Tav, Erri De Luca rinviato a giudizio per le frasi sul sabotaggio

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I legali dello scrittore: «Pensavamo non dovesse essere processato». L’imputato: «Censurano la libertà di parola». A gennaio il via al procedimento

di Redazione Online

Erri De Luca (Fotogramma)Erri De Luca (Fotogramma)
Lo scrittore Erri De Luca è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate a Radiorai e ad altre testate lo scorso settembre in cui affermava che «la Tav va sabotata». Lo ha deciso il gup di Torino Roberto Ruscello all’udienza preliminare, ritenendo valida la tesi del pm Andrea Padalino che ha sottolineato come con quelle frasi l’intellettuale volesse «condizionare l’agire di altri». Il processo inizierà il 28 gennaio 2015.
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L’accusa è sostenuta dai pm torinesi Padalino e Antonio Rinaudo. «Pensavamo non dovesse essere processato – ha commentato uno degli avvocati dello scrittore, Gian Luca Vitale – ora cercheremo di dimostrare che non deve essere condannato. Le parole di un intellettuale non possono costituire reato, dimostreremo che questa non si chiama istigazione a delinquere. Di casi del genere ce ne sono centinaia, basta leggere i giornali. Ma qui si tratta di Tav, guarda caso, e siamo a Torino». Alberto Mittone, legale della società Lyon-Turin ferroviaire (Ltf) costituitasi parte civile dopo la denuncia, si dice invece «soddisfatto. È una questione di principio, che sconfigge il fatto che si tratti di un reato di opinione non punibile».

 De Luca: «Censurano penalmente la libertà di parola»

Lo scrittore si è invece espresso tramite Facebook: «Mi processeranno a gennaio. Mi metteranno sul banco degli imputati e ci saprò stare. Vogliono censurare penalmente la libertà di parola. Processane uno per scoraggiarne cento: questa tecnica che si applica a me vuole ammutolire.È un silenziatore e va disarmato».

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Rc: «È criminalizzazione del dissenso»

«La Tav va sabotata. Le cesoie sono utili perché servono a tagliare le reti», erano state le esatte parole contestate allo scrittore dai pm. Numerosi gli appelli a favore di De Luca, tra i quali quello firmato da intellettuali come Fiorella Mannoia, Luca Mercalli e il padre comboniano Alex Zanotelli. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, dopo aver espresso la sua solidarietà ha sottolineato: «Continua e si inasprisce sempre di più la criminalizzazione del dissenso, dunque tutti quelli che non appoggiano la Tav finiscono “menati” o denunciati».

 Il purista e l’imperfetto

La tesi di Padalino si basa sul fatto che De Luca «diceva che quelle cesoie servivano – spiega Rinaudo – È un purista della lingua e sa bene usare l’imperfetto. Si riferiva a un’azione passata mentre alcuni antagonisti stavano per andare a tagliare le reti. Lui dice che quell’azione deve continuare, è questo il senso di quell’imperfetto».

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9 giugno 2014 | 12:37
Tav, Erri De Luca rinviato a giudizio per le frasi sul sabotaggioultima modifica: 2014-06-10T15:04:17+02:00da davi-luciano
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