Firme false per Chiamparino, Ecco chi trema nel Pd torinese

Pubblicato Venerdì 24 Ottobre 2014, ore 16,02

Si stringe il cerchio attorno ai politici che alle scorse elezioni regionali avrebbero compiuto irregolarità nelle autenticazioni. Blitz della polizia giudiziaria al comune di Sant’Antonino, feudo di Ferrentino. Avvisi di garanzia in arrivo

Si sono presentati questa mattina al Comune di Sant’Antonino di Susa i due ispettori della polizia di Stato che, su mandato dei pm Patrizia Caputo eStefano Demontis, hanno convocato presso il comando locale dei vigili urbani i cittadini che hanno sottoscritto la lista Monviso, in occasione delle ultime elezioni Regionali. Firme autenticate dall’allora sindacoAntonio Ferrentino, lo stesso che, da consigliere provinciale uscente e candidato nella formazione collegata al presidente Sergio Chiamparino, avrebbe, secondo alcuni, autenticato anche la sua stessa firma. I funzionari si sono trattenuti per circa quattro ore, prima di lasciare il comune della Val Susa. Riserbo totale sull’esito delle verifiche anche se, essendo il paese piccolo, e come da tradizione la gente mormora, parrebbe che se non tutti la stragrande maggioranza abbia riconosciuto la propria firma e confermato di averla apposta alla presenza dell’ufficiale autenticatore, cioè dello stesso Ferrentino. Quello di questa mattina, però, non è che l’ulteriore testimonianza del lavoro investigativo della Procura della Repubblica di Torino, a seguito degli esposti presentati dall’europarlamentare leghista Mario Borghezio (in sede penale, ipotizzando il reato di falso ideologico e abuso d’ufficio) e dell’ex consigliera provinciale del Carroccio Patrizia Borgarello (presentatrice di un ricorso al Tar che verrà discusso in prima udienza il 6 novembre). Molti sono, infatti, gli episodi a dir poco singolari.

Il primo a parlare di firme false anche nel centrosinistra fu un altro consigliere provinciale, quelRenzo Rabellino che dopo le tante liste civetta ideate e una condanna a 2 ani e 10 mesi per falso è ormai diventato un’autorità in materia, vicenda ci cui per primo Lo Spiffero ne diede notizia. Tra i nomi che subito hanno iniziato a circolare come possibili protagonisti della firmopoli rossa c’è stato quello di un altro consigliere provinciale, ovvero quel Pasquale Valente, capace di autenticare in un sol giorno, il 24 maggio scorso, almeno 329 firme (una ogni due minuti per 12 ore consecutive?). Non solo: lo stakanov dell’autografo avrebbe trovato nello stesso giorno anche il tempo per recarsi aCossano Canavese (altro comune noto al mondo democratico giacché il sindaco è l’attuale reggente della Provincia di Torino Alberto Avetta) e autenticare altre 23 firme. È questione di giorni, forse di ore, per i primi avvisi di garanzia e sono tanti i politici del centrosinistra a tremare. Nel ricorso al Tar della Borgarello si parla di un possibile conflitto di interesse, giacché alcuni autenticatori – nello specifico Marco Grimaldi, Valentina Caputo, Nadia Conticelli eAntonio Ferrentino – avrebbero sottoscritto la stessa lista in cui erano candidati.

Allo stesso modo vengono contestate le autentiche da parte dei consiglieri Giuseppe Sbriglio e Dario Troiano per la lista Monviso in quanto entrambi erano candidati per la medesima formazione. Ma le stranezze non si fermano qui. Com’è possibile, per esempio, che gli alcuni elenchi della lista Monviso fossero perfettamente in ordine alfabetico? Secondo alcune prime ricostruzioni vi sarebbero delle curiose analogie con gli elenchi degli elettori delle primarie Pd. Fatto questo che indurrebbe a pensare che siano stati copiati di sana pianta, firme comprese.

Qui il ricorso al Tar 

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Firme false per Chiamparino, Ecco chi trema nel Pd torineseultima modifica: 2014-10-27T22:56:35+01:00da davi-luciano
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