Buco nell’acqua, summit Fassino-Gavio

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Pubblicato Venerdì 10 Ottobre 2014, ore 14,43
 

Vertice a Palazzo Civico tra il sindaco e il numero uno del principale gruppo autostradale. Sul tavolo il progetto del tunnel sotto il Po. Costa 1,5 miliardi, ma chi paga? Per ora un nulla di fatto, prossimo appuntamento tra un mese dopo gli accertamenti tecnici

Un buco nell’acqua. Quello che nel luogo comune rappresenta un fallimento, in questo caso potrebbe rappresentare il punto d’avvio di uno dei più grandi progetti che potrebbe realizzarsi aTorino. E’ il tunnel sotto il Po, il tracciato che deve chiudere l’anello cittadino per compensare la mancata realizzazione della Tangenziale Est, finita ormai in fondo alle priorità infrastrutturali di Città e Regione. Il progetto prevede una galleria che, a partire da corso Maroncelli corra sotto la città con tre uscite fino a ricongiungersi con la rete autostradale.

Al summit convocato da Piero Fassino questa mattina a Palazzo Civico, erano presenti Beniamino Gavio, numero uno del principale gruppo autostradale d’Italia e uno dei suoi manager di riferimento Gianni Luciani, amministratore delegato di Sitaf, società che gestisce la A32 Torino-Bardonecchia e il Traforo del Frejus, e Satap (Torino-Milano e Torino-Piacenza). Allo stesso tavolo anche gli assessori a Urbanistica e Infrastrutture, Stefano Lo Russo e Claudio Lubatti con i rispettivi direttori Paola Virano e Roberto BertasioGiancarlo Quagliotti, presidente di Musinet, controllata di Sitaf che si occupa di progettazione, e i suoi tecnici. La riunione è coperta dal più totale riserbo, al punto che l’unico autorizzato a parlare e a fornire informazioni è Fassino.

Secondo quanto emerso, tuttavia, sarebbe stato un incontro ancora interlocutorio, visto che i presenti hanno deciso di rivedersi tra un mese. Tra i nodi non ancora sciolti c’è quello finanziario: l’opera, infatti, costa 1,5 miliardi. Chi paga? Al momento ci sono varie opzioni sul tavolo. E’ possibile che l’opera rientri nella trattativa per il rinnovo delle concessioni autostradali (quella di Ativa – Torino-Aosta – scade nel 2016 ed è al varo un accorpamento tra Ativa e Sitaf), in questo modo sarebbero le due società a farsi carico dei costi.

C’è poi l’opzione di un project financing pubblico-privato, oppure potrebbe rientrare tra gli interventi straordinari finanziati dal Ministero delle Infrastrutture. Si vedrà e questo dà l’idea di quanto il progetto sia ancora in una fase embrionale. Per quanto riguarda i tempi si parla di un paio d’anni per la progettazione definitiva e poi altri sette di lavori che, tuttavia, svolgendosi in gran parte sottoterra, riducendo – secondo i tecnici – al minimo i disagi in superficie. Tra le questioni ancora aperte quella delle uscite: dovrebbero essere tre ma sono al vaglio tutte le possibilità per decidere dove piazzarle. 

Buco nell’acqua, summit Fassino-Gavioultima modifica: 2014-10-11T23:31:36+02:00da davi-luciano
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