Bevande energetiche tossiche, quindi nocive: la Russia prova a bloccarle.

La Russia intende mettere al bando le bevande energetiche. La versione aggiornata del relativo disegno di legge è già stata presentata alla Duma di Stato. Motivo della decisione: gli effetti nocivi sulla salute della nazione.

A consumare le bevande energetiche sono soprattutto i giovani. La pubblicità delle aziende che producono bevande gassate in barattoli dai colori vistosi promette energia, prontezza dei riflessi e una capacità lavorativa pressoché inesauribile. Che l’effetto stimolante sia poi dovuto a dosi micidiali di caffeina, teina e altre sostanze analoghe, questo la pubblicità non lo dice. Come del resto non dice che c’è il pericolo di assuefazione, prima psicologica e poi anche fisiologica. In questo caso risulta inutile persino il caffè forte. Attenzione! In questo caso stiamo parlando dell’effetto tonificante di bevande analcoliche. Quelle che contengono dell’etanolo, anche se in quantità minime, sono ancora più pericolose, mette in guardia il professor Konstantin Eller dell’Istituto di dietetica dell’Accademia delle scienze russa.

http://www.stampalibera.com/?a=27849

La notizia apparentemente pare essere una buona notizia, là (in Russia) almeno qualcuno pare preoccuparsi anche dei giovani). Ma occorre anche tenere presente che fino a quando ci sarà sempre un qualche “potere buono” che “vuole proteggerci”, non impareremo mai a difenderci da soli.
Che poi in molti casi l’unica e semplice difesa che abbiamo in molti casi a disposizione, è un semplice “NO”, negare il proprio consenso a qualsiasi cibo/bevanda “Tecnogena”, inventata dal sistema per tenerci deboli e dipendenti.

Già lo cantava il buonanima di De Andrè in “Nella Mia Ora Di Libertà”, cosa si rischia di “diventare” se non si riesce “più a capire che non ci sono poteri buoni”.
http://www.youtube.com/watch?v=5xQju-XozOk

Bevande energetiche tossiche, quindi nocive: la Russia prova a bloccarle.ultima modifica: 2014-09-18T21:28:08+02:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *