Consumi: serviranno 33 anni per tornare ai livelli pre-crisi

ma se il sogno europeo ci ha resi tutti ricchi e benestanti tanto da poter garantire una vita dignitosa come prescritto in costituzione a chiunque approdi qui?
Dal 2007 le spese sono calate di oltre 80 miliardi. A febbraio l’indicatore di Confcommercio resta piatto su gennaio e cala dello 0,7 per cento annuo. I tagli più consistenti per alberghi e ristoranti, in controtendenza le spese per le comunicazioni
Crolla il prezzo delle case: -5,6% rispetto al 2012
MILANO – Dal 2007 a oggi i consumi sono calati di oltre 80 miliardi di euro. E’ la stima fornita dall’indicatore Confcommercio, secondo cui ci vorranno fino a 33 anni per tornare ai livelli pre-crisi. “Le perdite subite dal mercato dei beni durevoli – sottolinea Confcommercio – sono state tali che, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno dodici anni per riprendere i livelli del 2007 mentre ne serviranno ben 33 anni, cioè nel 2046, nell’ipotesi peggiore. Una ripresa della spesa alimentare all’1% richiederebbe circa 13 anni per un pieno recupero rispetto ai massimi. Un inatteso boom dei consumi totali costantemente al 3%, permetterebbe un pieno recupero prima della fine del 2016. E’ più un augurio che una previsione”.
 
Quanto agli ultimi dati, l’indicatore dei consumi Confcommercio registra, a febbraio, una diminuzione dello 0,7% in termini tendenziali ed una variazione nulla rispetto a gennaio confermando l’avvio, in atto già da alcuni mesi, di una fase di stabilizzazione che, però, in assenza di miglioramenti sul versante occupazionale e del reddito disponibile, non riesce ancora a tradursi in una ripresa in grado di far ripartire il ciclo economico.
 
Analizzando i singoli comparti di spesa, si registrano variazioni positive, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,3%), in beni e servizi per la mobilità (+1,4%, il secondo segno positivo nell’ultimo trimestre) e per i beni e servizi ricreativi (+0,4%). Le riduzioni più significative
si sono registrate per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,1%), i beni e servizi per la casa (-1,9%). Il dato di marzo relativo alle immatricolazioni a privati (famiglie) è ancora negativo a confermare che i miglioramenti del sentiment faticano a tradursi in incrementi della spesa. Per quanto riguarda gli alimentari e le bevande, a febbraio la domanda si è mantenuta stabile.
 
E’ proseguito – sottolinea Confcommercio – il lento miglioramento della fiducia delle imprese, sia pure con andamenti non univoci nel sentiment degli operatori dei diversi settori produttivi. Stando alle stime di confindustria, a marzo, dopo il contenuto arretramento rilevato a febbraio, la produzione industriale segnala un aumento dello 0,5% sul mese precedente. Anche i dati sugli ordini registrano, nello stesso mese, un miglioramento (+0,5% su febbraio). A marzo il clima di fiducia delle famiglie ha mostrato un deciso recupero. Mentre la percezione della situazione personale e corrente non migliora sensibilmente, le aspettative sul futuro appaiono in forte crescita: la contenuta evoluzione dei prezzi e le aspettative di riduzione del carico fiscale hanno senz’altro avuto un ruolo importante.
(03 aprile 2014)
Consumi: serviranno 33 anni per tornare ai livelli pre-crisiultima modifica: 2014-04-06T20:31:28+02:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Consumi: serviranno 33 anni per tornare ai livelli pre-crisi

Rispondi a Trudy Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *