GLI UOMINI CHE SUSSURANO A RENZI

ma non era una marionetta in mano alla Merkel? Lo dice unanime l’informazione mainstream e certi guru della cosiddetta controinformazione ..

14 OCTOBER 2014

In attesa di saperne di più circa le sorti e  gli sviluppi della “riforma” sul Lavoro (Jobs Act) alla Camera dei Deputati, è utile dare una ripassatina su tutti gli uomini di Renzi. E non parlo solo deisupporter alla sua candidatura alle primarie e alle europee come Giorgio Gori, Briatore, Confalonieri, Bini Smaghi, i Frescobaldi, buona parte dell’aristocrazia fiorentina, numerosi settori che gravitano attorno a Montepaschi ecc. Ma di quelli che hanno un ruolo stabile nel suo staff di consiglieri e consulenti. Insomma quei sussuratoripiù o meno occulti, più o meno nell’ombra che gli suggeriscono mosse e contromosse. Riforme e più spesso controrifome. Cominciamo con un pezzo da novanta che gravita in ambienti neocon, ma fa niente, dato che  intanto Renzi ha il ruolo di far sparire le nozioni classiche di “destra” e “sinistra”, presentandosi al pubblico come chi ne sarebbe “al di là” e in qualche modo, pure al di sopra: ovvero Michael Ledeen.

Ledeen, membro di spicco dell’AmericanEnterprise Institute, un pensatoio neocon, ha interessi in Italia da decenni, è già stato coinvolto in passato in molti misteri e trame occulte nostrane, da “esperto” in aiuto di Cossiga al tempo del sequestro Moro a consulente (o agente, nome in codice 23, secondo il faccendiere Francesco Pazienza) dei servizi segreti – Ledeen viene bollato come “indesiderato” a metà anni ’80 dall’ex numero uno del Sismi, Fulvio Martini.
La sua figura, molto nebulosa, potrebbe rappresentare la causa delle “discutibili” scelte politiche del del nostro Paese nelle recenti controversie in Medioriente e Russia. E’ proprio questo uno dei motivi per cui dovremmo interessarci di Ledeen: se le nostre aziende sono messe in ginocchio dall’embargo russo, potrebbe essere anche “merito” di questo equivoco personaggio che Renzi ha voluto con sè” scrive Manlio Di Stefano del M5s sul suo blog. E ancora
Ledeen è membro dell’American Enterprise Institute uno degli organismi che, dopo l’11 Settembre, hanno forzato la politica estera Usa nell’attuale e rovinosa guerra al terrorismo globale, hanno indotto l’invasione dell’Afghanistan, l’occupazione dell’Iraq, hanno provato ripetutamente l’aggressione dell’Iran. Consulente di vari ministri israeliani, Ledeen è stato anche tra i capi del Jewish Institute for National Security Affairs(JINSA), ossia la cupola semi-segreta in cui si allacciano i rapporti inconfessabili tra l’esercito israeliano, alcuni settori del Pentagono e l’apparato militare industriale americano. (blog cit).

Tutto il resto su Ledeen, l’amico amerikano qui , nel quale si scrive che secondo alcuni bene informati, tra i suoi consigli potrebbe esserci anche un dossier segreto incentrato su Silvio Berlusconi, forse  per tentare di spingere il leader di FI a non mettere il bastone tra le ruote dell’ex sindaco di Firenze.  A casa mia, questo chiamasi “ricatto”. Ma si sapeva che il Cavaliere era un soggetto  ultra-ricattabile.

Il personaggio numero due èMarco Carrai,denominato il Gianni Letta di Renzi, Vicino a Cl, vicino all’Opus Dei, Carrai che si è sposato da poco, ha avuto l’onore di avere per testimone di nozze, il presidente del Consiglio, suo ministro.

Amico di una vita, fiorentino e coetaneo, vale a dire classe 1975, Carrai era a capo della segretaria di Renzi in Provincia e stava nel gruppo della Margherita in Comune. Imprenditore nella vita privata, è diventato in rapida successione a.d. della municipalizzata Firenze Parcheggi,membro del cda dell’Ente Cassa risparmio e, recentemente, presidente della Aeroporti di Firenze Spa.

Il suo nome infatti è salito agli onori della cronaca per quello che è diventato il classico favore tra imprenditoria e politica: il pagamento dell’affitto di abitazione di lusso.
Stiamo parlando della casa di Firenze dove Renzi ha abitato per 34 mesi, un attico in Via degli Alfani 8, a due passi dalla cupola del Brunelleschi. E’ Carrai che pagava, a lui era intestato il contratto d’affitto. Do ut des? Carrai dichiarò di averlo fatto solo per “amicizia”. Nell’agosto 2004, dopo essere stato eletto consigliere al Comune di Firenze con la Margherita diventa capo-segreteria del neo-eletto Presidente della Provincia Renzi.
 Nel 2005 è amministratore delegato della Florence Multimedia, la società creata ad hoc da Renzi per gestire la comunicazione della Provincia sulla quale la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta per gravi irregolarità.
Nel 2009 entra (in quota MPS) nel consiglio di amministrazione diFirenze parcheggi S.P.A. E’ stato Presidente della C&T Crossmedia, la società che, senza nessun bando pubblico, nel 2012 si aggiudica l’appalto per la gestione delle guide su tablet per il museo di Palazzo Vecchio. Nel 2013 diventa Presidente di AdF, aeroporti di Firenze. Guarda caso, nel novembre dello stesso anno diventa azionista di Intesa S. Paolo. Su Carrai, il Gianni Letta renziano, ecco qui un bel ritrattino fatto da l’Espresso.

Passiamo al Terzo Uomo, il finanziere Davide Serra. Ma lui non ama che lo  si chiami così. Preferisce autodefinirsi “investitore istituzionale”. Buono quello! Lo chiamano “il Bandito delle Cayman” per il suo fondoAlgebris off shore.  Si è laureato alla Bocconi e ha lavorato in varie banche d’affari ed è diventato una star alla Morgan Stanley.  Qualcuno (Bersani) è stato pure da lui denunciato per il citato soprannome. La sintesi del suo programmino politico l’ha fatta lui stesso in un’intervista alFatto: “Abbatti le pensioni d’oro e quelle ordinarie, rendi licenziabili tutti quelli sopra i 40 anni. Così magari i giovani avranno una possibilità: costano meno e, lavorando, un domani potrebbero avere una pensione. Il mercato del lavoro è troppo rigido. La riforma Fornero ha provato a cambiare le cose. Era fatta male, ha bloccato i vecchi dentro e le aziende non hanno assunto i giovani. In Italia si era creata la flessibilità delle partita Iva e la Fornero l’ha tolta”.  Consulente del governo britannico (vive a Londra), pare che Serra sia stato ascoltato pure da Cameron. Ohé, ma quanto onore! La sua “riforma” delle pensioni l’ha espressa con chiarezza aOtto e mezzo dalla Gruber. Tagliare, tagliare e tagliare ancora le pensioni. Così, secondo la sua ricetta,  si dà lavoro ai giovani. O meglio, mettere le mani direttamente nelle tasche dei pensionati. La riforma Fornero, evidentemente non basta ancora.

Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=L-F8iMQ9xks

Last but not least, Ytzhac Yoram Gutgeld(Buondenaroin tedesco), cittadino israeliano diventato poi cittadino italiano, grazie alla sua candidatura nel PD. E’ stato a capo della multinazionale Mc Kinsey,  che ha dovuto lasciare dopo la sua elezione.  E’ lui che ha avuto la brillante idea dei fatidici 80 euro, decisi con un sms inviato a Renzi, nel quale ne spiegava le ragioni. E ora ha avuto la pensata del TFR in busta paga. Cioè togliere il tesoretto per la vecchiaia a chi lavora per renderlo subito “spendibile” e magari illudersi che faccia “ripartire i consumi”.  In realtà sarà un’inconsistente regalìa  già tassata alla fonte. Marchionne, ovviamente, plaude all’ iniziativa. I piccoli e medi imprenditori, invece no, dato che verranno privati di quel poco di liquidità residua.
Yoram Gutgeld è ormai consigliere economico assai ascoltato da Renzi e anche lui come Serra ha una pensata geniale sulle pensioni Se diventasse ministro taglierebbe le pensioni da 3.000-3.500 euro lordi. “Non farei cose popolari, lo dico subito”, dice nell’intervista all’Huffington post. “Siamo il primo bancomat d’Europa nella previdenza. Abbiamo una quota spesa pensionistica di circa 50 miliardi non coperta da contributi versati. C’è una quota importante di pensioni inferiori a 1.000 euro che non possono essere toccate. Ce ne sono però anche più alte e c’è una fetta di pensioni superiori ai 3.000 euro cui non corrispondono contributi versati”. Dalla lettura integrale della citata intervista, come si vede, per far quadrare i conti ha la stessa trovata del suo compare delle Cayman: prelevare direttamente dalle tasche dei pensionati per vedere l’effetto che fa. (Intervista a Huffington post).
L’Italia, secondo costoro, non è né deve essere,  un paese per vecchi. E nemmeno per giovani, visto che molti ragazzi prendono la valigia e se ne vanno.

Come si vede, gli uomini che sussurrano alle orecchie del cavallino Renzi, sono uno peggiore dell’altro, per le sorti degli Italiani. E Renzi, non solo li ascolta, ma trotta, trotta, galoppa, galoppa…
Che Dio ce la mandi buona.
GLI UOMINI CHE SUSSURANO A RENZIultima modifica: 2014-10-16T18:35:41+02:00da davi-luciano
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