Buongiorno Merde

27 maggio 2014Di Marco Tizzi

democracy 7e2cc6 2663859 358×300 Buongiorno MerdeBuongiorno merde, come va? Sì, dico a voi. A voi politici e a tutta la pletora di parassiti scrocconi che vi portate in giro con la lingua infilata su per il vostro ignobile culo. A voi che siete convinti di possedere il potere miracoloso di decidere come dobbiamo vivere la nostra vita. Come va questa mattina?
Siete sicuramente lì a ragionare sui numeri che sono usciti dalle urne in quel ridicolo spettacolo che sono le elezioni, in particolare queste per eleggere un parlamento europeo che non conta un cazzo, come sempre accade nei sistemi totalitaristi.
Del resto voi e i vostri amici non dovete preoccuparvi di lavorare. Potete passare tutto il tempo che volete a praticare l’onanismo mentale sul Nulla e i suoi dintorni.

E allora se siete grillini vi sarete svegliati interrogandovi come mai proprio voi, voi gli onesti, voi i nuovi, voi che avevate promesso tanti soldi a tutti e il sorgere del sol dell’avvenire, siete stati così clamorosamente puniti alle urne, tanto da perdere tre milioni di voti rispetto a solo un anno fa. Vi do una chiave segretissima e originalissima di lettura: in Italia gli “eredi di Berlinguer”, altrimenti detti più serenamente comunisti, sono al massimo 10 milioni di persone. Se si devono dividere in tre partiti, finisce che vanno in maggioranza con quello che da loro più certezze: il PD di certezze, sotto forma di prebende, mazzette e appalti, ne da tantissime.
Quello è il succo del comunismo, siete solo voi che ancora non l’avete capito. Come dicevano gli armeni nel film Vodka Lemon, descrivendo l’URSS “loro facevano finta di occuparsi di noi, noi facevamo di finta di lavorare per loro”.

Se invece siete amici dello Zio Silvio, allora sarete lì a lamentarvi del fatto che la cattivissima magistratura vi ha tolto il cavallo vincente. Avete ragione, la magistratura italiana è pessima, scandalosa anzi, Clini arrestato il giorno dopo le elezioni lo dimostra, ma non sono certo loro che vi hanno tolto voti alle urne. Anzi, il leader col bavaglio può anche aver arginato la disfatta, per compassione. Anche qui vi do una lettura molto originale e segretissima: se hai un leader da sempre dichiaratamente socialista, che però promette per vent’anni la rivoluzione liberale e fa sempre l’esatto opposto, allora la tua credibilità crolla al nulla cosmico.
Il vostro Tremonti, giusto due giorni fa, dichiarava per radio “ci vogliono meno tasse e meno regole”. Bravo, ragioniere, e per quale cazzo di motivo non l’avete mai fatto?

Oppure fate parte di questa razza nuova, i Renziani, adepti dell’incrocio magico tra Fanfani e Berlinguer, ma col volto di Mr. Bean e le parole del Conte Mascetti.
Allora state festeggiando.
Perché pensate di aver trovato finalmente l’uovo di Colombo per conquistare quell’elettorato che da sessant’anni il “vostro” partito insegue senza mai raggiungere a pieno, pur governando più di ogni altro negli ultimi 20 anni di disastro economico e di massacro delle libertà individuali: basta sparare cazzate più grosse degli altri e via di champagnino.

A tutti voi, ma soprattutto a questi ultimi, mi rivolgo: fateli bene i conti.
In Italia, il Paese che continua da un quarto di secolo a far sparire partiti che nemmeno un illusionista, il 42% degli aventi diritto, tra i quali il sottoscritto, non hanno ritenuto necessario sprecare il loro preziosissimo tempo per partecipare a questa gigantesca buffonata, la disfida tra voi ridicoli cazzari.
Certo, ancora non si sono raggiunte le maggioranze assolute di altri Paesi più civili (anche se non usano tovaglia e bidet) come la Germania (52%), l’Olanda (63%), il Regno Unito (64%) e la Polonia (77%), ma comunque l’onda si sta alzando. E attenti, non è un’ondina che sciacqua i piedi. È uno tsunami, questo sì, non quello comunista del coglione che ha promesso che sarebbe sparito se avesse perso e adesso invece si accontenta di prendere una pillolina delle sue odiatissime multinazionali del farmaco.
È uno tsunami di gente che lavora e produce reddito, di gente che vi mantiene, che vi aspetta al varco con le braccia conserte.

Potete fare finta che non esistiamo e continuare a farvi i cazzi vostri come avete sempre fatto. Ma non lamentatevi se poi ce ne andremo, se decideremo che l’unico voto possibile si fa coi piedi. Come farete poi a mantenere i vostri adorati parassiti se non ci saremo più noi a pagarli? E se quelli che resteranno le tasse si rifiuteranno di pagarle? Se non riconosceranno il vostro potere? Pensateci bene.
Non potete arrestare venti milioni di persone.

Potete invece cominciare a fare come fanno i vostri colleghi dei Paesi politicamente più civili di cui sopra, che sempre merde sono, ma che sanno che con un elettorato “liquido” può arrivare un qualcuno dal nulla, un Nigel Farage qualsiasi, a spazzarli via. Quindi cercano comunque in qualche modo di tenere buona quella maggioranza silenziosa che non spreca il proprio tempo a votare.
In fondo in Italia ha vinto uno che ha fatto finta di tagliare 80 euro di tasse al mese. Se arriva qualcuno con una proposta seria e convincente per tagliarne 500 davvero, voi non avete alcuna speranza.
E i vostri sondaggi, se non l’avete ancora capito, non vi avviseranno in tempo.

Pensateci bene, brutte merde. Provate ad infilare nel vostro onanismo mentale anche questa idea.
Nel caso vi resti spazio, lì dentro.
“Votare significa cedere la propria libertà in cambio dell’illusione di poter influire sul processo decisionale”.
(Frank Karsten)

“Le Costituzioni ‘libere’ più rispettate sono quelle dei paesi nei quali elevato è il numero dei cittadini che disertano le urne, perché convinti che la sfera del ‘privato’ – da cui dipendono i loro interessi individuali – è intangibile dalle iniziative del potere”.
(Gianfranco Miglio)

“Se quel che si ha in mente è cambiare la società, ridimensionare l’invadenza dello Stato, affermare una visione autenticamente liberale, be’, non è il Parlamento il luogo migliore per la battaglia”.
(Alberto Mingardi)

“Dovremmo proprio smetterla di guardare ai politici per sperare nella ripresa: il cammino verso la prosperità va invece trovato nel ridimensionamento, e non di poco, dello Stato: abolendo tasse e regolamentazioni; eliminando la spesa pubblica, i privilegi corporativi e tutte le altre barriere volte ad ostacolare la cooperazione sociale.”
(Sheldon Richman)

Aforismi tratti da “Il Micropensiero Libertario” di Leonardo Facco, che andrebbe letto se non altro per provare qualcosa di nuovo.
http://www.rischiocalcolato.it/2014/05/buongiorno-merde.html?utm_source=pulsenews&utm_medium=referral&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FHAzvd+%28Rischio+Calcolato%29

Buongiorno Merdeultima modifica: 2014-05-28T09:18:52+02:00da davi-luciano
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