Ucraina: i falsi moralismi e le ipocrisie dell`Occidente

Sono gli Stati Uniti e l`Unione Europea a porsi “fuori dalla realtà” se continuano a perseverare nella loro illogica e anacronistica presunzione di superiorità morale.

Nicola Bizzi    

Riguardo alla situazione in Ukraina, a parte una lunga analisi che ho pubblicato la scorsa settimana sui motivi che si celano dietro alle recenti rivolte che hanno determinato la destituzione del Presidente Janukovich, che ho inquadrato in un’ottica di scontro fra potenti e ricchissimi oligarchi che, sin dal 1991, dominano la scena e detengono le redini della politica, ho fino ad oggi espressamente evitato ulteriori commenti. L’ho fatto perché, essendo note le mie nette posizioni filo-russe, molti lettori avrebbero potuto interpretare le mie eventuali osservazioni come ‘non obiettive’ o addirittura tacciarle di presunta mancanza di ‘imparzialità’. Ma chi ha detto che un’analisi dei fatti debba per forza essere ‘imparziale’ quando le verità sono talmente davanti agli occhi che è impossibile ignorarle? E non si sta forse dimostrando vergognosamente ‘di parte’, riguardo a questa crisi internazionale, l’intera stampa italiana di regime, sempre pronta ad accodarsi e ad omologarsi alle direttive di Washinghton e di Bruxelles?
Non posso quindi esimermi dal commentare alcune deliranti affermazioni che ho avuto modo di leggere negli ultimi giorni su tutti i giornali. Affermazioni, in particolare, di Barak Obama e di Angela Merkel, che hanno accusato Vladimir Putin di essere “fuori dalla realtà” o, addirittura, “dal lato sbagliato della Storia”.
Simili affermazioni, agli occhi di una persona intelligente, si commenterebbero da sole, ma riescono purtroppo a fare presa su un’opinione pubblica che spesso non ha un’opinione e che è ormai troppo abituata alle bugie dei mass media.
Il definire Putin “fuori dalla realtà” o “dal lato sbagliato della Storia” implica una intollerabile presunzione di superiorità morale da parte di un Occidente che dovrebbe solo tacere, in quanto di morale o di superiore ha ormai ben poco, e soprattutto ben poco da insegnare. Simili affermazioni implicano l’esistenza di un presunto “lato giusto della Storia”, come se la Storia avesse un lato.
Stavano “dentro la realtà” e dal “lato giusto della Storia” gli Stati Uniti quando hanno sganciato, nel 1945, due ordigni atomici sul Giappone, sapendo che avrebbero massacrato deliberatamente gli inermi abitanti di due intere città? Stavano “dentro la realtà” o dal “lato giusto della Storia” quando, dal 1945 ad oggi, hanno impunemente invaso, bombardato e occupato un numero impressionante di Stati sovrani ricorrendo nella maggior parte dei casi all’inganno, alle bugie, a “false flag” e all’addomesticazione forzata della stampa?

Certi personaggi (non mi riferisco solo a Obama e alla Merkel, ma a tanti altri leader occidentali) sono spesso pervasi da un delirio di onnipotenza che genera in loro una spesso reale convinzione di superiorità morale, una superiorità per certi versi “messianica” e “talmudica’, che inevitabilmente li trascina e li spinge ad azioni che niente hanno di moralmente accettabile.
Azioni che però commettono proprio alla luce di questa delirante presunzione di superiorità, in base alla quale tutto deve essere loro permesso e consentito. Destabilizzare nazioni sovrane e fomentare le guerre civili (Jugoslavija, Libia, Sudan, Siria), bombardare a tappeto la popolazione civile con armi all’uranio impoverito, utilizzare il clima come arma, alterando deliberatamente le condizioni atmosferiche e irrorando l’atmosfera di veleni e metalli pesanti, sembra ai loro occhi giusto e sacrosanto.
“Dio lo vuole!”, gridavano i crociati quando, nel Luglio del 1099, entrarono a Gerusalemme massacrandone allegramente tutta la popolazione, senza fare distinzioni fra uomini, donne, bambini, cristiani, ebrei o musulmani. Ai loro occhi era giusto, perché si sentivano moralmente superiori e “dalla parte giusta della Storia”.
Ecco perché dico che sono Barak Obama e Angela Merkel ad essere palesemente “fuori dalla realtà”.
Trovo in conflitto con qualsiasi diritto internazionale l’affrettato riconoscimento, da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, dello pseudo-governo auto-insediatosi a Kiev.
Un governo che non solo non ha alcuna legittimità, ma è frutto di rivolte pilotate ad arte da organizzazioni non governative gestite dalla rete di Soros. Organizzazioni, quindi, de facto americane, e che Putin ha avuto l’intelligenza di bandire dal suolo russo già tre anni fa.
Molte cose i giornali “occidentali” di regime, forti della loro presunzione di superiorità morale, non le hanno dette. Le ha denunciate solo Giulietto Chiesa, ma la nostra stampa addomesticata non ha dato alle sue denunzie il giusto spazio. E allora tenterò di farlo io.
Da quando a Kiev si è insediato il nuovo potere eversivo, che ha subito avuto il plauso ed il riconoscimento di quello stesso Occidente che lo ha strategicamente spinto a rovesciare le autorità legittime, sono state compiute due gravi mosse finalizzate esclusivamente a provocare la Russia e a generare il caos.
La prima di esse è stata l’abolizione del bilinguismo. Come ha giustamente osservato Giulietto Chiesa, chiunque può capire che si tratta di un fatto gravissimo, ingiustificabile, che non solo viola ogni principio di “democraticità”, ma che rappresenta un’inaudita provocazione per la numerosa popolazione russofona dell’Ucraina (che in alcune regioni del Paese rappresenta la maggioranza assoluta). E chiunque può quindi capire che un simile provvedimento rappresenta solo una provocazione nei confronti della Russia e una concreta minaccia nei confronti di tutti i cittadini russofoni dell’Ucraina. Un provvedimento che non promette niente di buono e che è stato studiato ad arte per generare caos, rivolte e insurrezioni, come infatti sta avvenendo in Crimea e nella regione del Donbass.
La seconda mossa, forse peggiore della prima, è stata l’arruolamento in massa, armi e bagagli, nelle forze di Polizia di Kiev, delle bande di teppisti e delle formazioni paramilitari finanziate dagli oligarchi che hanno rovesciato il Presidente Viktor Janukovich. Chiunque, dotato di un minimo di senno, può capire come, alla luce di questa notizia, le preoccupazioni dei Russi di Crimea, di Odessa e delle regioni orientali del Paese siano salite al massimo livello.
Si tratta di due mosse finalizzate a provocare rivolte, insurrezioni e a scatenare una guerra civile che spinga le popolazioni di queste regioni alla secessione. Secessione che poi le forze armate ucraine, con l’aiuto dei milioni di dollari che John Kerry ha già loro promesso, si apprestano a reprimere nel sangue.
Quello che è più intollerabile e inaccettabile, da parte dell’Europa e di Washinghton, è il fatto che stiano, da un lato, incoraggiando questi eversori a scatenare la guerra civile, e dall’altro stigmatizzando “moralmente” qualsiasi possibilità di intervento russo.
Del resto è impensabile che la Russia resti a guardare e continui ad assistere alla finestra a simili provocazioni inscenate nel suo “giardino di casa”, nel suo “spazio vitale” geostrategico di superpotenza.
Quando gli Stati Uniti hanno invaso Panama nel Dicembre 1989, destituendo il corrotto ma legittimo governo, e occupando per oltre dieci anni militarmente il canale, non mi risulta che l’Unione Sovietica li abbia accusati di essere “fuori dalla realtà” o “dal lato sbagliato della Storia”. Semplicente i sovietici presero atto che gli USA stavano difendendo i loro interessi geo-strategici nel proprio “giardino di casa”.
Vladimir Putin è ben consapevole di queste provocazioni, e soprattutto del fatto che le rivolte pilotate in Ucraina siano state scatenate ad arte proprio durante lo svolgimento dei giochi olimpici invernali di Sochi, proprio per evitare eventuali reazioni russe in mondovisione. E, da vecchio stratega della scuola del KGB, si è mantenuto fino ad oggi anche fin troppo calmo e prudente. Sa, del resto, di trovarsi di fronte un Occidente che, proprio perché affetto da un patologico ed ottenebrante senso di superiorità morale, adotta da sempre due pesi e due misure non solo per quanto riguarda gli scontati e banali concetti di “bene” e “male”, di “giusto” e “sbagliato”, ma anche per quanto riguarda i principi del diritto internazionale e dell’autodeterminazione dei popoli.
Un Occidente che ritiene “giusto” e “sacrosanto” che la Slovenia e la Croazia abbiano dichiarato la secessione dalla Jugoslavija innescando una guerra civile durata anni, o che la regione del Kosovo e Metohija sia stata strappata alla Serbia grazie alle armi e ai bombardamenti della NATO e sia divenuta uno stato fantoccio gestito da trafficanti di droga.
Lo stesso Occidente che nega però il diritto all’autodeterminazione dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e il loro naturale desiderio di ricongiungersi alla Russia per difendersi dalla repressione georgiana. Un Occidente che permette che India, Pakistan e Israele si siano dotati di potentissimi arsenali nucleari, ma che non accetta che l’Iran utilizzi il nucleare per scopi pacifici ed energetici.
Fa bene quindi Putin a non fidarsi, perché è ben consapevole che, agli occhi dell’Occidente, il desiderio di autodeterminazione dei cittadini della Crimea, di Odessa e dell’oblast del Donbass valgono poco meno di zero di fronte agli enormi interessi geo-strategici che gli Stati Uniti stanno smuovendo in tutta la fascia che va dal Mar Baltico all’Oceano Indiano, nel tentativo di accerchiare e isolare la Russia.
Con queste premesse la mossa di Putin di rafforzare la guarnigione di Sebastopoli è un gesto non solo ragionevole, ma funzionale a impedire un assalto militare ucraino contro la Crimea e la sua popolazione. Ed ha ragione Putin a dichiarare che, con il precipitare degli eventi e in un Paese in preda al caos, un intervento militare russo avrebbe una funzione umanitaria e sarebbe quindi assolutamente legittimo.
Washington minaccia con un’impudenza che non ha precedenti e l’Europa persevera nella sua irresponsabilità. Concordo quindi con Giulietto Chiesa sul fatto che dobbiamo attenderci gravi sviluppi e che occorra premere in ogni modo sul governo italiano e sulle istituzioni europee affinché vengano prese le distanze, finché c’è ancora tempo, da questa pericolosissima avventura che è voluta dagli Stati Uniti e che è funzionale solo ed esclusivamente ai loro interessi, non certo a quelli dell’Europa.
05 Marzo 2014  http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23094

Ucraina: i falsi moralismi e le ipocrisie dell`Occidenteultima modifica: 2014-03-05T22:29:30+01:00da davi-luciano
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