Il Ftse Mib crede nel governo Renzi

i mandanti….

di Francesco Colamartino

I principali indici europei hanno ridotto le perdite nell’ultima parte della seduta grazie al recupero delle Borse americane (Dow Jones +0,2%, S&P +0,26%). Il Ftse Mib ha segnato un -0,17% a 20.110 punti, il Ftse 100 un -0,23%, mentre il Cac-40 ha guadagnato lo 0,17%, l’Ibex lo 0,18% e il Dax lo 0,6%.

Le aste di Btp italiani di metà mattinata non hanno avuto un grande impatto sul principale indice milanese, ma sono comunque andate molto bene sia dal punto di vista della domanda che da quello dei rendimenti.

Nel dettaglio, il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di euro di Btp 2016 all’1,41%, 2,5 miliardi di euro di Btp 2021 al 3,02% e 1,5 miliardi di euro di Btp 2044 al 4,59%.

Proprio per approfittare delle nuove emissioni di titoli di Stato, che offrono un rapporto rischio/rendimento molto interessante, secondo un esperto molti investitori hanno venduto i vecchi titoli di Stato detenuti in portafoglio per acquistare i nuovi. Questo ha comportato una riduzione dei prezzi e un aumento dei rendimenti. Lo spread Btp/Bund a 203 punti base non è quindi legato per l’esperto alla situazione politica italiana, anche perchè se ci fossero state reali preoccupazioni il rendimento sui titoli decennali sarebbe salito oltre il 4%.

L’ipotesi di Matteo Renzi alla guida dell’Esecutivo sembra invece molto apprezzata dal mercato. Secondo alcuni analisti, infatti, questa eventualità potrebbe comportare un’accelerazione delle riforme, anche se il rischio di attuazione delle stesse resterebbe.

Neanche i dati americani pubblicati nel pomeriggio hanno avuto un particolare impatto sui listini. Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,4% su base mensile a gennaio, in calo rispetto al consenso degli economisti (invariato mese su mese), mentre nella settimana all’8 febbraio le richieste di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono attestate a 339 mila unità, in aumento di 8 mila unità rispetto al dato confermato della settimana precedente a 331 mila unità.

Per quanto riguarda i titoli di Piazza Affari, per gli esperti di Nomura è arrivato il momento di puntare su alcune banche del sud Europa, e in particolare sugli istituti di credito portoghesi e su alcuni italiani che risultano “più economici”. Gli analisti hanno quindi alzato il rating su Banco Popolare (+4,42% a 1,419 euro) a buy da reduce e il prezzo obiettivo a 1,6 euro da 1,5 euro. Gli esperti hanno poi confermato la raccomandazione buy sia su Intesa Sanpaolo (-0,84%) che su Ubi (+0,84%). In contrasto gli altri titoli del comparto bancario: Bper ha guadagnato l’1,85%, mentre Mps ha ceduto l’1,02%, Intesa Sanpaolo lo 0,84% e Mediobanca l’1,39%.

In linea con il mercato Eni (-0,18% a 16,98 euro), che ha pubblicato conti migliori delle attese, anche se tra gli analisti resta qualche dubbio sulla guidance 2014. Il gruppo ha confermato la generosa politica di dividendo e ha anche comunicato l’importante scoperta di un giacimento in Congo.

In lieve rialzo Telecom Italia (+0,12% a 0,856 euro). Deutsche Bank ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il target price a 0,9 euro e dopo l’investor day di Vimpelcom gli esperti vedono il consolidamento del mercato mobile italiano più probabile, sebbene non prima del terzo o quarto trimestre. Anche il consolidamento del mercato brasiliano con la sottintesa cessione di Tim Brasil a detta degli analisti resta possibile.

In rosso invece Azimut (-1,92%), Mediolanum (-1,73%) e Yoox (-1,1%), che ha visto qualche presa di profitto dopo la buona performance dell’ultimo periodo.

Sul resto del listino si segnala Saras (+5,73% a 1,07 euro). Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato sul titolo il target price a 0,8 euro da 0,7 euro, confermando il rating reduce. Per gli esperti il rimbalzo dell’azione è dovuto alle rinnovate speculazioni sull’aumento della partecipazione di Rosneft, che ora detiene una quota del 21%.

Concordano con questa tesi anche un altro analista e un gestore.

Acquisti su Trevi (+2,34%) grazie alla notizia che la controllata Drillmec si è aggiudicata la fornitura di nuovi impianti petroliferi onshore ed offshore del valore di circa 135 milioni di dollari da Aker Solutions, Idc Iraqi Drilling Company ed Enel.

In positivo anche Prelios (+1,24%), che ha beneficiato della cessione del portafoglio residenziale tedesco Dgag.

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201402131804008065&chkAgenzie=TMFI

Il Ftse Mib crede nel governo Renziultima modifica: 2014-02-14T14:22:20+01:00da davi-luciano
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