NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA: UNA DEPUTATA E’ INDAGATA PER TRAFFICO ILLECITO DI #VIRUS MORTALI. NEL SILENZIO DEI MEDIA.

si parla tanto di quella dama bianca con un bel carico di cocaina e per quanto sia disgustoso il fatto, qui si parla di potenziali PANDEMIE scatenate a pagamento. SI parla di potenziali MORTI DEVASTANTI. SI parla, ma i media corrotti e asserviti stanno zitti. Bella scienza….l’etica prima di tutto no?

Ceppi di #aviaria spediti in #Italia per posta. Accordi tra #scienziati e aziende.

L’inchiesta segreta dei #Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale. E nel registro degli indagati c’è un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato. Che respinge le accuse.

Virus dell’aviaria spediti dall’estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini. Con il rischio di diffondere l’epidemia. “L’Espresso” nel numero in edicola domani rivela l’esistenza di un’inchiesta choc dei carabinieri del Nas e della procura di Roma su un traffico internazionale di virus. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c’è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell’influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l’indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell’allarme per l’aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati. L’inchiesta è stata aperta dagli investigatori americani, che hanno ottenuto le confessioni di Paolo Candoli, manager della filiale italiana di Merial, sui ceppi patogeni di aviaria spediti illegalmente a casa sua in Italia e poi venduti ad aziende statunitensi. Nel 2005 la Homeland Security Usa ha trasmesso i documenti ai carabinieri del Nas, che già si erano occupati a Bologna di una organizzazione criminale dedita al traffico di virus ed alla produzione clandestina di vaccini. La nuova inchiesta dell’Arma si è allargata, seguendo le intercettazioni disposte dai magistrati di Roma. Candoli nella capitale sa come muoversi: sponsorizza convegni medici organizzati da professori universitari, regala viaggi e distribuisce consulenze ben pagate e questo gli permette di avere “corsie preferenziali” al ministero della Salute per ottenere autorizzazioni, riesce a far cambiare parere alla commissione consultiva del farmaco veterinario per mettere in commercio prodotti della Merial. Tra i suoi referenti più stretti c’è Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, attualmente deputato di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Cultura alla Camera. Fino all’elezione alla Camera, era responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie con sede a Padova. Il risultato degli accertamenti del Nas ha portato il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, a ipotizzare reati gravissimi. La Capua e alcuni funzionari dell’Izs sono stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Stessa contestazione per tre manager della Merial. Anche il marito della Capua, ex manager della Fort Dodge Animal di Aprilia, attiva nella produzione veterinaria, è indagato insieme ad altre 38 persone. Nell’elenco ci sono tre scienziati al vertice dell’Izs di Padova; funzionari e direttori generali del mistero della Salute; alcuni componenti della commissione consultiva del farmaco veterinario; coinvolta anche Rita Pasquarelli, direttore generale dell’Unione nazionale avicoltura. I fatti risalgono a sette anni fa ma molti degli indagati lavorano ancora nello stesso istituto. Alcuni dei manager al telefono si vantano dei metodi usati per trasferire i virus clandestinamente in tutto il mondo: dalla Francia al Brasile, nascondendoli in pacchi anonimi o tra gli abiti delle valigie. «Abbiamo fatto cose turche», dicono. Secondo gli investigatori del Nas, anche la Capua e l’Istituto Zooprofilattico sono coinvolti nel traffico illegale: la scienziata sarebbe stata pagata per fornire agenti patogeni. In una conversazione registrata è la stessa virologa a farne esplicito riferimento, sostenendo di aver ceduto ceppi virali in favore di un veterinario americano. Contattata da “l’Espresso”, Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere Candoli ma spiega «di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente».

http://www.losai.eu/il-business-segreto-della-vendita-dei-virus-che-coinvolge-aziende-e-trafficanti/

NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA: UNA DEPUTATA E’ INDAGATA PER TRAFFICO ILLECITO DI #VIRUS MORTALI. NEL SILENZIO DEI MEDIA.ultima modifica: 2014-04-06T13:53:38+02:00da davi-luciano
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2 pensieri su “NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA: UNA DEPUTATA E’ INDAGATA PER TRAFFICO ILLECITO DI #VIRUS MORTALI. NEL SILENZIO DEI MEDIA.

  1. OGGETTO: Civili torturati, vite rese impossibili, diritti umani violati, vittime messe a tacere con abusi di potere

    In Busto Garolfo (MILANO – IT) e non si possono escludere altre località, si sperimentano, implementano, distribuiscono dispositivi, strumentazioni, armamenti ad energia diretta.

    Tali strumentazioni vengono usate contro individui noti l’avere ideologie contrastanti quelle proprie delle Destre politiche, nonché ideologie oppositive alla criminalità e corruzione.

    L’uso illegale, contro persone, di tali strumentazioni viene coperto da collusioni criminali nelle forze dell’ordine pubbliche e nelle aziende sanitarie.

    Il silenzio sull’utilizzo di tali strumentazioni viene ottenuto impedendo di formalizzare le denunce verso i presunti colpevoli e mettendo a tacere le vittime facendole subire trattamenti sanitari obbligatori allo scopo di denigrarle, offenderle, farle desistere.

    Le vittime vengono portate all’esasperazione mediante vari concomitanti metodi.

    Le vittime-cavie vengono individuate e colpite singolarmente di modo da poterle isolare dalle conoscenze in quanto le stesse non sono consapevoli di quanto le vittime subiscono o non credono loro.

    Le vittime e le loro conoscenze vengono colpite alla testa per lunghi periodi di tempo allo scopo di rendere difficile tra loro la comprensione degli avvenimenti, stimolando elettromagneticamente-quantisticamente dalla distanza la sollecitazione di determinate aree celebrali.

    Le vittime vengono colpite con multiple strumentazioni, apparati che ‘eccitano’ la chimica-fisica dei vari tessuti del corpo umano ivi incluso il tessuto nervoso, sinapsi – neuroni – dendriti: forse multiple tipologie di radiazioni elettromagnetiche non-ionizzanti (o debolmente) specifiche, in funzione della chimica da colpire tenuto conto della variabile chimica presente in uno stesso volume.

    Le vittime vengono individuate, localizzate mediante apparati simili (forse anche basati sulla rilevazione della radiazione emessa in seguito alla diseccitazione delle sostanze chimiche contemporaneamente irradiate da altra radiazione oppure da ‘eccitazione’ da campi o flussi magnetici o campi elettrici, quali ad esempio bosoni), in grado di rilevare dalla distanza le caratteristiche biologiche, fisiche e chimiche proprie dei singoli obiettivi.

    Alle vittime vengono commesse lesioni eccitando eccessivamente, tramite le strumentazioni – armi elettromagnetiche, le sostanze biochimiche nell’organismo in funzione delle emissioni dirette e concentrate, anche da lontano e da dietro oppure dentro edifici vicini, contro i tessuti da colpire. La strumentazione – arma di cui sono dotati i criminali può essere usata per interferire anche con il funzionamento di dispositivi elettronici quali comandi e riceventi di automazioni, computer, elettrodomestici, creando ‘distorsioni indotte elettromagneticamente’ nella chimica dei cavi e circuiti elettrici, finanche introdurre ‘impulsi’ elettrici, sempre dalla distanza, deformando il significato degli impulsi di dati in un circuito elettrico, rallentando sistemi informatici od in genere ‘logici’, anche a valle di firewall.

    Ad organizzare gli illeciti vi è presumibilmente la criminalità organizzata che si interfaccia con associazioni a delinquere ed Agenti d’intelligence, militari, mercenari Italiani oppure stranieri (più probabilmente).

    L’obiettivo, oltre alla sperimentazione e diffusione, oltre al recupero dei fondi necessari, oltre al profitto più o meno immediato, pare essere quello di creare reti di criminali da utilizzare e cataloghi di vittime da colpire in caso di manifestazioni od insurrezioni.

    Affermare che ci sono individui nel territorio Italiano che stanno organizzando eventi per destabilizzare, l’economia, le istituzioni, l’ordine civile, approntando il necessario per replicare golpe o rivoluzioni pilotate, pare non essere esagerato, date le strumentazioni.

    Considerata la tendenza negli ultimi anni e la collocazione dell’Italia interna alla NATO, considerato il metodo utilizzato e l’ideologia delle persone colpite (me per esempio), parrebbe che a stimolare, ad organizzare, istruire, finanziare (in parte, dato che tramite le associazioni a delinquere, le mafie, la criminalità organizzata, potrebbero venire fatti recuperare la restante parte dei fondi necessari) vi sia una regia che fa capo a qualche apparato Occidentale, magari Statunitense.

    Possibile dunque che sotto osservazione vi siano dirigenti, imprenditori che rivestono diversi ruoli di certa importanza a livello economico e determinata influenza politica, politici, massoni, rappresentanti di club, presidenti editori e consiglieri delle società d’informazione pubbliche e private quali reti televisive e quotidiani, individui che rivestono ruoli d’importanza in campo militare e sanitario: gli obiettivi necessari ad indirizzare le attività verso il caos facendo compiere scelte errate per indebolire economia, politica, forze di autodifesa, trasformare l’informazione in mezzo per creare confusione ed indirizzare l’opinione pubblica di determinate aree del territorio verso comuni idee e fasulli responsabili di eventuali sovversioni di modo da incolpare ingiustamente chi potrebbe contrastare eventuali piani militari “imperiali” come solitamente avviene prima di qualsiasi “intervento” straniero (com’è il solito operare degli apparati politico-militari e corporativi degli USA).

    Definire che in Busto Garolfo e presumibilmente altre parti d’Italia si utilizzino armamenti avanzati per incutere, intimorire e ricattare le vittime, puntando sull’incapacità delle stesse di capire a cosa sono o possono essere soggette, utilizzando di fatto tecniche terroriste, sembra essere addirittura riduttivo: qui pare che gruppi criminali si preparino ad un’insurrezione con una matrice di estrema destra e l’interessamento evidente di espandere sul territorio un sistema maggiormente favorevole ‘a qualcuno Oltreoceano’.

    Sistema già da tempo presente de facto nel Meridione italiano, la dove certi metodi criminali a danno dell’economia onesta si sono sviluppati in modo più visibile e violento, prima di estendersi alle ex-imprese di Stato, alla Politica, ai consigli di amministrazione e sindacati, portando al facile smembramento e sminuzzamento delle imprese stesse esponendole più facilmente alle mire espansionistiche delle imprese Statunitensi.

    La volontà di mettere a tacere può essere indice del fatto che chi mette a tacere e preferisce nascondere i fatti è sotto ricatto o copre l’operato di altri, amicizie, oppure ricambia favori.

    Escludo vi sia matrice religiosa.

    Chi opera, però, potrebbe sfruttare la stimolazione elettromagnetica dalla distanza, della chimica dell’apparato uditivo nonché delle sinapsi e dei neuroni dello stesso, al fine di “trasmettere impulsi” al cervello interpretati come suoni o finanche parole allo scopo di spaventare Vittime ed ottenerne più facilmente il controllo, facendo anche leva sulla psiche sfruttando caratteri delle religioni e l’eventuale credo del soggetto colpito.

    Vi sono associazioni a delinquere che usano i sistemi e strumenti già esposti unitamente a tecniche psicologiche e la conoscenza della condizione economica delle vittime donne e ragazze, al fine d’implementare coercizioni, costrizioni, per avviarle, obbligarle a prostituirsi o compiere ‘attività’ connesse ed illecite a carico delle stesse.

    Vi sono associazioni a delinquere che con gli stessi metodi spingono le vittime in condizioni tali da lasciare di fretta terreni ed immobili, costringendole a vendere a prezzi inferiori a guadagno di collusi che acquisteranno con un costo inferiore a quanto avrebbero dovuto sostenere, tenuto conto anche dei costi da sostenere per ottenere i favori delle associazioni criminali.

    Vi sono associazioni a delinquere che con gli stessi metodi costruiscono “casi” atti a fare muovere il danaro delle vittime, indirizzandolo verso professionisti (es. avvocati, psicologi) ed individui collusi all’associazione o che hanno pagato per ottenere vantaggi dall’operato della stesa.

    Dato il metodo, la cui applicazione è difficilmente individuabile, utilizzato contro le vittime, per coerciderle, intimidirle, minacciarle, lederle, danneggiarle economicamente ed individuare e “creare” ulteriori individui disponibili alla collusione sotto ricatto, è possibile che i criminali lo utilizzino anche per ottenere pubblicità, lavoro, finanziarsi, sia nel mercato legale, sia tra la criminalità.

    Dato il metodo è possibile che sia usato per plasmare falsi testimoni e comparse, collusi o “clienti” delle associazioni criminali, di modo da ottenere danaro con interviste, scambi di favori, fornendo ‘informazioni’.

    Posto che si designa un quadro criminale dalla metodologia applicata e studiata in modo trasnazionale e che lo sfascio economico-sociale è, nel lungo periodo, solo in favore di Americani, abili al plagio; è ovvio che, dati i coinvolti, i responsabili primi, coloro che ottengono i maggiori interessi, cerchino di disorientare le loro Vittime facendo apparire più responsabili diretti, di quanti ve ne siano.

    E’ altresì ovvio che dove vi sono azioni mafiose, lobbistiche, di questo genere, vi sono anche individui che servono da osservatori, per verificare ed informare su cosa accade alle Vittime ed attorno a loro, nonché verificare l’operato conforme dei criminali.

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