Laura difende la scorta alla figlia: “Non è un privilegio, è una prigione”

peccato che le altre donne che ogni giorno finiscono stuprate non possono farne richiesta.

domenica, 13, aprile, 2014
Laura Boldrini non ci sta ad essere messa sotto accusa per gli agenti che seguono a vista la figlia. La scorta, per lei, non è un privilegio. Anzi, è una prigione. In una intervista a Repubblica si dice offesa delle tante polemiche che ha suscitato la notizia di un casting per la scelta delle guardie del corpo rivelato dall’Espresso.
scorta
“Questa polemica è offensiva”, tuona, “non si sa se più per la polizia o per me e la mia famiglia. Non è un privilegio avere la scorta, è un enorme sacrificio e una fortissima limitazione della libertà, farci dell’ironia sopra è inaccettabile. L’esigenza nasce da una serie di messaggi agghiaccianti, dall’acido in faccia ad esplicite minacce di morte”.
E sui poliziotti carini, giustificati dall’Espresso per non dare troppo nell’occhio, risponde piccata: “Ma come può venire in mente una cosa del genere? È un chiaro tentativo di delegittimare la mia persona e il rischio stesso. È una polemica montata ad arte che mette ancora di più in pericolo me e la mia famiglia”. E infine lo sfogo: “Dopo un anno di vita sotto scorta posso dire che mi sento in libertà vigilata. Altro che privilegio”.

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Laura difende la scorta alla figlia: “Non è un privilegio, è una prigione”ultima modifica: 2014-04-13T22:30:19+02:00da davi-luciano
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