i segnali di ripresa

speriamo arrivino in massa risorse per “salvare” l’Italia e le pensioni degli italiani che con tutto questo lavoro non si ripara…..

Roma: Emergenza Lazio, un disoccupato in più ogni 12 minuti. Nuovo record negativo 45,9%
1 aprile 2014
Se la disoccupazione italiana è volata sui massimi dal 1977, la situazione di alcune Regioni, un tempo benestanti, è anche più drammatica.
Eclatante è il caso del Lazio, che ha visto lievitare i disoccupati nel 2013 a 310 mila unità (dati Istat), con una crescita del 14,3% rispetto all’anno prima. A fare il punto è EURES, il portale europeo su lavoro e mobilità, che segnala anche come i disoccupati siano pressoché raddoppiati dal 2007 ad oggi. Fra il 2011 ed il 2013, inoltre, i disoccupati nel Lazio sono aumentati di ben 90 mila unità, pari ad un disoccupato in più ogni 12 minuti. Nel 2013 anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) registra un nuovo record negativo, salendo nel Lazio al 45,9% a fronte del 40% in Italia. Un quadro che riflette la grave crisi della Capitale, non solo dilaniata da un maxi rosso nei conti di 600 milioni di euro, in parte sanato con il decreto salva-Roma, ma anche colpita duramente nel tessuto sociale ed economico. Proprio della situazione di emergenza di Roma.(…)
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Mantova: Michielotto licenzia 17 lavoratori, se ne salva uno. Stop all’import-export di casalinghi
1 aprile 2014
Ha ragionato fino all’ultimo sulla possibilità di mantenere in vita l’attività su tutti i fronti. Ma la realtà del mercato è cruda, così come, purtroppo, la decisione finale: Edoardo Michielotto, amministratore unico dell’omonima azienda di commercio di porcellane, cristallerie, servizi tavola e oggetti regalo con sede a Porto Mantovano, ha annunciato ieri mattina ai sindacati e ai dipendenti che le lettere di licenziamento inviate nelle scorse settimane verranno confermate.
Ieri era in scadenza il periodo autorizzato di cassa integrazione in deroga; la proroga di tre mesi concessa dalla Regione avrebbe probabilmente consentito di andare ancora avanti, nella speranza di un cambiamento di rotta dell’economia. Ma alla Michielotto la cassa integrazione era stata attivata fin dal 2010 e nell’aprile 2013 sette dipendenti erano stati messi in mobilità. Nel frattempo, le condizioni del mercato non sono certo migliorate; al contrario, la crisi economica e l’evoluzione dei costumi hanno ulteriormente assottigliato le possibilità di ripresa. «Lavoravamo principalmente con le liste nozze – sottolinea Edoardo Michielotto -, adesso ci si sposa sempre di meno». Non solo, spesso gli sposi chiedono regali diversi dal solito, magari un contributo per il viaggio di nozze.
Così più di 50 anni di storia – l’azienda era attiva dal 1961 – passano parzialmente in archivio. Parzialmente, perché a chiudere sarà l’attività di import-export, mentre rimarrà aperto il negozio-outlet che sta comunque riscontrando un buon successo. L’impatto occupazionale è comunque massiccio, visto che dagli attuali 18 dipendenti, si passerà a uno, con l’aggiunta della moglie del titolare.(…)

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Reggio Emilia: Cosepuri chiude la sede, lettere di licenziamento per tutti
1 aprile 2014
La cooperativa Cosepuri ha chiuso i battenti lasciando a casa due dipendenti e una ventina di soci lavoratori. Fra i licenziati c’è anche il consigliere comunale del Pd Roberto Salsi che curava i rapporti con i soci. Racconta Silvia Piccinini, avvocato della coop: “Ieri mattina il presidente e due consiglieri di Cosepuri hanno staccato l’elettricità a tutto: computer, frigo eccetera. Poi hanno consegnato ai dipendenti le lettere di licenziamento (a chi ha rifiutato di ricevere la lettera è arrivato a casa un telegramma), dispensandoli dal rendere la prestazione il giorno stesso”.
I soci di Cosepuri sono una ventina in un panorama abbastanza variegato fra soggetti che si occupano di attività di trasporto scolastico, quelli che fanno trasporto disabili e, infine, quelli che fanno trasporto passeggeri con auto blu (la Masini e Saccardi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Provincia, per esempio, si avvalgono dei servizi della coop, ndr).(…)

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Alessandria: Michelin, blocco e protesta lavoratori, dimezzato l’orario di lavoro e la retribuzione
1 aprile 2014
Nuovo blocco e presidio per i lavoratori della cooperativa Teknologika questa mattina, martedì 1 aprile, davanti ai cancelli dello stabilimento Michelin di Spinetta Marengo.
I lavoratori avevano già provato a far sentire la propria voce bloccando l’entrata della multinazionale, venerdì 28 marzo e in quell’occasione la Michelin si era data disponibile ad impegnarsi al fine di trovare un punto di incontro tra le cooperative che stanno per “passarsi il testimone” dei servizi di pulizia.
Niente da fare, però. In questi giorni non si è svolto nessun tavolo di incontro tra la sindacati e cooperative coinvolte e oggi, martedì 1 aprile, le due cooperative, Manutencoop e Five Stars, subentrerano a Teknologika.
Alcuni lavoratori dovrebbero essere assunti internamente da Michelin, o assorbiti dalla nuova cooperativa, ma per gli altri il rischio è quello di vedersi dimezzato l’orario di lavoro e la retribuzione o, addirittura, di rimanere senza occupazione e senza nemmeno la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali.(…)

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Mantova: Ies, tensione all’assemblea per cassaintegrati, preso a pugni sindacalista
1 aprile 2014
E alla fine anche quel giorno è arrivato. Quello dei saluti, dei groppi in gola, dei colleghi che svuotano l’armadietto, di quei cancelli varcati un’ultima volta portandosi sulle spalle tutto il peso di una sconfitta non loro. Il giorno in cui la tristezza si mescola alla rabbia per quelle buste inattese che parlano di cassa integrazione a partire da oggi, vissute come ingiustizie quando non tengono conto della famiglia a carico, dei problemi veri che a casa ti aspettano, quando brucia sulla pelle la convinzione che non abbiano guardato in faccia nessuno o quanto meno te.
E’ allora che le parole e le mani corrono più veloci dei pensieri, è allora che succede che il collega della Rsu arrivato a brindare l’ultimo giorno dell’impianto dei “neri” diventi il parafulmine contro cui scaricare frustrazioni e livore. Un pugno mentre i compagni di lavoro accorrevano a sedare una situazione scappata di mano, così come i magoni davanti agli armadietti vuoti sono lì a testimoniare quanta fatica costa stare a galla in quel mare mosso di emozioni contrastanti che quest’ultimo giorno ha scatenato in ciascuno dei lavoratori Ies. E’ finita così purtroppo, con l’aggressione a un esponente sindacale da parte di un collega, una mattinata iniziata con l’ultima affollata assemblea dei dipendenti della ex raffineria.
Iniziata dall’appello di Adolfo Feudatari, segretario di Femca Cisl, perché la Regione a partire dal primo tavolo di monitoraggio del 28 aprile «abbia come priorità la reindustrializzazione e ci coinvolga di più nelle scelte che riguardano il futuro dei lavoratori della Ies».(…)

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Manfredonia: Zapponeta, povertà e crisi, appelli famiglie ma Caritas senza fondi
1 aprile 2014
CRISI e stati di indigenza: appelli alla Caritas, a sua volta senza fondi. “Ho 51 anni, sono disoccupato, convivo, dal Lazio attualmente a Zapponeta. Sono circa 4 mesi che la Caritas del paese non riesce a venire incontro alle nostre richieste. Inutili gli appelli. Vi chiediamo aiuto”, dice un lettore a Stato.
Da raccolta dati, nel centro di Zapponeta – paesino di 3.463 abitanti, con economia fondata essenzialmente sull’agricoltura, attualmente ferma – sono circa 70 le famiglie che si rivolgono alla Caritas per beni di prima necessità. Oltre al locale organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana, istituita a livello nazionale nel 1971, per volere di Paolo VI, “al fine di promozione la carità, in collegamento con le 220 Caritas diocesane, impegnate sul territorio”) le necessità delle famiglie di Zapponeta sono sostenute dal Banco Alimentare Dauno, gestito attualmente da 3 associazioni locali. Associazioni che – analogamente alla Caritas – avrebbero notevoli difficoltà a sostenere le richieste dei nuclei familiari del territorio. “Anche se sembra incredibile – dice un cittadino di Zapponeta a Stato – a volte c’è fila per la richiesta dei beni alimentari; addirittura si è pensato di dare meno visibilità alle sedi delle associazioni, data l’eccessiva richiesta.(…)

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i segnali di ripresaultima modifica: 2014-04-02T08:21:57+02:00da davi-luciano
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