Da Lecce: Arresti 11 luglio

Graziano, Francesco e Lucio liberi!

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 11 luglio 2014, ore 6.00: la Violenza di Stato ha ancora una volta inflitto un duro colpo alle lotte contro la devastazione che la Tav Torino-Lione porta con sè. Intervenendo a Milano e a Lecce, la questura è entrata nelle case di tre compagni in lotta contro il Tav, per ordine dei pm torinesi Rinaudo e Padalino. I due magistrati sono gli stessi che, già da tempo, guidano la repressione che colpisce le lotte sociali, come dimostrato dagli sgomberi degli spazi occupati di Torino del 3 giugno e dagli arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò- risalenti allo scorso 9 dicembre-  in seguito al sabotaggio di un compressore nel cantiere dell’Alta Velocità.

Sono vent’anni che i valsusini e i compagni complici si impegnano – con ogni mezzo possibile- a contrastare un progetto voluto dagli interessi della classe industriale, appoggiata dalle politiche europee e difesa dal manganello dello Stato italiano.

Fuoriuscite di uranio e amianto, occupazione militare della valle, repressione violenta della polizia contro chi si ribella a tali ingiustizie: è questa la realtà della Val Susa. Ma l’eco della sua lotta, uscendo dai confini regionali, ci libera dal senso di impotenza verso i progetti di gigantismo del potere. Il conflitto No Tav, infatti, è il simbolo di una ribellione a 360 gradi, che mira a contrastare i dominatori, le menti che muovono le ruspe sventrando la valle: politici, militari, finanzieri, carcerieri e giornalisti.

Oggi sono stati arrestati dei nostri compagni con l’accusa di aver preso parte a quel sabotaggio. Indagini, arresti e fantasiosi teoremi accusatori sono stati usati per criminalizzare questi attacchi che mettono in crisi le “Grandi Opere” del potere.

La lotta al treno ad Alta Velocità non si chiude nei confini della Val di Susa: la ribellione è trasversale, si estende ovunque. Si manifesta anche attraverso le lotte che coinvolgono più direttamente il nostro territorio, come il gasdotto Tap e la strada 275. No Tav è un grido contro le nocività che il sistema produce, contro i disastri del progresso che ammorba in nome dello sviluppo. Esprimere solidarietà, con ogni libero gesto, da continuità alle lotte di chi viene isolato brutalmente con il carcere.

 Graziano, Lucio e Francesco liberi! LIBERI TUTTI!

Guerra al Terrorismo di Stato!

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….I PETI SOPRA SONO PER NOI….

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Il Padanaudo, nella mitologia francoprovenzale, è un mostro a due teste. Figlio di Ortro, già guardiano a difesa di mandrie di parassiti sociali quali politici e loro sgherri, si è reso responsabile in un passato recente della reclusione di quattro anarchici accusati dell’attacco al cantiere Tav di Chiomonte durante quella splendida nottata di maggio.
“Terroristi” – ha barrito il Padanaudo, ma la Corte di Cassazione lo ha preso per le lunghe
orecchie e gli ha fatto fare tre giri del PalaSpataro (ex-PalaCaselli) di Torino con il Codice Penale sotto l’ascella.
Come sono permalosi i Padanaaaaaudi…. e così il nostro, in un ultimo colpo di coda alla
vigilia di una nuova estate valsusina, ha impartito altri ordini alla sua servitù: popopopoffare, presto, andateli ad arrestare!
Dal Pala Spataro partono tanti incappucciati e si disperdono in Mediolanum e Sybar (Lécce
in salentino) alla ricerca di altri pericolosi terroristi, armi alla mano entrano nelle case di sei
anarchici e loro genitori e arrestano Francesco e Lucio a Milano, Graziano a Lecce. Le
accuse sono analoghe a quelle che il Padanaudo ha pensato (oh-oh-oh-adesso i Padanaudi
pensano…) di affibbiare a Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, in carcere già da più di 7 mesi
con la rispettabile accusa di aver osato tentare di bloccare il devastante cantiere Tav in Val
Susa.
Secondo l’edictum vomitato dal Padanaudo, stando ai suoi fedeli banditori, i nostri compagni sono accusati di “danneggiamento, incendio, violenza a pubblico ufficiale, dotazione e fabbricazione di ordigni esplosivi o da guerra”.
Rispondere a quest’ennesimo tentativo di terrorizzare Giacu, lo spirito NoTav, è un
imperativo che dovrebbe coinvolgere ognuno che ha in cuor suo, almeno, il blocco totale
della devastazione e del saccheggio di un’intera vallata, e di tutti/e coloro che hanno
nell’insorgenza una pratica di lotta al di fuori e contro le istituzioni.
1000 modi, un solo orizzonte!
….I PETI SOPRA SONO PER VOI….
Mediolanum, undicigiornidiluglioduemilaquattordici                                           

ALLE ORE 19:00, A PORTA RUDIAE, PRESIDIO “NO TAV” IN SOLIDARIETÀ A GRAZIANO, FRANCESCO E LUCIO

Da Lecce: Arresti 11 luglioultima modifica: 2014-07-13T18:30:33+02:00da davi-luciano
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