Regione, debito monstre: 8,5 miliardi

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Pubblicato Venerdì 10 Ottobre 2014, ore 13,21

La Corte dei Conti parifica il rendiconto 2013 ma muove pesanti rilievi sullo stato finanziario e contabile dell’ente. Chiamparino: “Nelle prossime ore vareremo un piano urgente di risanamento”. Tagli alla spesa, chiusura di partecipate, blocco di stanziamenti

La Corte dei Conti “parifica” il bilancio di rendiconto 2013 della Regione Piemonte ma muove pesanti rilievi sullo stato finanziario e sulla contabilizzazione dell’ente, interpellando la Corte Costituzionale per un pronunciamento. E, soprattutto, impone di rideterminare il disavanzo che, secondo la Corte, non ammonta a 369 milioni ma a 2,6 miliardi. Due, in particolare, le questioni rilevate dai giudici: le anticipazioni concesse dal governo inserite come mutui (2,5 miliardi) che secondo la magistratura contabile violerebbe l’articolo 81 al punto da eccepirne la costituzionalità, e una lunga serie di voci, sette per esattezza, di passività dell’ammontare totale di 2.290 milioni di euro che non sarebbero state correttamente contabilizzate. L’indebitamento di piazza Castello, nell’esercizio 2013, dovrebbe essere considerato pari a 8,5 miliardi, in “deciso peggioramento” rispetto al 2012: è l’opinione espressa dal procuratore della Corte dei conti, Piero Floreani, in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto per il 2013. Il magistrato ritiene che se “l’ammontare dello stock del debito è superiore all’80% delle entrate ordinarie”, le rate annuali e gli interessi saranno a partire dal 2014 “molto elevate, determinando un ulteriore irrigidimento della capacità di spesa”. Molto più dure della requisitoria del procuratore Floreani sono state le relazioni dei giudici della sezione di controllo: Massimo Valero, che si è concentrato sulla gestione finanziaria, Giuseppe Messapesa, che ha rilevato pesanti difformità nella contabilità della partita sanitaria. Unica nota positiva è quella espressa da Alessandra Olessina che ha concentrato il suo intervento sull’uso dei fondi comunitari.

 Il risultato finanziario dell’esercizio 2013 della Regione, nel rendiconto allegato al ddl approvato dalla giunta il 25 giugno 2014, è negativo per 364 milioni, ma se fosse valida un’altra interpretazione delle norme, sulle quali c’è comunque un dubbio di costituzionalità, potrebbe salire a quasi tre miliardi, “il peggior risultato degli ultimi esercizi”. È quanto si legge nella relazione della sezione di controllo. I giudici osservano inoltre che il conto del patrimonio “evidenzia un costante trend negativo del saldo”, passato dai meno 5,4 miliardi del 2010 ai meno 9,8 del 2013: un indice negativo che “conferma la criticità della situazione economica della Regione”.

 Al termine del dibattimento hanno preso la parola i massimi rappresentanti della Regione. L’assessore al bilancio Aldo Reschigna nell’affermare di non voler affatto minimizzare la gravità della situazione, ha però sottolineato che la stessa Corte dei Conti ha riconosciuto gli interventi avviati: “Pensiamo che la Regione possa spalmare la ricognizione dei debiti in dieci anni”. Molto più “politico” l’intervento del governatore Sergio Chiamparino che parlando di “profonda distonia tra i tempi della politica e quelli della società, viepiù in un contesto di crisi”, ha annunciato un “piano urgente di risanamento” al centro della seduta della giunta di lunedì. Soprattutto sul piano delle Partecipate la scure sarà particolarmente severa: “Chiuderemo le società in perdita, aggrediremo la spesa senza far ricorso alla leva fiscale”.

Regione, debito monstre: 8,5 miliardiultima modifica: 2014-10-11T22:39:06+02:00da davi-luciano
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