Processo No Tav: “Le bottiglie molotov non sono armi da guerra”. Sentenza il 17 dicembre

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Processo No Tav: “Le bottiglie molotov non sono armi da guerra”. Sentenza il 17 dicembre
ottobre 09 2014
Le bottiglie molotov non possono essere considerate armi da guerra. La normativa che le ritiene tali è “superata” poiché risalirebbe al difficile periodo degli anni Settanta, ricordati oggi come Anni di piombo.

Le tensioni politiche di quel decennio infatti, hanno generato leggi di pubblica sicurezza e normative come quella riguardanti le bottiglie molotov, che oggi però, «non trova alcuna corrispondenza tecnica, tanto che nessuna forza armata ha le molotov in dotazione».
Questo è quanto ha sostenuto Luca Soldati, il consulente tecnico esperto di armi, chiamato dalla difesa dei 4 attivisti No Tav accusati di terrorismo, che oggi, sono tornati a processo nell’aula bunker del carcere le Vallette di Torino.Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, sono in carcere per aver incendiato la notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, un compressore al cantiere di Chiomonte. Il punto su cui si è dibattuto oggi in aula è stata proprio la “micidialità” dell’arma utilizzata secondo l’accusa durante il sabotaggio.
«Considerare un’arma da guerra una bottiglia incendiaria – sostiene il tecnico – è un’esagerazione». Il consulente Luca Soldati, ha poi parlato dell’uso delle bottiglie molotov per la prima volta in una guerra in Spagna, ma non da parte di un esercito, per poi illustrare diverse classificazioni di armamenti, italiane ed europee, in cui non compaiono le molotov.
L’udienza è poi andata avanti, e il Collegio, presieduto dal giudice Pietro Capello, ha respinto la richiesta della Procura di acquisire agli atti nuovi documenti sulla questione della quantificazione del danno derivato dall’azione di protesta.
In particolare, sullo studio commissionato all’università Bocconi di Milano dalla Ltf, l’azienda incaricata di promuovere la realizzazione della sezione transfrontaliera, per valutare presunti ed eventuali danni economici alla realizzazione del Tav, dovuti all’assalto al cantiere di Chiomonte. La Ltf, avrebbe richiesto la messa agli atti dei nuovi documenti comprendenti verbali e dichiarazioni del direttore generale Maurizio Bufalini, del presidente dell’osservatorio Tav Mario Virano, e di alcuni esponenti dell’Unione Europea sull’utilità dell’opera. Ma la Corte ha respinto la richiesta affermando che «Non si possono considerare documenti, ma soggettive valutazioni di esperti».
Anche la richiesta della difesa di ascoltare in aula altri due testimoni è stata poi respinta.
Infine, secondo il calendario concordato oggi in aula, il 14 novembre dovrebbero fare la loro requisitoria i pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, seguiti poi dalle parti civili, e nell’udienza del 26 novembre invece, dovrebbero discutere le difese.Per eventuali repliche bisognerà attendere il 17 dicembre, dopo le quali la Corte, dovrebbe riunirsi in Camera di Consiglio per poi emettere la sentenza che deciderà del futuro die 4 attivisti No Tav.

Processo No Tav: “Le bottiglie molotov non sono armi da guerra”. Sentenza il 17 dicembreultima modifica: 2014-10-09T21:12:59+02:00da davi-luciano
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