AMERIKRAJNA

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Una notizia sconcertante e surreale del grado di psicopatia dei servi Usa.Notizia riportata eslcusivamente dal Sole 24Ore,mentre tutti gli indecenti pennivendoli sodali  Usa-Nato glissano, forse si vergognano di questo incredibile scandalo. .
A cominciare dalla sedicente esperta del Fatto Quotidiano atlantista Roberta Zunini,ricercatrice della verità (?),e per finire con Leonardo Coen.
 
LA NOTIZIA
 
Il Parlamento di Kiev ha approvato la nomina di un’americana, di un lituano e di un georgiano nella compagine governativa.
Il ministro delle Finanze sarà la statunitense Natalia Jaresko, che è di origine ucraina, amministratore delegato di un fondo di investimenti del gruppo Horizon Capital.
Il portafoglio all’Economia andrà al banchiere lituano Aivaras Abromavicius, partner della società di investimenti East Capital, che ha lavorato in Ucraina negli ultimi 20 anni, dopo aver ricoperto incarichi al Dipartimento di Stato americano.
Infine alla sanità andrà l’ex ministro georgiano Alexander Kvitashvili, che è stato ministro della Salute e del Lavoro nel governo di Tbilisi.
Ai tre nuovi ministri stranieri il presidente Poroshenko ha concesso a tamburo battente la cittadinanza ucraina proprio in vista del loro imminente ingresso nel governo di Kiev.
 
la scelta dei candidati stranieri per il nuovo esecutivo ucraino è stata seguita da due società di selezione di personale:Pedersen & Partners e Korn Ferry.
Il processo di head hunting è stato sostenuto dalla Fondazione Renaissence, network globale di consulenza politica finanziato dal miliardario americano di origini ungheresi George Soros. Secondo il KyvPost, Soros avrebbe pagato più di 80mila dollari per sostenere le due società coinvolte nella selezione di personale.
La notizia del nuovo governo filo-occidendale ucraino arriva nel giorno in cui i ministri degli Esteri dei Paesi Nato hanno annunciato nuove misure di sostegno a Kiev e hanno condannato il potenziamento della struttura militare russa in Crimea e quello che definiscono come la «deliberata destabilizzazione» dell’Ucraina orientale da parte di Mosca. Nella dichiarazione diffusa in occasione della conferenza ministeriale dell’Alleanza atlantica a Bruxelles, i ministri si dicono «anche preoccupati per i piani russi per ulteriore rafforzamento militare sul Mar Nero».
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Come si può negare che l’Ukrajna sia stata invasa da una potenza straniera….!…ma non è quella russa,bensì lo Stato Canaglia USA....
 
La Yaresco è una speculatrice, risulta infatti co-fondatrice della società di investimento internazionale Horizon Capital che opera in Ucraina, in Bielorussia e in Moldavia..Un suo parente stretto lavora alla Banca Mondiale…eh eh…!
 
Anche l’ex ministro della Sanità georgiano Alexander Kvitashvili deve essere un sottoprodotto yankee del liberismo più sfrenato: si privatizza tutto e chi può pagare vive, chi non può scucire la grana si prenoti al cimitero.Questo bel tomo ha iniziato la sua ascesa negli Stati Uniti. Nel 1993 era nel settore finanziario e amministrativo del Medical Center di Atlanta.
 
IL banchiere lituano Aivaras Abromavicius, ha un curriculum strepitoso di operazioni finanziarie da brivido…un topo nel formaggio in un paese con una quantità di oligarchi lestofanti (a cominciare del presidente Poroschenko). Abromavicius viene dall’ University of Wisconsin e dalla Scuola Internazionale d’affari estone, emanazioni della Fondazione Soros.
 
A questi signori di passaporto usa,vanno aggiunte le precedenti  nomine del figlio di Joe Biden, cocainomane pentito, nel cda di Burisma, una delle compagnie del gas più importanti di Kiev….e l’attuale premier Arseni Yatseniuk,messo lì dagli Usa,sionista e banchiere filo Ue.
 
Se siamo arrivati a questa sceneggiata,la situazione è tragica.In pratica, un affronto diretto contro Putin in un paese da sempre nell’orbita geopolitica russa (pensate a quanto successe a parti invertite a Cuba…e come reagirono gli americani),vuol dire che la Casa Sporca cerca la provocazione,cerca lo scontro....alla faccia delle deliranti dichiarazioni antirusse di tutti i media di regime che additano Putin come u diavolo che vuole la guerra.
A questo punto è pure chiaro che è chiaro che nel Donbass, a maggioranza russofona, non accetteranno mai di essere governati dalle Giacche Blù americane.
Le conseguenze di questa scelta che di fatto fa dell’Ukraina una colonia americana,sono imprevedibili….ma non promettono nulla di buono
 
Ma i nostri media di regime continuano a sostenere mentendo che gli assalitori dei popoli sono i russi, mentre è la Nato continua a provocare la Russia ai suoi confini.
Si arriva a dire che i russi attenterebbero all’indipendenza dei Paesi Baltici ,mentre invece è la Nato che, con le sue esercitazioni insieme agli ex membri del patto di Varsavia,continua a creare problemi,agitando lo straccio rosso di ri-sovietizzazione di queste repubbliche.
L’operazione congiunta denominata Steedfast Noon 2014,recita: “volta a testare le capacità di attacco nucleare delle aeronautiche dell’Alleanza”.
 
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Contro la politica delle sanzioni
 
L’idiozia autolesionista dei vassalli europei comincia a preoccupare diversi personaggi,a cominciare dall’ineffabile paraculo Sarkozy (il merito è suo se la Francia è nella Nato….),rientrato in campo per la prossima corsa all’Eliseo visto il colossale fallimento della scartina Hollande:
“Trovo inaccettabile che il contratto sia stato congelato immediatamente prima del vertice della NATO su richiesta del presidente degli Stati Uniti, – ha dichiarato Sarkozy. La Francia deve decidere da sola quello che deve fare, non in base ai desideri di soggetti stranieri”.
 
Poi in un lungo e circostanziato articolo Der Spiegel (che aveva prontamente accusato i russi di aver abbattuto il famoso aereo della Malaysia) ” Summit of Failure: How the EU Lost Russia over Ukraine” sembra ora prendere tutt’altra posizione,accusando la UE e la Germania in particolare di irrazionalità politica nei confronti di Putin,svelando alcuni retroscena relativi alla cacciata di  Yanukovitch col golpe di piazza Maidan..
Nel 2013 Bruxelles offrì al presidente ucraino di interrompere i legami economici con la Russia e associarsi alla UE, senza grandi perdite economiche,stimate in 3 miliardi di dollari. Gli ukraini invece calcolarono in uno studio invece il costo dell’operazione in 150 miliardi.
Successivamente la Ue negò a Yanukovitch gli aiuti finanziari richiesti, invitandolo a  farseli dare dal FMI insieme ovviamente alle sue ricette usuraie che avrebbero stesi il Paese. Yanukovych giustamente non accettò l’invito e fu cacciato dalla finta rivoluzione orchestrata dagli Usa e dai cecchini Cia pagati per sparare sulla folla.
In queste vicende der Spiegel accusa la miopia UE e della Germania in particolare di non aver capito le ragioni e la posizione di Yanukovich, e cioè l’importanza essenziale che l’Ucraina ha per la Russia.
Un errore che va ora riconosciuto offrendo una via d’uscita a Putin, senza costringerlo a perdere la faccia, cosa che lui non farà mai.
E’ evidente che l’articolo non solo si fa carico degli interessi tedeschi penalizzati da queste sanzioni,ma si chiede anche il perchè di tanta ostilità da parte della Merkel verso Putin,tanto più che per diverso tempo sembrava l’unico leader che tentasse la strada della diplomazia,e non della rottura.
Voltafaccia completo della Merkel  avvenuto al G-20  in Australia, dove auspicava sanzioni alla Russia tali da costringere Putin a cedere (cosa che certamente non farà)
Ma perchè una tale inversione di rotta?
Una delle  tesi che circolano è che  gli USA stiano di fatto ricattando la Merkel con qualche mezzo,qualcosa che hanno in mano…documenti,registrazioni…..vi ricordate come la Cancellierà si era indignata per le spiate telefoniche Usa e come poi sia stata pronta a dimenticare,cambiando bersaglio verso Putin,paragonandolo addirittura a Hitler?
 
Anche il Financial Times (23/11) pare aver cambiato atteggiamento: “È tempo che l’Occidente e l’Ucraina offrano un negoziato a Putin. L’Ucraina non ce la farà mai con una Russia ostile ai confini….. rinunciare ad una vittoria idealmente desiderabile in nome del realismo politico”
 
E l’Italia? Non pervenuta….se c’era dormiva….e se non dormiva,serviva….
 
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South Stream.
 
Più volte ci siamo occupati di questo investimento strategico per l’ENI e l’Italia,dopo che aveva vinto il confronto (e certe resistenze politiche europee) con il progetto Usa “”Nabucco”,altamente antieconomico,oltre che di difficile realizzazione.
Purtroppo,dopo la Libia,dobbiamo registrare una ulteriore sconfitta per il nostro Paese,ormai in balìa di ogni razza di lestofanti e servi degli interessi altrui.
Anche stavolta,più che i Russi e i Tedeschi,col cerino in mano siamo rimasti noi.
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Il South Stream è morto. Il progetto russo-italiano-francese-tedesco finalizzato al trasporto di gas dal porto di Beregovaya, in Russia, direttamente in Europa, con due tronconi distinti che sarebbero sbucati in Austria ed in Puglia, è stato abortito a causa delle pressioni statunitensi su Bruxelles.
L’Europa, minacciata da Washington, ha fatto di tutto per scoraggiare i russi e questi hanno rinunciato alla posa dei tubi. 

Per l’Italia è un danno economico e strategico immane.
La Saipem perde di colpo un contratto di 2,4 miliardi di dollari per la costruzione del tratto offshore del dotto e l’Eni perde la faccia con i suoi partner slavi.
Il Corriere delle Sera, confermando la sua natura antinazionale, quasi esulta per questa disfatta che potrebbe costarci cara sul fronte della sicurezza energetica. Ora Roma sarà costretta a sfruttare, senza risparmio, le sue risorse interne, con le comunità locali già sul piede di guerra (vedi Basilicata) poichè temono trivellazioni eccessive, o dovrà acquistare tale materia prima su mercati meno stabili dove i prezzi sono anche più elevati.
C’è la crisi, la nostra bolletta energetica non gode di buona salute e qualcuno si permette di lasciarsi scappare chance come queste, solo per fare un dispetto a Putin o assecondare le manie monopolari di Obama.
Occasione che non si è fatta soffiare la Germania, Paese ancora molto più serio del nostro, che ha finalizzato, senza troppi problemi, il North Stream (sempre in compartecipazione con Gazprom, compagnia che detiene il pacchetto di controllo della società North Stream AG), progetto gemello e più “fortunato” del South Stream, assicurandosi la certezza dei rifornimenti per un lungo periodo.
Berlino sì e noi no, questa è L’Europa dove l’Italia è un membro di serie B, tollerato e mazziato, anche da quest’ultimo affronto che ci nega approvvigionamenti garantiti.
E’ stato proprio il Presidente russo ad annunciare la sospensione del programma South Stream: “Tenendo conto della posizione della Commissione europea, tenendo conto del fatto che non abbiamo avuto il permesso dalla Bulgaria, riteniamo che la Russia non sia in grado di sviluppare questo progetto. Dovremo riconsiderare la partecipazione a questo progetto”.
Più duro il capo di Gazprom Alexei Miller che ha parlato di cessazione definitiva delle attività: “Tutto il progetto è chiuso” ha dichiarato a RIA Novosti.
 
Tuttavia, la Russia ha già deciso che ricorrerà ad un potenziamento del Blue Stream, il gasdotto che rifornisce la Turchia, anche impiegando hub supplementari, per non subire cali nella commercializzazione e nella produzione. Il raddoppiamento della capacità del Blue Stream ripagherà i russi del fallimento del South Stream e risulterà anche meno oneroso di quest’ultimo sotto il profilo degli investimenti. Infatti, il tratto di mare per l’accesso al territorio turco è più corto di 500 km rispetto a quello, ormai naufragato, del gasdotto che sarebbe emerso in Bulgaria. Chissà se i russi chiederanno ancora alla Saipem di essere della partita dopo quanto accaduto col precedente contratto appena stracciato.
 
L’Italia, invece, risulta nuovamente danneggiata nei suoi interessi fondamentali da questa Ue senza capo né coda che prende ordini da Oltreoceano e bastona gli Stati più deboli.
Per motivare quest’ultima défaillance i burocrati di Bruxelles sono ricorsi ad una giustificazione che sa di beffa, soprattutto per il (fu)Belpaese.
In realtà, le sanzioni occidentali che hanno colpito il Cremlino sarebbero la causa di questo passo indietro di Putin, il quale, senza i capitali messi a disposizione dalle banche del Vecchio Continente, non è in grado di concretizzare grandi piani infrastrutturali.
E’ una balla colossale ma gli euroburocrati non sanno più dove attaccarsi per mascherare la propria inadeguatezza, in un mondo che cambia velocemente e del quale non sanno tenere il passo.
Per quanto tempo ancora l’Italia se ne starà buona buona in questo circolo di strozzini, chiamato Unione Europea, che la depreda come una colonia africana?
Quanti filo-americani dovranno ancora alternarsi al Governo prima di veder nascere un esecutivo autenticamente attento a conservare la propria sovranità nazionale?
Giriamo la domanda ai nostri dirigenti politici, se c’è qualcuno che ancora merita questo titolo, tra i tanti crapuloni che ormai occupano il Parlamento solo per strafogarsi alla buvette.
 
AMERIKRAJNAultima modifica: 2014-12-08T10:40:27+01:00da davi-luciano
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