La legge del 5 gennaio del 1994 che autorizza la modifica del ciclo dell’acqua

Il tempo non esiste o se esiste, corre all’impazzata e non aspetta mai. La gente, oggi, ne ha meno che soldi, il che è tutto dire.
Oggi quindi, vorrei scrivere un breve articolo per gli ECO-ATTIVISTI che denunciano la GEOINGEGNERIA CLANDESTINA, così che possano LIQUIDARE VELOCEMENTE i dubbi che circolano riguardo a piani governativi, più o meno dichiarati, inerenti AL CONTROLLO DEL PANORAMA CLIMATICO ED IDRICO INTERNAZIONALE.

( Vedi BLUE GOLD e dintorni )

Questa volta sarò breve altrimenti che risparmio di tempo sarebbe !?

Istruzioni d’uso: Mostrare senza indugio il contenuto di questo articolo, sopratutto quando si ha fretta di zittire il solito troll sfigato o per gli amici che ancora tentennano ( a quelli che proprio non ce la fanno dite loro che stavate solo scherzando ). Lato nostro, non abbiano più tempo per stare dietro alle prime elementari, non è colpa nostra se c’è chi fa tagli all’istruzione.. 🙂

Per quelli del primo corso: Ragazzi, le lezioni sono su Internet. infoArmatevi.. o chiedete.
Ecco questo è un testo prelevato direttamente dal sito del Senato Italiano, dove si parla chiaramente di controllo climatico.

Si tratta di qualche domandina fatta nel 2002:

“Atto n. 3-00452
Pubblicato il 14 maggio 2002
Seduta n. 170 BONATESTA, BONGIORNO, PACE.
Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio, delle politiche agricole e forestali e delle infrastrutture e dei trasporti.”

dove si chiede:

Atto n. 3-00452
“che tale Comitato, come detto in un comunicato del 3 maggio 2002, avvierà, tra l’altro, «un serio programma di attivazione della pioggia»;
che esistono in Italia esperienze in materia di stimolazione artificiale della pioggia dovute alla Tecnagro (Associazione per le innovazioni tecnologiche, l’agricoltura e l’ambiente) con il suo «progetto pioggia» quasi ventennale. Questa tecnologia, della quale Israele è maestro, era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine conoscitiva del Senato della Repubblica sull’acqua; era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite affidato alla Tecnagro e svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994; era chiaramente indicata nella fondamentale legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36), realizzata in pratica con due centri fissi ed uno mobile della Tecnagro per la stimolazione della pioggia (Puglia, Sicilia e Sardegna) con piccoli aerei attrezzati e tecnici capaci;
che questo è il primo ed unico sforzo organico e continuativo, che si è avvalso in pieno della collaborazione degli israeliani, avviato nel 1984 dalla Tecnagro la quale, impegnata a fondo nella ricerca di soluzioni alla problematica dell’acqua per l’agricoltura del Mezzogiorno, da allora ha studiato, sperimentato ed attuato in varie regioni meridionali il ricordato «progetto pioggia»;
che si tratta in sostanza di un progetto volto a trasferire le tecnologie israeliane di stimolazione della pioggia nel Sud dell’Italia, adattandole e mettendole a punto in relazione alle situazioni del paese, nato per l’impulso iniziale della regione Puglia, esteso poi alla Sicilia, Sardegna e Basilicata, divenuto di interesse nazionale e pertanto cofinanziato dal Ministero;
che il progetto è divenuto gradualmente una delle più importanti iniziative a livello mondiale e purtroppo si è bloccato in Italia a causa di azioni motivate da interessi particolari o da colpevole trascuratezza, togliendo al Paese la possibilità di avvalersi su vasta scala di quanto messo a punto e quindi di disporre di grandi quantità di precipitazioni in più nel Mezzogiorno;
che l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) seguiva fin dall’inizio il progetto con grande interesse, perché era il primo caso (ad oggi l’unico) di applicazione organica della tecnologia israeliana – che l’OMM valutava essere la migliore – al di fuori dell’ambiente, in fondo limitato, di Israele;
che l’anno 1995 costituiva però un vero «spartiacque» per il progetto pioggia italiano che veniva bloccato dai politici, togliendogli ogni possibilità di farlo diventare una normale attività operativa almeno nel Mezzogiorno d’Italia e quindi di fornire in questi anni qualche miliardo di metri cubi di pioggia in più;
che la Tecnagro – a sue spese – continuava in Italia nell’attività di analisi e ricerche sui dati, nella manutenzione dei centri radar, nella sequenza ininterrotta di incontri e nell’organizzazione di convegni con appelli rivolti in particolare ai politici di turno a livello nazionale «con l’incredibile disinteresse», come denunciato in un volume di documentazione dal Presidente della Tecnagro Massimo Bartolelli, «del Ministero dell’ambiente e l’ostilità degli ultimi 4-5 Ministri dell’agricoltura»,”
La risposta la potete sentire ancora oggi ricadere nell’aria, se volete sentirla respirate a polmoni pieni. ( Fare sport non è mai stato così … pericoloso. )

Nell’interrogazione viene citata una legge, quindi queste modificazioni e conseguenti irrorazioni, sono addirittura a norma di legge ?
Legge passata al vaglio nel totale silenzio e senza che nessuno ne sapesse nulla.
Passata quando ?
Dove erano gli Italiani in quel momento ?
Distrazioni di massa ?
Menefreghismo ?
Inerzia ?
Ineffabile mistero.

Cosa faranno adesso, mentre molti sono lì, davanti alla TV a vedere la partita
EURO VS POUND ?

Meglio controllare che non firmino nulla al primo GOl 🙂

Concludo mostrandovi la legge citata nell’interrogazione, che a mio avviso si giocheranno quando la cosa sarà davvero di dominio pubblico.

Legge Galli del 1994 – n. 36 ( Art. 2 punto 2 )
Scusate ma detto tra noi, TUTTI quelli che hanno SEMPRE NEGATO l’esistenza di pratiche legate all’irrorazione di sostanze chimiche e batteri, al fine di modificare il clima o stimolare precipitazioni e/o siccità, NON LO SAPEVANO ?

Ecco allora un consiglio a “Paolino il mago dei polli allo spiedo”.. che gli credono
( detto anche P. ActivixXximo )

INFORMATI prima di spararle così grosse, come solo tu sai fare.

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1994-01-05;36@originale

2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e’ adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell’acqua.

http://sphaeralux.blogspot.it/2014/06/avvelenamento-globale-norma-di-legge-la.html#more

La legge del 5 gennaio del 1994 che autorizza la modifica del ciclo dell’acquaultima modifica: 2014-06-18T12:34:02+02:00da davi-luciano
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