‘ndrangheTav. La novità del malaffare

Agli arresti venti persone. Dopo l’operazione Minotauro e la visita di Rosy Bindi, scandalizzata per la vastità delle infiltrazioni mafiose negli affari piemontesi, si scopre che nel cantiere dell’alta velocità l’andrangheta ha i suoi proventi. Una novità raccontata dal movimento No Tav da anni.

di Leonardo Capella

“Noi qui a Torino possiamo affermare con orgoglio che le grandi opere si possono fare senza tangenti” questa l’affermazione di Sergio Chiamparino non più tardi del 30 giugno all’Unione Industriali.

Questo mantra sembra recitato con la finalità di imbonire i cittadini e convincerli che le misure di contrasto adottate siano sufficienti a escludere le infiltrazioni mafiose nei grandi appalti come la Torino-Lione.

Ma altre autorevoli fonti mostrano una maggior cautela e preoccupazione, proprio perché l’equazione malaffare – tangenti – infiltrazioni mafiose in Piemonte non è una novità, come ben dimostrato dalla recente operazione San Michele.
Già il 26 giugno 2014 a Torino Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, presentando il rapporto sulla mafia al Nord dichiarò che “La presenza della mafia al Nord, sia nei grandi centri che nei piccoli comuni, è impressionante.”
Anche le operazioni Minotauro e Colpo di Coda avevano fatto emergere una rete particolarmente estesa e capillare della malavita organizzata, come riportato dalla relazione 2013 della DNA (Direzione Nazionale Antimafia). Anche la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) si è occupata del territorio Piemontese e nella relazione del 1° semestre 2013 scrive che nell’azione di controllo delle infiltrazioni mafiose nelle opere pubbliche, il 16 aprile 2014 eseguì un “accesso” al cantiere TAV di Chiomonte controllando 54 persone fisiche, 6 imprese e 26 mezzi.
Con la medesima preoccupazione, ovvero evitare infiltrazioni mafiose, ricordiamo l’istituzione del GITAV (Gruppo Interforze Tratta Alta Velocità) nel giugno del 2011.
Fenomeno ben conosciuto e temuto quindi, quello delle infiltrazioni mafiose nelle grandi opere.
Fra le tante voci anche quelle del Movimento No TAV, che da anni denuncia come proprio le grandi opere, quali la Torino-Lione, siano oggetto di interesse per il malaffare e le mafie. La cronaca odierna avvalora queste preoccupazioni.
Il 1 luglio l’operazione San Michele, dopo un’indagine durata tre anni, porta all’arresto da parte del ROS dei Carabinieri di venti persone legate all’andranghetista Greco. Fra le persone coinvolte nell’operazione troviamo Giovanni T. nome legato alla Toro srl e Ferdinando L. nome legato all’Italcoge. Proprio la Toro srl si era aggiudicata la bitumatura della viabilità interna al cantiere (Ods n R-02 – richiesta delle Forze dell’Ordine).
Ma ricordiamo anche come nel 2013 a un azienda operante nel cantiere di Chiomonte, la Pato Perforazioni di Rovigo, viene intimato la sospensione dei lavori e l’allontanamento dal cantiere perché non in possesso del certificato antimafia, documento indispensabile nei lavori pubblici (cfr. TG Vallesusa).
Tutti questi episodi indicano in modo inequivocabile come non si sia ancora trovato un metodo efficace contro le infiltrazioni malavitose e che i controlli e le risorse impiegate sono nettamente insufficienti. L’impressione è che gli arresti arrivino sempre a infiltrazione avvenuta e che quantitativamente rappresentino solo la punta dell’iceberg.

Merita di essere ripresa in questo contesto un’interessante dichiarazione rilasciata il 1 luglio al quotidiano Repubblica da Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in relazione all’Operazione San Michele.
“Anche alla luce dei fatti odierni occorre inoltre far luce sugli attentati ad alcune ditte impegnate nella realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione avvenuti nei mesi scorsi. Atti gravi – conclude Dovana – mai rivendicati da nessun soggetto e in alcuni casi utilizzati strumentalmente da qualcuno per screditare il movimento No Tav; ci auguriamo che quest’inchiesta sia l’occasione per porre luce sulle tante ombre che aleggiano in Val Susa”.

L.C. 02.07.2014

‘ndrangheTav. La novità del malaffareultima modifica: 2014-07-04T22:03:54+02:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo