Dopo l’uso in guerra ora i droni a disposizione di Polizia e Carabinieri

Un accordo firmato fra Areonautica Militare, Polizia e Carabinieri permetterà l’uso degli APR per il controllo di cortei, manifestazioni e territori.

di Leonardo Capella

Dai teatri di guerra all’uso in patria dei velivoli a controllo remoto (APR) Predator (nelle versioni A e B) del 32° Stormo dell’Areonautica Militare di stanza a Amendola (FG). Questo il contenuto dell’accordo firmato a Roma martedì 26 novembre fra il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale  Pasquale Preziosa,  il Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli.

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Il Generale Preziosa ha così commentato: «l’esperienza maturata in anni di utilizzo nei vari teatri operativi all’estero, ci ha consentito di acquisire un know how che ora torna utile anche per altri scopi. La tecnologia esce dagli hangar e si mette al servizio delle forze di polizia».

I Predator vengono impiegati dall’Areonautica Militare per l’effettuazione di missioni di ricerca, sia puntiforme che d’area, grazie all’impiego di avanzati sistemi di scoperta elettro-ottici ed infrarosso, diurno e notturno, radar per l’individuazione di obiettivi di superficie. I Predator hanno un raggio di azione che supera i 900 km e un autonomia di volo di 24 ore. Sono in grado di trasmettere informazioni in tempo reale e tra queste anche i filmati (capacità Near Real Time e Full Motion Video).

Non è la prima volta che i Predator vengono utilizzati sul suolo italiano, vennero usati durante  il vertice intergovernativo Russia–Italia, tenutosi a Bari nel marzo 2007 e anche durante il G8 dell’Aquila del 2009.

Dopo questo accordo il controllo su cosa faranno nello specifico i droni e quando verranno utilizzati sarà nelle mani della polizia e dei carabinieri.

Non è difficile immaginare che questi APR verranno utilizzati per la sorveglianza di manifestazioni e cortei, come potrebbero essere quelli del movimento No Tav, ma anche per sorvegliare intere aree, magari proprio il cantiere “la Maddalena” di Chiomonte.

Potremmo immaginarli mentre sorvolano la piana di Susa durante l’installazione dei cantieri della Torino-Lione o magari aggirarsi come un falco fra le pendici che circondano la Val Clarea.

L.C. 29.11.14
 
Dopo l’uso in guerra ora i droni a disposizione di Polizia e Carabinieriultima modifica: 2014-12-01T13:04:41+01:00da davi-luciano
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