E’ GIUNTO IL TEMPO PER UNA “GRANDE RICONVERSIONE BIOLOGICA”

Posted By Gianni Tirelli On 14 febbraio 2014

Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.
Per tutto questo (con il senno di poi) avremmo dovuto investire in beni duraturi, essenziali e non soggetti a contraffazione, immuni da ogni possibile interferenza industriale che ne potesse contaminare la loro natura.
Il lavoro industriale non paga, contamina l’ambiente, annulla l’individuo, deprime ogni sua aspirazione e passione, fino a ridurre la sua esistenza a luogo di espiazione, e in supina accettazione di una condizione innaturale dove è degradato ad ingranaggio, funzionale solo ai ritmi produttivi e ai profitti del Sistema Padrone – E quel che è di peggio, ci imbruttisce e ci incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e sempre più vulnerabili al dolore e alla malattia”
BASTA DUNQUE CON LE POLITICHE INDUSTRIALI!
E’ giunto il momento di un massiccio ritorno alla Terra, e di pacificazione con la natura.
L’uomo che non possiede terra e non dissoda, non semina e non raccoglie i suoi frutti benedetti, non può considerarsi tale, ma elemento improprio di un habitat in cui non si riconosce, lontano da quel disegno imperturbabile che, dall’origine, regolava e monitorava i comportamenti umani, armonizzandoli fra loro.
Questa inedita specie di uomo “moderno”, è come un’ape senza fiori, un pesce senza mare, un albero senza radici, un uccello senza cielo, una religione senza Dio, un cuore senza passione, una vela senza vento.

Non siamo che gli ingranaggi consunti e arrugginiti, di un meccanismo perverso e pervertito, i cui costi, relativi alla sua manutenzione e alla bonifica di tutte le scorie tossiche prodotte e disperse sul territorio dall’Industrialesimo Distruttore, superano di gran lunga i benefici apportati alla comunità (nel senso di qualità della vita e di felicità), e gli stessi guadagni.
La capacità di sognare, di amare, di credere e di sperare, è prodotto di quel rapporto simbiotico (scambio mutualistico) che, da sempre, l’essere umano ha avuto e coltivato con la Terra, madre indiscussa del nostro destino. Una Terra oggi, straziata, vilipesa, violentata e stuprata, da un’orda di diavoli dai bianchi colletti e cravatte chiassose, che hanno mercificato con Satana, il sangue e il futuro dei nostri figli, a fronte di vizio e di perversione.
Una buona parte del vecchio mondo ha resistito fino a 50/60 anni fa, dopo millenni in cui l’uomo (quello veramente sapiens) traeva ogni suo sostentamento, vera gioia, e vero dolore dalla Madre Suprema; la TERRA. Le nostre paure più perverse, attacchi di panico, depressione, le infinite forme nevrotiche e altro ancora, non sono che il risultato di questo scollamento fra uomo e natura. Le tradizioni, il rito magico, l’iniziazione, il folclore, il timore dell’inconoscibile, erano le fondamenta etiche di un vivere consapevole. Oggi siamo sommersi dal Nulla e avvolti in un dolore pungente dal quale non ci sappiamo liberare.
Non servono farmaci, droghe, effimere libertà, per lenire il nostro dolore esistenziale! E’ giunto il tempo della Grande Riconversione Biologica; abbandonare le città per affondare le nostre mani nella terra – zappare, seminare, raccogliere e, in fine, sperare. Questa, è la sola e vera conoscenza, medicamento e cura, per tutti i nostri mali: ritrovare la nostra vera essenza, le emozioni, le atmosfere, la magia, il silenzio e la Fede, senza la quale, nulla ha un senso.
La nostra epoca, è moderna caratterizzata da un’idolatria di quart’ordine, dove si mitizzano star della musica, calciatori, piloti, attori, politici nani, zoccole e imprenditori inquinatori, e dove il concetto di “divino” è stato per sempre cancellato da ogni azione umana, sentimento ed emozione. Una portata di fuoco diseducatrice e mistificatrice, che il Sistema Bestia ha messo in atto per mercificare (senza più alcun ostacolo di natura etica e morale), la sua effimera e insanguinata mercanzia.

Il mondo contadino del passato (che rappresentava un buon 99% della popolazione), era caratterizzato dall’autonomia e dall’autosufficienza, e ogni singolo o gruppo definiva e determinava una sua “ragion d’essere”, sulla soddisfazione dei bisogni primari ed essenziali, relativi e dipendenti al territorio; alla sua capacità di produrre beni e privilegi (acqua, fertilità, energia) e sulla spinta propulsiva di consolidate tradizioni e ataviche credenze.
La forza di volontà, che in passato aveva la funzione, lo scopo, e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione.
Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù dei nostri comportamenti irrazionali, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo, è trasfigurata in un’inedita forma di schiavitù dai bisogni virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.
Abbiamo perduto quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di autonomia, di autosufficienza, e dove l’individuo era unico e solo artefice e responsabile della propria condizione.
Questi sacri doni che, fin dall’alba dei tempi, hanno determinato la condizione umana e le sue imprescindibili e originarie ragioni, si attestano negli elementi di, Terra, Acqua, Aria e Fuoco, in virtù di un quinto, fondante, creatore e generatore di ogni cosa che, nella Fede, esprime tutta la sua potenza e natura trascendente: Dio.

Gianni Tirelli
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E’ GIUNTO IL TEMPO PER UNA “GRANDE RICONVERSIONE BIOLOGICA”ultima modifica: 2014-02-17T11:49:48+01:00da davi-luciano
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