Maxiprocesso #NoTAV, dall’aula bunker alla Val Clarea.

qui il videoCattura77

DSC00458Il 28 febbraio quella in aula bunker non è stata la solita udienza. Dopo le tante giornate passate a trascrivere le testimonianze degli agenti “feriti” nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio, con strane prognosi che da pochi giorni si trascinano per mesi, con troppe relazioni di servizio quasi identiche –  parrebbe a loro insaputa –  oggi, per la prima volta, è stato possibile ascoltare le parole di alcuni imputati, con dichiarazioni spontanee rese di fronte a giornalisti che, temo, ne riporteranno solo una parte, nonostante il parere palesemente contrario della Procura ed il  tentativo di fermarli da parte del Presidente, Quinto Bosio.

Non so cos’abbiano scritto gli altri, di questa giornata (anche se immagino abbiano parlato solo della revoca degli avvocati fatta da due imputati rimarcandone la similitudine con le scelte delle BR), ma io la definisco una giornata di lotta. Dopo le tante trascorse in quell’aula, in un clima kafkiano, con un crescendo di senso d’oppressione, sentendomi come parte di una farsa già vissuta e forse dimenticata, in questa giornata ho sentito che ci stavamo riprendendo quella dignità della quale tentavano di privarci. Udienza dopo udienza. Aumentando il livello fino alla scorsa udienza, spingendomi  a scrivere una lettera aperta che nessun giornalista ha avuto il coraggio di divulgare.
Perché anche la “cornice”, se descritta in ogni dettaglio, è imbarazzante, degradante.
Il 28 febbraio, uscendo dall’aula per raggiungere il Clarea,  insieme agli imputati e ad alcuni NO TAV solidali, che si sono aggiunti al gruppo, ho respirato nuovamente quel fresco profumo di libertà che si respira ogni volta, ripercorrendo quel sentiero, pur trovandosi di fronte all’enorme dispositivo di sicurezza, rinforzato per rendere più Corteo al Clareaaccogliente l’arrivo della preannunciata iniziativa.  Si respira perché traspira dalle persone che lo percorrono, perché è ciò per cui vivono, uno smisurato amore per la giustizia e per i diritti, nonostante la “legalità”, pronti anzi sfidarla  mettendo a rischio la loro stessa libertà.
Questo è un videoracconto che avrei potuto fare anche più sintetico, ma sarebbe stato un peccato, avreste magari dovuto rinunciare alle parole degli imputati, o ai cori dei ragazzi e delle ragazze che in corteo hanno raggiunto il ponte sul Clarea, o vi sareste persi la straordinaria arma dell’ironia che da sempre ci contraddistingue. Insomma, vi sareste persi qualcosa. Anche quella mano ferma pronta a premere il grilletto di quel lanciagranate con il quale tirano i lacrimogeni colpendoci anche al volto, ma sempre negando di aver “tirato ad altezza uomo”.

Dettagli. Solo dettagli.
Perché noi la verità l’abbiamo vista con i nostri occhi e, a prescindere da quanto ci verrà raccontato in quell’aula, noi c’eravamo in quelle giornate.

E ci siamo fatti anche un’idea su quale fosse la parte giusta.

Simonetta Zandiri

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Il resoconto in diretta:

http://www.tgmaddalena.it/maxiprocesso-notav-aula-bunker-diretta-udienza-28-febbraio-2014/

La lettera aperta ai giornalisti:

http://www.tgmaddalena.it/lettera-aperta-ai-giornalisti-che-sembrano-ignorare-la-farsa-in-atto-in-aula-bunker-di-simonetta-zandiri/

Maxiprocesso #NoTAV, dall’aula bunker alla Val Clarea.ultima modifica: 2014-03-07T23:12:55+01:00da davi-luciano
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