Lista Tsipras, «Dentro chi fa le lotte, fuori chi fa gli affari con l’Ilva»

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Nicoletta Dosio solidale con l’attivista tarantina che s’è ritirata in polemica con il partito di Vendola. Il Pdci chiede suoi candidati [Checchino Antonini]


Redazione
domenica 9 marzo 2014 20:57

tavole da Ilva, comizi d'acciaio di Carlo Gubitosa e Kanjano, BeccoGiallo

tavole da Ilva, comizi d’acciaio di Carlo Gubitosa e Kanjano, BeccoGiallo

di Checchino Antonini

Mentre in molte città si comincia a lavorare alla raccolta firme, la Lista Tsipras deve risolvere alcune grane scaturite dalla gestione verticistica dei “professori”, i Garanti. La Direzione Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani «stigmatizzando con forza l’assurda esclusione dalle Liste Tsipras delle candidature avanzate dal PdCI, chiede che esse vengano ripristinate». Altrimenti i comunisti italiani se ne andrebbero sbattendo la porta. «Il PdCI non farebbe più parte della Lista Tsipras». I garanti, intanto, annunciano che Antonia Battaglia, candidata nel collegio sud per l’Altra Europa con Tsipras ha deciso di rinunciare alla corsa elettorale per le Europee. «L’impegno le era stato proposto e lei lo aveva assunto per riempire anche di contenuti politici la battaglia che da tempo conduce in sede giudiziaria in difesa dei sacrosanti diritti dei lavoratori dell’Ilva, dei cittadini di Taranto – spiegano Barbara Spinelli, Marco Revelli, Argiris Panagopulos, Guido Viale – abbiamo fatto ogni sforzo possibile per indurre Antonia a non ritirare la sua candidatura, garantendole l’impegno di tutti sostenitori di questo progetto politico a restare al suo fianco in tutte le forme che ritenesse opportune. Non è bastato. Per conto nostro garantiamo comunque il nostro impegno nel fare nostre e continuare a sostenere con tutti i mezzi a nostra disposizione le ragioni della sua battaglia, sia nel corso della campagna elettorale che oltre, insieme ai rappresentanti della lista che saremo riusciti a mandare nel Parlamento europeo», conclude la nota».

Ma per l’attivista pugliese la presenza di Sel, il partito del Governatore della sua Regione, la controversa figura di Vendola a fianco di Tsipras, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La primavera pugliese, vista da Taranto, è una grottesca narrazione così Antonia e i suoi compagni di Peacelink, avevano chiarito per iscritto ai Garanti che le posizioni di Sel su «Taranto sono in contrasto con ciò che rappresento». Parole nette: «I miei principi morali ed etici e la netta consapevolezza di non voler portare avanti una campagna per Taranto e per il Sud tutto in Europa, accanto ad espo-nenti di un par-tito che ancora ieri ha continuato a disconoscere le proprie gravi responsabilità sull’Ilva, mi inducono a riaffermare con forza la mia scelta».

Dalla circoscrizione Sud, le parole di Antonia hanno fatto il giro d’Italia. Così, Nicoletta Dosio, candidata No Tav a Nordovest, ha voluto prendere posizione in solidarietà con l’attivista ambientalista: «C’è lavoro e lavoro; non è accettabile il lavoro che uccide, che distrugge la qualità della vita e devasta la natura pregiudicando ogni dignità e futuro. Il movimento NO TAV che da più di vent’anni si batte contro le grandi male opere ha posto il tema della qualità della vita e del lavoro come uno dei punti irrinunciabili della propria lotta. Abbiamo conosciuto i lavoratori e i cittadini di Taranto che si battono contro l’Ilva, fabbrica di morte; ne abbiamo condiviso e sostenuto le ragioni.

La presenza nella Lista Tsipras di Antonia Battaglia, attivista rappresentante di queste istanze, ci sembra una garanzia irrinunciabile per la credibilità di una proposta che si schieri coerentemente e attivamente contro l’Europa delle Banche e del Mercato e dalla parte dei lavoratori, dei territori, dei popoli. Allo stesso modo ritengo inaccettabile, per un progetto che si batta per un’Europa altra, più giusta e vivibile, la presenza di quanti coprono e difendono le posizioni di Vendola e di Sel sul caso Ilva. Vogliamo Antonia Battaglia in lista. Fuori chi ha permesso i loschi affari di Riva! Lo chiedono i bambini malati di cancro, la terra degradata, i lavoratori messi in ginocchio dal ricatto occupazionale. Senza coerenza la sinistra muore».

Anche Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha appreso «con amarezza della volontà di ritirare la candidatura di Antonia Battaglia, nota e autorevole esponente dell’ambientalismo più autentico, che ha lottato con altri e altre cittadini e cittadine di Taranto contro la potente famiglia Riva, proprietaria dell’azienda ILVA che ha seminato la morte tra esseri umani ed esseri viventi nel territorio di Taranto». «Pur non condividendole – dice Ferrero – comprendiamo le motivazioni che Antonia ha espresso per spiegarci il suo ritiro, come ci conforta di Antonia quello che nell’ultima parte del suo comunicato ci è parso come un augurio e un sostegno a Tsipras, per lottare contro una Europa dei profitti di cui la proprietà dell’ILVA,e i suoi complici,sono certamente l’esempio più becero e più pericoloso. Ringraziamo Antonia per questo augurio e cogliamo l’occasione per ribadire il nostro impegno al suo fianco per le battaglie contro la famiglia Riva, contro la dittatura del profitto, per l’ambiente e il lavoro».

Ma la sbrigativa e verticistica costruzione della lista da parte dei garanti ha prodotto altri passi falsi. Come la candidatura di Valeria Grasso, l’imprenditrice antimafia e testimone di giustizia di Palermo che ha denunciato e fatto arrestare i suoi estortori, che solo pochi mesi fa flirtava con Fratelli d’Italia, il partito post-neo-fasicsta della Meloni e La Russa che l’aveva scelta come candidata di bandiera per le presidenziali. La Grasso ha ritirato la sua candidatura – stavolta su pressione dei garanti – e ha scritto una lettera per dire che, a suo dire, le mafie non avrebbero colore politico. Solo Sonia Alfano, eurodeputata Idv uscente, ha voluto spezzare una lancia a favore della Grasso che sarebbe stata, a sentir lei, «una figura di eccellenza dato che non appartiene al mondo della destra nè a quello della sinistra». E’ evidente che i luoghi comuni non risparmiano nemmeno il mondo dell’antimafia.

Scivoloni a parte, gli ultimi sondaggi internazionali incoraggerebbero in ‘L’altra Europa con Tsipras’. PollWatch2014, il sito internet lanciato dall’associazione indipendente Vote Watch, prevede addirittura cinque deputati per la lista dell’Altra Europa

Lista Tsipras, «Dentro chi fa le lotte, fuori chi fa gli affari con l’Ilva»ultima modifica: 2014-03-10T14:49:12+01:00da davi-luciano
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