La Francia non ha i soldi per la Torino-Lione? Notizia italiana. In Francia nessuno ne parla

Il «Sole24Ore» riporta le inquietudini di Transalpine sulla mancanza di fondi francesi per la realizzazione dell’accesso francese. Interesse nazionale in Italia, ma in nessun quotidiano francese compare la notizia.

 François Lépine
di Massimo Bonato

Pasquale Cafiero scrive ieri sul blog di Beppe Grillo “I francesi sono così interessati alla tratta Tav Torino-Lione che manco i soldi hanno stanziato”. È tra i primi a commentare l’articolo uscito sul «Sole24Ore» che riporta le preoccupazioni di François Lépine. Vicepresidente di Transalpine, inquieto sul reperimento di fondi necessari alla Francia per portarsi in pari all’Italia e insieme accedere al tanto bramato 40% di copertura Ue per il tunnel transalpino.

Ma nella notizia, a noi sembra che la notizia sia un’altra, e l’ironia di Pasquale Cafiero va ben oltre alla semplice boutade.

In Francia, della notizia, non c’è traccia. La Francia non ha ancora trovato i fondi per il tanto agognato Tunnel ma per i francesi non è affatto una notizia. La notizia è del tutto italiana.

Che il «Sole24Ore» raccolga le istanze di François Lépine è del tutto lecito; che tragga le sue rimostranze dal sito di Transalpine non indica altro che attenzione giornalistica, e il pubblico italiano non può che esserne grato. Ma sorge spontanea la curiosità: perché Transalpine e non «Le Monde»? «Le Figaro»? «Le Parisien»? «Liberation»? «L’Humanité»? «La Tribune»? «La Croix»? Se è una questione economica di tale rilievo da occupare tempo di giornalista e lettori tra le colonne di un quotidiano come il «Sole24Ore», sicuramente «Les Echos» ne avrà parlato, persino prima e più diffusamente. Ma niente.

In Francia l’unico a preoccuparsi dei fondi che alla Francia mancano per il tunnel della  Lyon-Turin (o Torino-Lione che dir si voglia) pare proprio François Lépine, a scriverne soltanto il sito di Transalpine.

Ora, è evidente che il 68% di francesi di cui Transalpine  vanta interesse e favore per l’affaire Torino-Lione (senza riportare la fonte di tale dato peraltro) non sa nulla delle ragioni che tolgono il sonno a Lépine.

Dunque in Francia nessuno parla della cosa, nessuno ne sa niente.

In Italia le risposte però non si fanno attendere, e subito Mario Virano – commissario di governo per la Torino-Lione e presidente italiano della Cig – placa le preoccupazioni francesi (francesi?) dichiarando allo stesso «Sole24Ore» («la Repubblica»)  che una soluzione dovrebbe provenire dalla Bei (Banca europea per gli investimenti), spiegando le ragioni delle preoccupazioni, i tagli che la Francia deve attuare per rientrare nei parametri di Maastricht, concludendo che “sulla Torino-Lione c’è un impegno diretto da parte di Hollande. Ed è questo che conta”. In Italia quindi, politica ed economia francese, quando si tratta di Torino-Lione interessano, e interessano parecchio. In Francia no.

Del resto è vero, la gestione economica del Paese è molto diversa: in Italia i finanziamenti vengono raffazzonati da tagli imposti e previsti, le leggi che dovrebbero normare l’una cosa vengono commiste ad altre, distanti nei temi e nei contenuti. La Francia è più affine alla Svizzera in questo: a necessità di fondi risponde con una tassa particolare.

Ed era tassa di cui Fraçois Lépine lamentava la sospensione in gennaio dalle colonne de «Le Parisien» al quale spiegava le ragioni della sua inquietudine: “La partecipazione dell’Unione europea è subordinata alla capacità di entrambi gli Stati di finanziare questo tunnel. Francia e Italia hanno pochi mesi dopo la fine del 2014 per fornire elementi del loro piano di finanziamento. In caso contrario, Bruxelles cambierà le sue priorità e questo tunnel nascerebbe morto. Oggi c’è un’urgenza. Francia e Italia sono in un imbuto. Non hanno spazio fiscale. Un dispositivo come ad esempio la tassa ambientale non può essere attuato, almeno nel breve termine. I due stati sono condannati alla fantasia finanziaria”. Gennaio. Gli articoli che sui quotidiani francesi trattano della Torino-Lione arrivano al massimo a metà marzo e trattano di cronaca, non di economia.

Intanto anche la eco-taxe di cui parla Lépine è stata sospesa.

Intanto gli oppositori crescono, domandandosi come quel 68% di interessati alla Torino-Lione vantato da Transalpine possa poi tradursi nell’8% dei viaggiatori totali, reali utilizzatori delle linee ad alta velocità. Si chiedono come si possa credere al trasferimento delle merci su rotaia, quando proprio il ministro dei Trasporti francese è orientato alla stessa politica italiana che vuole il raddoppiamento del Frejus autostradale. Ma si interrogano anche su dati ormai comprovati, ripercorrendo tratte, costi, rendimenti; come quelli che descrivono la linea che da Bordeaux porta in Spagna, costata 32 milioni di euro a chilometro, per 26.428 passeggeri a chilometro/anno, ovvero il costo più alto mai sostenuto in Francia per il più basso rendimento ottenuto.

Il 12 marzo scorso poi la France Nature Environnement (FNE) e la Fédération Rhône-Alpes de protection de la nature ( FRAPNA ) hanno presentato un ricorso contro la dichiarazione di pubblica utilità (DUP), firmato lo scorso agosto che consentiva la realizzazione di via di accesso al tunnel franco-italiano del collegamento ferroviario Torino-Lione (actu-environnement) .

Tirando le somme: che sia François Lépine a preoccuparsi per i fondi non stupisce. Stupisce ancor meno che la sua inquietudine trapeli dalle pagine di Transalpine. Del resto François Lépine è vicepresidente di Transalpine ed è stato presidente di Ltf, e Transalpine, omologo francese della Transpadana italiana, raccoglie gli attori economici e politici coinvolti nell’opera, non opinion makers o variegata svogliata pubblica opinione: attori che hanno lì i loro capitali, attori interessati a che l’opera proceda, e pure velocemente. Attorno però, il deserto mediatico.

Potrà sempre l’Italia prestare i soldi alla Francia, magari. Ma magari, anche, far sapere ai francesi che cosa accade a casa loro, perché a ben vedere, Lépine interessa più agli italiani che ai suoi compatrioti.

M.B. 20.04.14

La Francia non ha i soldi per la Torino-Lione? Notizia italiana. In Francia nessuno ne parlaultima modifica: 2014-04-20T22:14:38+02:00da davi-luciano
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