RUSSIAN LOCAL ELECTIONS OF SEPTEMBER 14’ 2014

EODE-TV with RT – EODE Press Office/ 2014 09 15/

 Report from the Russian TV channel ‘RT’ news – former ‘Russia Today’ …

EODE-TV - RT PTR russian loca

Video on: https://vimeo.com/107047563

 RT “Russian Prime Time” – September 15, 2014/

Moscow shows a record low turnout as Russian regions elect governors and members to the local parliament.

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LUC MICHEL: LA CRISE DU PARLEMENTARISME BOURGEOIS OCCIDENTAL ET SES ALTERNATIVES

Le duplex de Bruxelles avec ‘Afrique Media TV’ de ce 21 septembre 2014

Filmé en direct par EODE-TV à Sipopo – Malabo EODE-TV - AMTV LM crise parlementarisme (2014 09 21) FR

Luc MICHEL analyse la crise du Parlementarisme bourgeois occidental. Ce modèle est-il à adopter (ou à imposer) en Afrique, comme le veulent les USA et les Occidetaux ? NON répond sans hésitation Luc MICHEL.

Qui présente aussi les alternatives :

– Démocratie Directe, comme l’expérience-pilote de la Jamahiriya libyenne de Kadhafi ;

– Démocratie souveraine de Poutine en Russie ;

– Voie de développement chinoise.

 Filmé à Sipopo, Malabo, Guinée Equatoriale.

 Video intégrale sur : https://vimeo.com/106987962

 Luc MICHEL sur AFRIQUE MEDIA TV

dimanche 21 septembre 2014 dans le ‘Débat panafricain’

avec Bachir Mohamed Ladan.

 EODE-TV / EODE Press Office

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BCE : giganteschi prestiti alle banche per dopare l’economia

24 settembre 2014

Giovedì 18 settembre la Banca centrale europea ha iniziato l’annunciata ondata di giganteschi prestiti alle banche della Zona euro. L’operazione, battezzata « targeted long-term refinancing operations », o TLTRO, verrà replicata l’11 dicembre e altre sei seguiranno tra marzo 2015 e giugno 2016.
Con questo dispositivo, l’istituto vuole incitare le banche ad aumentare i loro volumi di prestiti concessi alle aziende. Si tratta di contribuire a dinamizzare l’economia europea.
Più le banche presteranno alle imprese e più riceveranno fondi dalla BCE in occasione dei TLTRO del 2015 e 2016.
Nel settembre 2016, le banche che non avranno aumentato i prestiti alle imprese, secondo i criteri definiti dalla BCE, saranno obbligate a rimborsare i fondi ricevuti dal TLTRO, ossia due anni prima della scadenza prevista.
Non è infatti escluso che, come spesso fatto sinora, le banche utilizzino le somme ricevute per acquistare obbligazioni pubbliche, invece di prestarle alle aziende.
In totale le banche potranno prendere a prestito sino a 400 miliardi di euro su quattro anni a un tasso d’interesse dello 0.15% (nel limite del 7% del loro stock di credito alle famiglie e alle imprese, eccetto l’immobiliare), sia nell’operazione eseguita il 18 settembre, sia in quella del 11 dicembre.
Nel corso delle sei nuove tornate di TLTRO, fra maggio 2015 e giugno 2016, le banche che avranno concesso prestiti alle aziende, come auspicato dalla BCE, potranno nuovamente ricevere, sempre al tasso dello 0.15%, prestiti sino a 600 miliardi.
http://www.rischiocalcolato.it/2014/09/bce-giganteschi-prestiti-alle-banche-per-dopare-leconomia.html

Roger Bootle : l’Italia è ricca, ma come paese non funziona

ottima analisi e finalmente qualcuno di spessore come Bootle si è accorto che la Germania e Italia producono cose molto diverse mentre prezzolati guru del web finti antieuro FINGONO di ignorare questo aspetto per non sbugiardars quando dicono che le ditte tedesche con l’euro hanno rubato il mercato di quelle italiane. Peccato che per fare una cosa del genere si deve produrre lo stesso bene e si debba avere lo stesso segmento di mercato

22 settembre 2014
 
L’economista inglese Roger Bootle commenta sul quotidiano The Daily Telegraph la disastrosa situazione dell’economia dell’Italia, argomentando che l’unico modo per evitare un default sul debito è uscire dalla Zona euro e tornare alla lira.
 
“Per l’Italia la soluzione è semplice : lasciare l’euro – scrive Bootle – Le persone dicono spesso che l’Italia non può soccombere ai problemi perchè è così ricca. E’ ricca, certo. Ricca in bellezze naturali e tesori storici, con città meravigliose e bellissimi paesaggi, gente amabile, cibo eccellente, buon vino. Ma come paese l’Italia non funziona.
Tutti i Paesi del G7 tranne Italia e Giappone sono tornati sui livelli di Pil pre crisi. L’economia del Canada, per esempio, si trova l’8% sopra la quota del 2008, mentre quella italiana è ancora il 9% sotto.
L’economia sta subendo una contrazione, anziché un’accelerazione.
[…] Non tutto è causato dall’euro. C’è un bisogno disperato di riforme, il sistema politico sembra incapace di dare ciò di cui c’è bisogno. E l’Italia è stato uno dei primi paesi a soffrire del boom dei paesi emergenti.
Se da un lato la Germania produce beni durevoli, l’Italia è specializzata in beni al dettaglio e prodotti che la Cina e altri paesi vendono a prezzi più bassi.
Anche se l’inflazione è calata, in Italia il divario concorrenziale non è stato ridotto. Anche se i prodotti italiani fossero più competitivi, con un indebolimento dell’euro, l’enorme debito pubblico peggiorerebbe.
Sebbene il deficit, pari al 3% del Pil, non sia troppo elevato, l’Italia è molto vicina a quella che gli economisti definiscono “la trappola del debito”, quando il rapporto debito/Pil sale in maniera esponenziale. In Italia la recessione tecnica è stata accertata e la crisi fiscale è sempre più probabile.
[…] L’opzione radicale per l’Italia è abbandonare l’euro e permettere a una moneta debole di generare un boom delle esportazioni, un’inflazione più alta, più tasse e un fardello del debito più leggero.
Non so quanti anni l’Italia potrà ancora resistere prima che i suoi dirigenti finalmente capiscano che questa è l’unica via possibile.”
 
(Fonte : telegraph.co.uk)

80 jihadisti italiani prigionieri in carceri siriane

24 set 2014 –

“Ci sono 4mila europei nelle prigioni siriane, provengono dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania. Dall’Italia sono circa 80 persone”. Lo ha detto il giornalista libanese Talal Khrais, corrispondete del quotidiano As-Safir da tre anni in Siria per seguire il conflitto, ospite della trasmissione 24 Mattino su Radio 24.
Secondo Khrais queste persone sono italiani convertiti all’Islam oppure cittadini stranieri “in particolare dei Paesi del Maghreb”. Khrais ha poi spiegato che “i siriani non vogliono rivelare a nessun servizio di sicurezza” la presenza di questi prigionieri europei “perche’ loro giocano questa carta per ripristinare i rapporti diplomatici; dicono ‘quando ripristinerete i rapporti diplomatici con noi parleremo anche dei prigionieri’”.
http://www.imolaoggi.it/2014/09/24/80-jihadisti-italiani-prigionieri-in-carceri-siriane/

Maxi operazione Europol su immigrazione e droga, 1.027 arresti

mannaggia, e le risorse? Proprio adesso che prostituzione e droga saran computati nel Pil?
Europol razzista

mercoledì, 24, settembre, 2014

Oltre mille persone arrestate – tra cui 170 “facilitatori” dell’immigrazione clandestina, 90 trafficanti di esseri umani e 57 narcotrafficanti – e 599 kg di cocaina, 200 kg di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrate. È il risultato dell’operazione europea “Archimedes”, condotta dal 15 al 23 settembre dalle forze di polizia di 34 Paesi e coordinata dall’Europol.
L’operazione ha interessato circa 250 luoghi in tutta l’Unione Europea e alcune frontiere esterne. L’attività nel complesso ha registrato la partecipazione di oltre mille operatori delle agenzie di polizia dei 28 Stati membri e di Paesi terzi come l’Australia, la Colombia, la Norvegia, la Serbia, gli Stati Uniti d’America e la Svizzera; con il supporto di agenzie e organizzazioni internazionali (Eurojust, Frontex e Interpol) le azioni hanno interessato aeroporti, settori di frontiera terrestre, porti e città, consentendo l’arresto complessivamente di 1027 persone, il sequestro di ingenti quantità di sostanza stupefacente, l’individuazione di merci e medicinali contraffatti.
Come ha avuto modo di sottolineare il capo della polizia italiana Alessandro Pansa nel corso di una conferenza stampa in occasione della giornata di apertura dei lavori della Conferenza dei capi della Polizia europei (a L’Aia dal 24 al 25 settembre), i risultati dell’operazione “Archimedes” hanno confermato la validità di una strategia di contrasto alle reti criminali, attuata a livello europeo nell’ambito della piattaforma internazionale Empact, focalizzata sulla neutralizzazione delle più gravi forme di minaccia alla sicurezza interna degli Stati europei.
L’Italia ha contribuito in maniera sensibile ai risultati generali registrati dall’operazione “Archimede”.
In particolare nel settore del contrasto ai facilitatori dell’immigrazione irregolare, di cui l’Italia è paese “driver”, sono stati arrestati complessivamente 170 “facilitatori” dell’immigrazione clandestina e 90 trafficanti di esseri umani.

L’operazione – coordinata dalla Direzione centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che ha interessato contemporaneamente i porti di Trieste, Venezia, Ancona, Bari e Brindisi nonché i settori transfrontalieri di Trieste, Gorizia e Tarvisio – nell’ambito del contrasto alla contraffazione delle merci la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri (Nas), con il supporto delle Dogane, hanno effettuato nel porto di Napoli 44 controlli a containers, molti dei quali tuttora sottoposti a visita doganale.
Con riferimento al contrasto del narcotraffico complessivamente nei 28 paesi sono stati arrestate 57 persone, e sequestrati 599 kg di cocaina, 200 kg di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis. In Italia la Direzione centrale per i Servizi antidroga ha coordinato le operazioni antidroga, con l’ausilio di unità cinofile, all’aeroporto di Milano Malpensa e di Roma Fiumicino, sottoponendo a verifica passeggeri e bagagli relativi a 164 voli provenienti da località caraibiche.
Numerose sono state le informazioni scambiate dalle Forze di Polizia italiane d’iniziativa e su richiesta dei partners internazionali nel corso dell’operazione, che ha visto impegnato il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.
Come sottolineato dal capo della Polizia Pansa “sempre più si ripete, in ogni contesto, che le organizzazioni criminali assumono caratteristiche non riconducibili ad identità nazionali specifiche anzi, di contro, identificate da transnazionalità, dinamicità e flessibilità d’azione”. tmnews
http://www.imolaoggi.it/2014/09/24/maxi-operazione-europol-su-immigrazione-e-droga-1-027-arresti/

Putin all”Asia-Europe Meeting’ di Milano, imbarazzo dei leader UE

mercoledì, 24, settembre, 2014

Putin a Milano per un summit divide gli stati d’animo dell’Europa. Il presidente rappresenterà infatti la Russia al vertice ‘Asia-Europe Meeting’ (Asem) del 16 e 17 ottobre nel capoluogo lombardo, sostituendo – confermano fonti della presidenza italiana del Consiglio Ue – il premier Dmitrij Medvedev accreditato in un primo momento.
La presenza di Putin al summit, comunicata la scorsa settimana con una nota verbale, ha sorpreso molti fra governi e istituzioni dell’Unione europea, ancora in gelidi rapporti dopo il precipitare della crisi in Ucraina.
Ora le cancellerie europee si dividono fra l’imbarazzo di alcuni governi e l’ottimismo di altri, che sperano che il gesto di Putin possa portare alla riapertura di un dialogo costruttivo con la Russia. Fra questi la Germania, a cui sembra non dispiaccia la presenza del presidente russo al summit.
http://www.imolaoggi.it/2014/09/24/putin-allasia-europe-meeting-di-milano-imbarazzo-dei-leader-ue/

Riscaldamento globale? Truffa da un miliardo in Italia per finanziare i gruppi islamici

e fortuna che paghiamo pure un ente a Bruxelles per vigilare intanto pereguitano i piccoli per Iuc, tarsu, tasi e mille altre gabelle
Riscaldamento globale? Truffa da un miliardo in Italia per finanziare i gruppi islamici

mercoledì, 24, settembre, 2014

La Procura di Milano: 1.150 milioni di Iva rubati al Fisco. Gli 007: sono finiti ai fondamentalisti islamici per la jihad
 
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di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella per il Corriere
 
24 settembre – Cercavano Osama Bin Laden, trovarono solo un pugno di fatture. Ma per le forze alleate il blitz in un covo dei talebani al confine tra Afghanistan e Pakistan nel 2010 si è rivelato una miniera di informazioni che attraverso Europa, Medioriente e Hong Kong hanno portato sulle tracce di una colossale frode fiscale sui certificati ambientali servita a finanziare anche il terrorismo islamico. Le stesse orme seguite dalla Procura di Milano in un’indagine che, innescata dalla denuncia di una commercialista terrorizzata, con l’incriminazione di 38 indagati e il sequestro di 80 milioni di euro colpisce ora un’associazione criminale anglo-pakistana e una franco-israeliana che dal 2009 al 2012 hanno rubato all’Italia più di un miliardo di euro di Iva.
 
I documenti scoperti nel rifugio, non lontano dall’area dove il 2 maggio 2011 i Navy Seals americani hanno ucciso Bin Laden, conducevano ad Imran Yakub Ahmed, un pachistano di 40 anni con passaporto inglese residente a Preston (Gran Bretagna), amministratore della milanese “Sf Energy Trading spa”, sulla quale stavano indagando i pm Carlo Nocerino e Adriano Scudieri nel pool guidato dall’aggiunto Francesco Greco. I pm e la Guardia di Finanza si erano mossi dopo che a presentarsi in Procura era stata una commercialista di Milano spaventata dalla facilità con la quale guadagnava soldi a palate lavorando per alcune società intestate a prestanome cinesi e italiani, cartiere che facevano girare milioni di euro vendendo e acquistando migliaia di carbon credit .
 
Con l’accordo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (quello per combattere il riscaldamento globale), infatti, ad ogni Stato è assegnata una quota massima di produzione di CO2. Le aziende che producono meno gas-serra del tetto assegnato possono vendere il rimanente della quota alle imprese meno virtuose emettendo appunto carbon credit , certificati ambientali che possono essere negoziati bilateralmente o in un mercato telematico, scambi sotto la supervisione di autorità pubbliche nazionali quali in Italia il «Gestore dei Mercati Energetici», una spa che fa capo al Ministero dell’Economia.
 
Le due organizzazioni criminali operavano sia singolarmente che insieme. Acquistavano i certificati in Gran Bretagna, Francia, Olanda e Germania attraverso società fittizie con sede in Italia, vere e proprie «cartiere» che producevano solo fatture e che erano intestate o a prestanome quasi sempre cinesi o a persone estranee ma vittime di furti d’identità. Dopo aver acquistato senza pagare l’Iva, esclusa in questo tipo di transazioni intracomunitarie, le «cartiere» aggiungevano l’Iva al 20 per cento e vendevano i certificati ad altre società, anche queste fittizie, che facevano da intermediari con gli ignari acquirenti finali. Una volta incassata l’Iva, invece di versarla allo Stato italiano la «cartiera» chiudeva i battenti e spariva nel nulla, mentre i soldi, milioni e milioni di euro, venivano dirottati su conti correnti a Cipro e Hong Kong per finire a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lì le rogatorie avviate dai pm milanesi a caccia di Imran Yakum Ahmed sono cadute nel nulla, mentre i soldi sottratti all’Erario italiano sono stati riciclati in diamanti ed investimenti immobiliari. C’è stato anche qualcuno che non ha resistito e ha comprato due orologi da 50mila euro ciascuno in una prestigiosa gioielleria di Roma.
 
Ma l’aspetto più inquietante che emerge dalle carte dell’indagine milanese è che dietro le «imponenti operazioni di riciclaggio» legate alla frode fiscale potrebbe celarsi un canale di «finanziamento al terrorismo internazionale» di matrice islamica. A lanciare l’allarme sono stati i servizi segreti americani e inglesi che hanno esaminato la documentazione trovata tra le montagne tra Pakistan e Afghanistan e hanno segnalato tutto alla «Hm Revenue & Custom di Londra», una sorta di GdF inglese, il cui ufficio stampa, contattato dal Corriere della Sera , non ha fornito ulteriori dettagli perché non può «discutere di singoli casi per ragioni legali». Peraltro i pm milanesi non hanno prove dirette su questo profilo, né possono utilizzare le carte dell’intelligence .Questo meccanismo criminale è stato replicato per anni in centinaia di transazioni facendo impazzire le polizie di tutta Europa, fino a quando le due organizzazioni hanno trasferito gli affari in Italia dopo che altri Paesi dell’Ue erano corsi ai ripari con norme che avevano di fatto rotto il giocattolo. Un ginepraio in cui si sono mossi anche gli investigatori della «Bundeskriminalamt» tedesca, della «Service National de Douane Judiciare» francese, ma anche di Belgio e Liechtenstein, tutti coordinati da Europol e Eurojust. La conclusione è che i mercati energetici europei sono «fortemente manipolati e comunque viziati da un numero impressionate di transazioni commerciali effettuate al precipuo scopo di realizzare rilevanti frodi agli Erari». La preoccupazione è alta, tanto che le indagini sono state estese a livello internazionale acquisendo i dati in possesso del «Citl», l’ente di Bruxelles che monitora a livello europeo gli scambi dei permessi di emissione di CO2.
 
Le indagini della Procura milanese, chiuse in questi giorni in vista della richiesta di processo, solo per il primo filone hanno scoperto una frode da 660 milioni, di cui 80 sequestrati. Trentotto gli indagati di cui 11 ricercati, e un centinaio le perquisizioni eseguite in società e abitazioni. Un’inchiesta parallela, ancora in corso, sta già disvelando un’altra frode del tutto analoga che ha sottratto ai contribuenti italiani altri 450 milioni.

30enne italiana uccisa a coltellate, ricercato il compagno tunisino

martedì, 23, settembre, 2014

Omicidio a Palazzolo (BS): accoltellata Daniela Bani

coltello23  settembre – Omicidio lunedì pomeriggio verso le 13:00 a Palazzolo sull’Oglio. Il cadavere di Daniela Bani, una donna di 30 anni, è stato ritrovato in una pozza di sangue nel suo appartamento al terzo piano di un condominio in via Malogno. Ad uccidere la 30enne, diverse ferite da arma da taglio, probabilmente sferrate con un coltello dalla lama lunga più di 10 centimetri.
Le indagini dei carabinieri si stanno concentrando sul compagno della vittima, un tunisino di 37 anni, al momento irreperibile. Sembra che tra i due le liti fossero frequenti.
Il corpo, ormai privo di vita, è stato scoperto diverse ore dopo da un vicino di casa che, vedendo la porta socchiusa sul pianerottolo e non sentendo nessun rumore all’interno, è entrato pensando che si stesse consumando un furto. I due figli della donna, il primogenito di otto e la sorellina di cinque, si trovavano dalla nonna al momento dell’aggressione.
Si trova probabilmente in viaggio verso Tunisi, il marito della donna, al momento unico indiziato del barbaro omicidio.
I carabinieri sono comunque sulle sue tracce del 37enne. Diversi elementi fanno pensare a un piano accuratamente programmato, dato che l’uomo aveva già comprato un biglietto aereo e prelevato in banca una cospicua somma di denaro.
bresciatoday.it

Gelosia, romeno uccide la compagna per un sms “ma mi sbagliavo”

mercoledì, 24, settembre, 2014 

Era convinto che lei lo tradisse. E quando il suo cellulare è squillato per un sms, non ci ha visto più. Ha cominciato ad alzare la voce, a non sentire le parole della sua compagna, una quarantottenne di nazionalità romena. Poi, ha afferrato un coltellaccio da cucina e si è scagliato contro la sua compagna. Fino a lasciarla senza vita sul letto della loro casa di Canino, nel viterbese.

Ma l’uomo, un romeno di quarant’anni, si sbagliava. Ed è stato lui stesso ad ammetterlo ai carabinieri che lo hanno arrestato. Ha raccontato dei sospetti su quel connazionale che divideva la casa con lui e sulla compagna. E di quel messaggio che ha dato il là alla sua furia omicida. Una furia che si è placata solo dopo le coltellate, quando l’uomo – resosi conto di quello che aveva fatto – ha chiamato i carabinieri.
Per la sua compagna, però, era già troppo tardi: è morta alle ventitré di lunedì sera, sull’ambulanza che la portava in ospedale. Ora i carabinieri stanno cercando, con l’aiuto dell’Ambasciata romena, di contatta i parenti dei due per informarli su ciò che è successo.
www.today.it