Piemonte, Chiamparino lancia un tavolo parallelo per recuperare i sindaci No Tav

Un tavolo politico-istituzionale. Per parlare non solo di Torino-Lione, ma per affrontare problemi su larga scala, che vanno dalla crisi della manifattura al taglio dei trasporti locali, dal dissesto idrogeologico alla mancanza di reti tlc, dai limiti del patto di stabilità alla riorganizzazione della sanità.

La Regione Piemonte prova, con nuovi strumenti, a riannodare il filo del dialogo, interrotto, con i sindaci dei Comuni no Tav, che da tempo non partecipano più alle riunioni dell’Osservatorio di Mario Virano, luogo deputato al confronto locale sulla linea veloce. E’ quanto è emerso, questa mattina, nel corso di una riunione che si è svolta in piazza Castello, a Torino. Presenti: il presidente della Giunta regionale, Sergio Chiamparino, l’assessore ai Trasporti Francesco Balocco e 19 primi cittadini, fra cui Sandro Plano, alla guida di Susa, città del grande cantiere del futuro tunnel di base.

 «Da Cavour in avanti, tutte le grandi infrastrutture che sono atterrate in Valsusa non hanno mai avuto l’effetto di portare ricadute dirette per il territorio – ha esordito Plano, che guidava simbolicamente la delegazione -. L’attenzione è tutta concentrata sul Tav, ma intanto nelle nostre valli chiudono le industrie, prima fra tutte le Acciaierie Beltrame che hanno lasciato a casa 600 lavoratori, i cittadini perdono la casa, si sopprimono i servizi, l’ospedale viene depotenziato, si parla di eliminare la stazione dei carabinieri di Bussoleno». Hanno proseguito altri sindaci, da Avigliana a Sant’Ambrogio ad Almese e Chiusa San Michele: «Sovente si tende ad appiattire la nostra attività sul fatto di essere pro o contro la Torino-Lione. Ma il nostro operato, così come i nostri bisogni quotidiani, vanno ben oltre questo tema, che però ingabbia l’attenzione mediatica».

Al presidente della Regione, gli amministratori hanno chiesto la possibilità aprire un confronto ad ampio raggio. Proposta verso la quale hanno trovato una sostanziale apertura. «La Torino-Lione resta un tema prioritario, oltre che un’occasione da non perdere – ha spiegato il presidente Chiamparino -. Le compensazioni valgono dieci milioni l’anno per almeno dieci anni. Sono cifre che rappresentano un tesoro per il territorio locale. Senza contare che, se vogliamo davvero proteggere l’ambiente, è senz’altro meglio lavorare per spostare le merci sul treno, che continuare a farla transitare in valle a bordo dei camion». Ha proseguito, ancora, Chiamparino: «ferme le posizioni di base, lo stesso raddoppio della canna del Frejus pone la necessità di confrontarsi, visto che la nuova infrastuttura inevitabilmente rafforzerà il corridoio merci della Valsusa a svantaggio del Monte Bianco. I temi su cui ragionare sono comunque molti. Un tavolo politico-istituzionale potrebbe essere il luogo per il dialogo, che però non deve e può sostituire quello già esistente nell’ambito dell’Osservatorio tecnico». Il tavolo potrebbe anche essere ricompreso all’interno della azioni della legge regionale sulla Demarche Grand Chantier, strumento rimasto fermo per mesi, ma che era pensato e voluto proprio per garantire ricadute dirette ai territori – come la Valsusa – interessati da grandi opere. Ha aggiunto l’assessore Balocco: «La periodicità potrebbe essere di una convocazione al mese. Ben inteso che le riunioni potranno essere fissate tutte le volte in cui ci sarà bisogno di farlo».

Piemonte, Chiamparino lancia un tavolo parallelo per recuperare i sindaci No Tavultima modifica: 2014-12-10T21:00:26+01:00da davi-luciano
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