Plano a Susa, sarà No Tav

Prima dichiarazione: “Non sarò il sindaco di tutti, sarebbe ipocrita prometterlo, e con le nostre scelte non accontenteremo tutti. Ma queste sono le regole della democrazia”.

di Valsusa Report
blocco susa
Susa, 11 giugno, sera.  Investitura di Plano. L’ex-sindaca Gemma Amprino ricorda i proiettili inviatele e pensa ai soli otto voti che l’hanno fatta perdere. Non lo pensa solo lei. Da Torino arrivano i soccorsi del nuovo Governatore della Regione, Sergio Chiamparino: “Cercherò di essere anche il presidente dei No Tav”. E lancia la proposta del taglio delle accise sui carburanti per rilanciare l’economia della Valle di Susa.

Stride un po’ con le ormai note dichiarazioni del dialogo istituzionale, sempre sbandierato: “Sono pronto a dialogare, ma sulla Torino-Lione si va avanti”. “Insomma siamo alle solite” rispondono i No Tav.

Intanto, Plano ha giurato, e dopo Avigliana determina la seconda città No Tav. Lontano dagli ultimi cinque anni, che davano Susa con Chiomonte come “la pluralità dei favorevoli all’opera” sbandierato da tutti i visitatori del cantiere geognostico, appunto propedeutico alla definizione di fattibilità dell’opera.

Opera non ancora né decisa, né verificata nella sua utilità, ad alta o normale velocità che sia, come riportato dall’Europa in un documento esibito nel Maxiprocesso ai 53 No Tav. Dai legali della difesa: “Non c’era urgenza di sgombero della Maddalena. In un documento del 2010 si legge che l’Europa non la chiedeva, ma chiede invece di saturare la linea vecchia”, che effettivamente viene definita satura solo sui grafici dell’osservatorio di Virano.

plano

Plano da primo cittadino esordisce sui punti chiave, la contrarietà all’opera e la promessa di agire contro il Tav assieme agli altri sindaci: “Da anni in Valle sono state costruite opere pubbliche di ogni tipo: dighe, autostrade, tunnel, centrali, acquedotto di valle. Eppure siamo poveri come la Valle di Lanzo e la Val Chisone. Questo significa che il modello di sviluppo delle grandi opere non funziona. Bisogna puntare su altro: servizi, commercio e turismo. Sulle famose compensazioni della Tav – gli otto milioni stanziati per Susa sono pure pochi -, che in realtà non compenseranno le persone che avranno danni dall’opera.

Sandro Plano ha portato la bandiera No Tav al Comune. Non ci sono stati problemi di ordine pubblico, come dice un oppositore: “Forse era lo specchietto per le allodole dei tavvisti, dicevano che vivevano assediati da mandrie barbariche No Tav, probabilmente erano i votanti del nuovo sindaco!!”

plano susa

Insomma una sala gremita e una contentezza che forse ridarà pace alla città, che appunto, “non vedrà il suo ospedale aperto perché considerato compensazione, ma perché un diritto del cittadino, anche se oppositore chiassoso”, con queste parole chiudono alcuni No Tav segusini.

(V.R. 12-06-14)

Plano a Susa, sarà No Tavultima modifica: 2014-06-12T22:35:34+02:00da davi-luciano
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