglio della fedina penale) e il falsi Taliban di Peshawar. I Tehrek–e-Taliban sono una coalizione spuria di bande, alcune aderenti all’ISIS, aperta a ogni sorta di infiltrazione, che da tempo, a suon di bombe nelle moschee e nei mercati, fornisce alibi alla repressione militare di una popolazione che non sopporta il giogo del regime filo-Usa. Gli autentici Taliban, gli afghani di Mullah Omar, ne hanno preso le distanze, come hanno già respinto ogni affinità con lo Stato islamico. Ma questo i media lo hanno occultato: troppo golosa era l’occasione per criminalizzare la resistenza afghana buttando tutti nello stesso calderone.
E, a proposito di scuola (di “Scuole delle Americhe”. Come quella nota per i corsi agli aguzzini sudamericani e che col traffico della droga pagava i Contras, ce ne sono a bizzeffe), scendendo per li rami della gigantesca pianta saprofita anglosassone-ebraica, ché, non si vede il DOC Usa, quello che contrassegna i manganelli e lacrimogeni dei nostri gendarmi da Genova-G8 in poi, che ormai crocchiano chiunque si azzardi a muoversi in gruppo fuori dai marciapiedi? Non stanno alla polizia Usa, che fucila neri e “sospetti” disarmati al ritmo di 600 all’anno, come l’esecutore jihadista di “infedeli” sta ai disintegratori USraeliani di arabi all’ingrosso? Le armi usate dall’ “esercito più morale del mondo”,  che ho visto in Libano e Gaza penetrare senza dare nell’occhio e poi far marcire gli organi interni a uno a uno, non trovano precursori nei Taser elettrici e nel peperoncino di forze dell’ordine ancora restie a mitragliare?
 Netaniahu e combattente IS ferito
Passando a quelli che si sono rubati la terra tra Mediterraneo e Giordano, che rapporto corre tra i tagliateste di ISIL-Al Nusra e un Netaniahu che va a omaggiare il ferito jiadista, uno dei 350 a oggi ricoverati nelle cliniche da campo israeliane sul Golan e che poi, ricuciti, vengono rispediti a tagliare le teste agli indigeni che si frappongono tra Giordano e Golfo. Del resto quale migliore intesa nella visione del mondo che quella tra equipollenti fanatici della teocrazia e della conquista del mondo? Gli sterminii di seguaci dei monoteismi, titolari millenari di vita e di morte su tutti gli altri, da sempre si rincorrono ed emulano, con più medaglie d’oro ai cristiani che a qualunque altro. E qui la primazia va inesorabilmente a quella Bibbia, sanguinaria, manipolatrice, guerrafondaia, leggenda costruita a posteriori, che il buffone di regime sta tornando a scagliarci addosso dagli schermi tv, rifilandoci un dio d’amore come quando Dick Cheney parla di “eroi della Cia”.  Sotto gli sproloqui turibolari del pagliaccio di corte (hanno  la stessa funzione restauratrice delle stanche, ma ricorrenti campagne anti-AIDS) , l’intento vero: un bell’uno-due al corpo di coloro che si permettono di pensare a Israele come a una psicodittatura di guerra, al Vaticano come suo prolungamento di massa e al Dio Unico come al trucco dei vampiri.
 
ISIL e padrini
Vogliamo credere che i crociati islamisti ce l’abbiano, come proclamano, oltre che con Washington, Londra e Roma, con la Gerusalemme giudeizzata? Vogliamo far passare l’interessamento del premier israeliano ai feriti jihadisti per slancio umanitario? Ma gli antisionisti con medaglia d’oro non hanno mai sparato un colpo contro Israele, neanche con la cerbottana a piselli. E Netaniahu non si è limitato ad accogliere e curare i presunti nemici mortali di Israele e dell’Occidente. Cosa ci fanno, in mano ai tagliagole le armi terra-terra e terra-aria israeliane? Come sono arrivati a Daraa e a Quneitra sul Golan i sofisticati apparecchi israeliani per comunicazione e intercettazione? E’ un caso che i ricorrenti bombardamenti israeliani sulla Siria abbiano aperto all’ISIL la strada della fuga o dell’attacco, o abbiano distrutto armamenti siriani da utilizzare contro questi forsennati anti-sionisti e anti-occidentali?
E’ una coincidenza che il Gauleiter Nato Erdogan, il decimatore di giornalisti, giudici, cittadini, primo organizzatore e fornitore dello Stato Islamico, colui che fa ai curdi ciò che Himmler faceva a ebrei e diversamente tedeschi sia, al di là dei mugugni propagandistici su Gaza, il partner strategico di Israele nella regione? E’ stata una distrazione quella del leader in Siria di Al Nusra-Al Qaida-ISIL quando ha promesso il Golan, tutto, a Israele in cambio di appoggio, armi, sanità e intelligence?
E non c’è sinergia strategica tra Israele e Turchia quando il primo copre i mercenari Nato con rifornimenti e incursioni aeree e la seconda concorda con “l’opposizione siriana” l’agognata “zona cuscinetto” (40km2) nel limitrofo territorio siriano, da cui la no-fly-zone per neutralizzare l’arma vincente di Assad, l’aeronautica, cose che erano state programmate a Washington fin dal 20111? L’Onu, l’altro giorno, ci ha messo il solito suo approvando una risoluzione che permette alle cosiddette Ong e agenzie Onu di fare entrare “aiuti” in Siria attraverso varchi in Turchia, Iraq e Giordania, senza l’autorizzazione del governo siriano. Il cerchio sulla libera Siria si va stringendo. Ha da venì Baffone.
E come sono arrivate, nuove di zecca, armi statunitensi ai miliziani ISIL che assediano Samarra in Iraq? E visto che l’ISIL è bloccato, sia in Iraq dalle forze irachene e volontarie scite e iraniane,  sia in Siria a Kobane dai curdi siriani, mentre i finti bombardamenti franco-anglosassoni sull’ISIL gli fanno un baffo e però polverizzano le infrastrutture e le industrie siriane, ecco che il famoso “No boots on the  ground” (niente militari sul terreno) di Obama si evolve in “Many boots on the ground”: alle migliaia di soldati Usa ora arrivati tocca assicurarsi che gli apprendisti dell’ISIL non trascendano e si porti a compimento il piano iniziale: nella tripartizione dell’Iraq, oltre al protettorato israeliano curdo e allo spezzone scita strappato all’influenza iraniana, un terzo sunnita convertito in marca imperiale moderata e petrolifera alla saudita.
Dick Cheney, l’ex-vice e mano nera di Bush l’Idiota, del rapporto ha detto “Tutte cazzate. Ritengo eroi quelli che, con gli interrogatori, ci hanno salvato da migliaia di attentati terroristici” (bum!) “ e “chi dice il contrario non fa che sostenere il terrorismo e aiutare i nostri nemici”. Un po’ come Renzi quando ci dice che Jobs Act, Sblocca Italia, Italicum, sono stati fatti dalla coppia Garibaldi-Calamandrei. Un po’ come Napolitano che, in preda a indefettibile imparzialità, tira un pochino le orecchie al verminaio criminale spurgato da Roma, per poi avventarsi sui “populisti” e “antipolitici” (leggi Cinque Stelle) come Ugolino sul cranio dei figli. L’eversione sarebbero loro, i figli, mica chi ci solleva dal problema del pasto al giorno cacciandoci in gola tonnellate di fuffa alla nitroglicerina, aureolate da “riforme” dal valvassino sul Quirinale. Colui cui, con felice battuta, Beppe Grillo ha chiesto di costituirsi. Sacrosanta pretesa. Ed è da questo pulpito affollato dai licantropi che si bombardano di sanzioni genocide tutti i paesi e popoli che non rinunciano alla dignità e a modi accettabili di convivenza umana e che non considerano i diritti umani alla stregua di Usa ed UE: Tutti, in ogni caso, infinitamente migliori dei sanzionatori.
Pubblicato da alle ore 19:53
TALIS PATER TALIS FILIUSultima modifica: 2014-12-20T18:27:10+01:00da davi-luciano
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