Sulla Giustizia in Italia – Lettera pubblicata da Luna Nuova e da La Valsusa

Terrorismo? O piuttosto solo accanimento giudiziario contro chiunque che, anche pacificamente e legalmente, si oppone alla realizzazione della Nuova Inutile Linea Ferroviaria per il Treno ad Alta Velocità (TAV) Torino-Lione?

Provate ad analizzare su quali elementi reali si fondano le accuse nei processi contro i Militanti NO TAV e vi verrà sicuramente da ridere o forse da piangere; accuse ridicole, insensate ed assurde; perché?

Il problema credo risieda nel sistema giudiziario italiano che non è degno per un paese che vorrebbe definirsi civile e questa non è solo una mia opinione, ma trova conferma in ormai innumerevoli sentenze della Corte di Giustizia europea.

Un sistema basato unicamente sui formalismi, che penalizzano le parti più deboli; quindi (in)-Giustizia formale e non Giustizia sostanziale.

Il nostro sistema giudiziario trae legittimità dall’ articolo 101, che al primo comma recita testualmente: “la giustizia è amministrata in nome del popolo”; pertanto i Magistrati dovrebbero essere innanzi tutto persone con un alto senso della Giustizia e dovrebbero avere un “mandato” popolare; in tutto il mondo per poter amministrare qualcosa in nome di qualcun altro è necessaria una “delega”.

Purtroppo l’articolo 107  al comma 3 recita: ”i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni”; non impone differenze sostanziali, tra Magistrati giudicanti ed inquirenti, questa è probabilmente una delle non poche leggerezze commesse dai Padri della Costituzione, i quali speravano che dopo il fascismo e le brutture della guerra, in tutte le amministrazioni dello Stato democratico, ci sarebbe stato posto soltanto per “galantuomini”; evidentemente, alla luce dei fatti, hanno sbagliato. 

Una anomalia risiede nei Pubblici Ministeri che essendo Magistrati (e nostri dipendenti) non dovrebbero limitarsi a rappresentare la Pubblica accusa, bensì dovrebbero agire sempre e comunque “secondo giustizia” (come dipendenti pubblici sarebbero tenuti ad operare sempre con diligenza e secondo “buona fede”); tra l’altro l’articolo 358 del Codice di Procedura Penale recita: che è “dovere” del Pubblico Ministero “svolgere accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”; questo viene regolarmente fatto ed evidenziato?

Alla luce dei fatti, forse sarebbe più equo che i Pubblici Ministeri non facessero parte della Magistratura, e che ricoprissero piuttosto cariche elettive, come avviene negli stati anglo-sassoni e come avrebbe voluto lo stesso Palmiro Togliatti.

L’articolo 106 al comma 1 recita: “Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.” Peccato, sappiamo tutti come funzionano i concorsi in Italia (dove vince chi “deve” vincere), se poi questi concorsi sono sostanzialmente gestiti dai Magistrati stessi, questi cercheranno ovviamente di far emergere dei loro simili, “inoltre” nei concorsi non vengono evidenziate le caratteristiche le dovrebbe avere un Magistrato, cioè che intenderà operare esclusivamente “secondo giustizia, ma soltanto la conoscenza dei codici.

Nel lontano 1987 un referendum popolare, sostanzialmente disatteso come quasi tutti gli altri, ha sancito che i magistrati non dovrebbero più essere irresponsabili nei loro atti, ma dovrebbero pagare le conseguenze dei loro “errori” come tutti gli altri lavoratori.

I Magistrati sono gli unici “lavoratori dipendenti” che non hanno e non accettano nessun controllo esterno sul loro operato, ma si giudicano da soli, pertanto saranno sempre tutti: bravi belli, onesti, efficienti ecc…. In teoria questo sarebbe necessario per garantire la loro autonomia ma permette anche il loro arbitrio.

Se io fossi un Magistrato, e fossi convinto di operare correttamente, non avrei nessun problema  se qualcuno volesse effettuare dei controlli sul mio operato, anzi sarei io il primo a chiedere di farlo (come succede sul mio lavoro) e la mia autonomia non ne sarebbe minimamente compromessa anzi lo riterrei una garanzia per me e per tutti.

 Luciano DAVI’ – Chianocco

La valsusa del 30-GEN-2014 Luna Nuova del 31-GEN-2014

 

Sulla Giustizia in Italia – Lettera pubblicata da Luna Nuova e da La Valsusaultima modifica: 2014-02-02T23:00:39+01:00da davi-luciano
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