Una strana lettera da Genova

Buon giorno sono un genovese.
Oggi a distanza di due settimane ancora non si ferma la cosa in me.
Avrei sperato di sì.
Stasera ho detto a mia moglie l’hanno creato.
La disperazione, le lacrime, quel morto, la devastazione che hai visto sono stati causati intenzionalmente.
Premetto sono volontario della PC e sono intervenuto in soccorso della popolazione sin dalla mattina del 10.
Sin dalle prime ore, stivali nell’acqua marrone ad armeggiare, avevo già notato quella miriade di borre, ovunque nei dintorni dell’acqua, li per li non ci feci caso, dissi ridendo tra ovetti Kinder che più o meno galleggiavano e casse del latte Tigullio sparse: è esplosa una polveriera?
Scorgere qua e la questa roba fu pressoché una costante nei primi giorni, poi la confusione aumenta e pensi ad altro.
Devo dire che la seconda ondata ha cambiato un po’ il paesaggio di superficie.
Dato la concentrazione sull’operato e dato che vai dove ti mandano mi resi conto dell’effettiva entità del danno forse domenica 12, il più tardi lunedì 13.
Passano i giorni si passa da emergenza a sorta di esercitazione e tu vivi nel tuo acquoso, poi fangoso infine polveroso francobollo di vita, domenica 19 mi resi conto che il mondo attorno girava come quasi nulla fosse accaduto, escluso quell’ormai kilometro quadrato. Per me il tutto è finito domenica mattina.
Oggi in centro incontro un amico, una persona con cui faccio con piacere due parole quando ci incrociamo l’argomento del quarto d’ora poi allungato all’ora è stato l’alluvione.
Il suo racconto del suo comportamento ed i comportamenti adottati: pareri, punti di vista, di uno e dell’altro.
Evoluzioni sino alla catastrofe e l’uso del semaforo delle precedenze in modo discendente o ascendente… precedenti, Katrina etc., etc.
Stiamo per salutarci e lui mi chiede:
A-Scusa, ma li hai visti anche tu quei cosi di plastica bianca a sorta di cilindro?
B -Più precisamente (avevo quasi chiaro cosa diceva)
A -Sono bianchi, di un bianco trasparente con come una sorta di molla
B -Borra, Anche tu li hai visti?
A-Questi? (foto sul telefonino) e ne ho anche due a casa.
B-Sì borra, veramente?
A- Era pieno, da Marassi a La Foce,
A -Ma non tutti se li ricordano, strano perché era veramente invaso
B-In effetti il primo giorno anch’io li ho notati ed era pieno, poi il fango… io non giravo come te ero concentrato all’attività di PC. E mi sono venuti i brividi:
-L’hanno generato! -Come?
-La storia è lunga. Ha iniziato la General Electric poi in Vietnam ne hanno fatto un uso specifico per disperdere la folla dei manifestanti. blablabla Non sono un contrailista-complottista per carità, ma mi sono venuti i brividi.
B-Me ne dai uno?
Me ne da quattro.
A-Erano li nella polvere, l’AMIU non è ancora passata a fare lo spazzamento (il calendario di rifinitura è iniziato ieri, lunedì)
A voi in allegato.
Non ho il calibro, quindi non le ho misurate, sembrano da calibro 12, giustamente.
Perturbazione autorigenerante? E tre ondate, c’erano le condizioni ed hanno fatto una prova. Poi un’esercitazione.
Qual è il movente? Stanno vedendo la macchina come reagisce, se regge!
Perché?
O hanno bisogno del misero indotto di gente alla fame?
Dopo il luglio 2001 non vedo più le cose come prima, dopo oggi ho paura.
Una tristezza da ultima pagina di Orwell mi attanaglia.
P.S.
Mi immagino un qualcosa del tipo contenitore a submunizione, una roba con tanti fori-cannoncini che spara fuori gli agenti da inseminazione potendo regolare la frequenza di tiro se ne può regolare la densità sull’unità di superficie.
Ne hanno fatta di strada dal ghiaccio secco!!
banconote
Una strana lettera da Genovaultima modifica: 2014-10-30T22:04:04+01:00da davi-luciano
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