L’obiettivo era anche NON FARE MALE A NESSUNO. E vacilla il teorema accusatorio (video)

L’obiettivo era anche NON FARE MALE A NESSUNO. E vacilla il teorema accusatorio che dal 9 dicembre 2013 tiene in carcere, in regime di alta sicurezza, quattro no tav con l’accusa di terrorismo: Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia aspettano la sentenza all’udienza di mercoledì 17 dicembre, in aula bunker.

OresteDominioni
Cita Quintiliani, il PM Padalino durante la requisitoria del 14/11, per smontare le dichiarazioni spontanee degli imputati, “Sei tu l’assassino perché avevi la testa insanguinata”, se l’accusato confessa l’argomento sarà meno grave di quanto lo sarebbe se si scoprisse che su questo punto ha mentito, infatti se confessa ci sono molte ragioni che possono spiegare il sangue sulla testa.”
Ci sono molte ragioni, che sicuramente i quattro imputati hanno spiegato bene nell’udienza di fine settembre, con una chiarezza ed una forza tali da far vacillare l’impianto accusatorio, già messo a dura prova proprio da un frammento di quella intercettazione ambientale, del gennaio 2014, durante la quale Alberti dichiara “L’obiettivo era anche di NON FAR MALE a NESSUNO, NESSUNO SE LA SENTIVA DI FARE MALE”.
Intercettazione spontanea e del tutto affidabile, a detta della stessa Procura, che però, secondo i due PM, è smentita dalle condotte degli imputati. Ed è questo il punto affrontato dall’Avv. Oreste Dominioni, che sostiene addirittura che su questo punto il processo diventerà “un caso di scuola”.
“Siamo quasi in presenza di una prova dichiarativa”, spiega l’avv. Dominioni, “perché è una dichiarazione che viene fatta nell’inconsapevolezza di essere ascoltati mentre la si fa, in totale spontaneità, in totale sincerità, fuori da ogni possibile immaginabile carico”.
L’obiettivo dunque era quello di attaccare delle COSE, e si aveva l’obiettivo di NON FAR MALE ALLE PERSONE, NESSUNO VOLEVA FAR MALE ALLE PERSONE… e per raggiungere in modo efficace quell’obiettivo di danneggiare delle cose Alberti spiega che avrebbero dovuto forzare l’azione, ma ci hanno rinunciato perché NESSUNO SE LA SENTIVA DI FAR MALE ALLA GENTE. Questa è, secondo l’Avv. Dominioni, una dichiarazione molto argomentata, non è una semplice affermazione, ma, sotto l’incalzare di domande quella persona fa da testimone e spiega, ragiona sulle sue stesse dichiarazioni, le approfondisce e le articola, esprimendo in piena ampiezza quello che vuole essere il contenuto della propria dichiarazione.
“Questo dev’essere attentissimamente valutato e colto in tutta la sua portata formidabile probatoria, pressoché un INEDITO”.

Ho cercato il frammento video della requisitoria dei PM Padalino e Rinaudo, udienza 14/11/2014, sperando di trovare questa frase tra i vari spezzoni della conversazione intercettata usata, appunto, in aula bunker. Ed è così che mi sono resa conto che nel collage audio e video mostrato in aula dai due PM il brano mancante è proprio questa dichiarazione di ALBERTI. Perché non soltanto non era “strumentale” a sostenere il teorema della procura ma, come segnala l’avv. Dominioni in più passaggi, proprio per la formidabile portata probatoria questa frase ha il potere di farlo crollare.Soprattutto se confrontata con quelle frasi che abbiamo ascoltato nel maxi processo che si svolge sempre in aula bunker, pronunciate dalle forze dell’ordine incaricate dell’ordine pubblico nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio, frasi ben diverse da quell’attenzione per NON FAR MALE A NESSUNO, frasi come “SPARAGLI IN FACCIA”, “CENTRALI QUEI DUE”, che evidenziano quell’abisso tra chi percorre quei sentieri per amore e chi …no. Perché evidentemente non deve spiegare a nessuno il sangue sulla testa.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

L’obiettivo era anche NON FARE MALE A NESSUNO. E vacilla il teorema accusatorio (video)ultima modifica: 2014-12-16T13:51:19+01:00da davi-luciano
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