APPELLO NO TAV CON DATI CORRETTI ( prendete nota !!!! )

COLPEVOLI DI DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E I BENI COMUNI.

CHIEDIAMO A TUTTI UN APPOGGIO E UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA.

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.
Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.
Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento.
LTF aveva nascostamente stipulato un contratto di utilizzo di due aree di circa 150 mq cadauna, mai registrato, con la CONSEPI spa, che vantava un diritto di superficie sull’area di proprietà del comune di Susa per una cifra completamente folle: 40.000 euro per i primi quattro giorni e 13.500 euro al dì per i giorni successivi per un totale dichiarato di 161.400 euro IVA compresa. Questo contratto serviva solo per gonfiare i costi e quindi la richiesta di danno. In merito la CONSEPI SPA nella relazione di bilancio 2010 scriveva testualmente:
“Si tratta di una vicenda a tutti ormai ben nota e che risale ad un periodo nel quale l’attività dei corsi di guida sicura di Consepi, rivolti soprattutto ai ragazzi neopatentati erano al amassimo del loro svolgimento.” ….“La Società interpellata dalla stessa Prefettura oltre che da LTF, fece chiaramente presente tali considerazioni chiedendo un rinvio di qualche settimana dei sondaggi, rimarcando il fatto che se questi fossero stati procrastinati l’onere per LTF sarebbe stato di gran lunga inferiore a quelli che contrattualmente si assumevano.” …. “L’onere sopportato da LTF deriva pertanto dal fatto che quest’ultima e la Prefettura, nonostante le esplicite richieste di rinvio di Consepi, sono state irremovibili sulle date dei sondaggi.”
Infatti LTF aveva stipulato con la CONSEPI, in violazione di ogni principio di buon andamento della gestione dei fondi pubblici, una scrittura privata per accedere ai predetti terreni, sborsando ben 161.400 euro alla stessa CONSEPI per avere in concessione un terreno di pochi metri quadrati già oggetto di una autorizzazione amministrativa per occupazione temporanea a costo quasi zero, come prevede la legge italiana sugli espropri ed occupazioni temporanee.
Il fatto che sia del tutto ingiustificata la somma pagata da LTF a CONSEPI è sancita in modo inequivocabile anche dalla Commissione Europea che, come confermato dall’OLAF (Ufficio antifrode europreo) rispondendo ad una nostra segnalazione in merito, con la lettera Prot. N° OF/2010/0759 in data 29/10/2013 affermava che “La Commissione Europea non ha pagato le spese in quanto non ammissibili”
Il fatto che tutta l’inutile campagna di sondaggi di inizio 2010 fosse solo un colossale bluff per dire all’U.E. che i lavori erano iniziati, è testimoniato dal fatto che dei 34 sondaggi previsti ne furono effettuati soltanto 5 per una lunghezza complessiva di metri lineari 243 rispetto ai 4.418 metri lineari previsti.

Ora gli avvocati del movimento presenteranno appello, ma essendo una causa civile, se LTF pretende il pagamento immediato, occorrerà pagare al fine di evitare pignoramenti o ipoteche sui beni delle tre persone condannate al risarcimento.
Il MOVIMENTO NO TAV non ha le possibilità economiche per fare fronte a queste pretese. Tutto questo è stato concertato e messo in atto solo al fine di stroncare la nostra lotta.
Non a caso sul quotidiano “La Stampa” del 22 settembre 2010, poco prima dell’inizio della causa, si leggeva “Il ricorso alla causa civile contro i No Tav potrebbe così diventare uno strumento di dissuasione che i soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori potrebbero utilizzare per contenere la protesta”.

Il MOVIMENTO NO TAV sta già sostenendo un pesantissimo onere per le difese legali, a cui si aggiunge questa batosta tremenda, che da solo non può sopportare. Per questo, con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, chiede a tutti quelli che ci dicono: “Non mollate!”, “Siete l’unica speranza di questo Paese”, “Resistete anche per noi” di dare un concreto appoggio aiutandoci economicamente in modo che possiamo resistere ancora contro questo Stato e questi Poteri Forti e mafiosi che ci vogliono per sempre a cuccia e buoni.
Ci sono più di 400 persone indagate per questa resistenza contro un’opera imposta, inutile e devastante sia per l’ambiente sia per le finanze di questo Stato e che impedisce di fare tutte le altre piccole opere utili.

ANCHE UTILIZZANDO QUESTI SPORCHI MEZZI NON RIUSCIRANNO A FERMARE LA RESISTENZA DEL POPOLO NO TAV.
Aiutateci a resistere, grazie.
MOVIMENTO NO TAV

I contributi devono essere versati esclusivamente sul conto corrente postale per le spese legali NO TAV n.1004906838 – IBAN – IT22L0760101000001004906838 intestato a Pietro Davy e Maria Chiara Cebrari.

Foto: APPELLO NO TAV CON DATI CORRETTI ( prendete nota !!!! )

COLPEVOLI DI DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E I BENI COMUNI.

CHIEDIAMO A TUTTI UN APPOGGIO E UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA.

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: "dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;" oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.
Quella notte, all'autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all'area per impedire l'avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.
Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento.
LTF aveva nascostamente stipulato un contratto di utilizzo di due aree di circa 150 mq cadauna, mai registrato, con la CONSEPI spa, che vantava un diritto di superficie sull’area di proprietà del comune di Susa per una cifra completamente folle: 40.000 euro per i primi quattro giorni e 13.500 euro al dì per i giorni successivi per un totale dichiarato di 161.400 euro IVA compresa. Questo contratto serviva solo per gonfiare i costi e quindi la richiesta di danno. In merito la CONSEPI SPA nella relazione di bilancio 2010 scriveva testualmente:
“Si tratta di una vicenda a tutti ormai ben nota e che risale ad un periodo nel quale l’attività dei corsi di guida sicura di Consepi, rivolti soprattutto ai ragazzi neopatentati erano al amassimo del loro svolgimento.” ….“La Società interpellata dalla stessa Prefettura oltre che da LTF, fece chiaramente presente tali considerazioni chiedendo un rinvio di qualche settimana dei sondaggi, rimarcando il fatto che se questi fossero stati procrastinati l’onere per LTF sarebbe stato di gran lunga inferiore a quelli che contrattualmente si assumevano.” …. “L’onere sopportato da LTF deriva pertanto dal fatto che quest’ultima e la Prefettura, nonostante le esplicite richieste di rinvio di Consepi, sono state irremovibili sulle date dei sondaggi.”
Infatti LTF aveva stipulato con la CONSEPI, in violazione di ogni principio di buon andamento della gestione dei fondi pubblici, una scrittura privata per accedere ai predetti terreni, sborsando ben 161.400 euro alla stessa CONSEPI per avere in concessione un terreno di pochi metri quadrati già oggetto di una autorizzazione amministrativa per occupazione temporanea a costo quasi zero, come prevede la legge italiana sugli espropri ed occupazioni temporanee.
Il fatto che sia del tutto ingiustificata la somma pagata da LTF a CONSEPI è sancita in modo inequivocabile anche dalla Commissione Europea che, come confermato dall’OLAF (Ufficio antifrode europreo) rispondendo ad una nostra segnalazione in merito, con la lettera Prot. N° OF/2010/0759 in data 29/10/2013 affermava che “La Commissione Europea non ha pagato le spese in quanto non ammissibili”
Il fatto che tutta l’inutile campagna di sondaggi di inizio 2010 fosse solo un colossale bluff per dire all’U.E. che i lavori erano iniziati, è testimoniato dal fatto che dei 34 sondaggi previsti ne furono effettuati soltanto 5 per una lunghezza complessiva di metri lineari 243 rispetto ai 4.418 metri lineari previsti.

Ora gli avvocati del movimento presenteranno appello, ma essendo una causa civile, se LTF pretende il pagamento immediato, occorrerà pagare al fine di evitare pignoramenti o ipoteche sui beni delle tre persone condannate al risarcimento.
Il MOVIMENTO NO TAV non ha le possibilità economiche per fare fronte a queste pretese. Tutto questo è stato concertato e messo in atto solo al fine di stroncare la nostra lotta.
Non a caso sul quotidiano “La Stampa” del 22 settembre 2010, poco prima dell’inizio della causa, si leggeva “Il ricorso alla causa civile contro i No Tav potrebbe così diventare uno strumento di dissuasione che i soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori potrebbero utilizzare per contenere la protesta”.

Il MOVIMENTO NO TAV sta già sostenendo un pesantissimo onere per le difese legali, a cui si aggiunge questa batosta tremenda, che da solo non può sopportare. Per questo, con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia, chiede a tutti quelli che ci dicono: “Non mollate!”, “Siete l’unica speranza di questo Paese”, “Resistete anche per noi” di dare un concreto appoggio aiutandoci economicamente in modo che possiamo resistere ancora contro questo Stato e questi Poteri Forti e mafiosi che ci vogliono per sempre a cuccia e buoni.
Ci sono più di 400 persone indagate per questa resistenza contro un’opera imposta, inutile e devastante sia per l’ambiente sia per le finanze di questo Stato e che impedisce di fare tutte le altre piccole opere utili.

ANCHE UTILIZZANDO QUESTI SPORCHI MEZZI NON RIUSCIRANNO A FERMARE LA RESISTENZA DEL POPOLO NO TAV.
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MOVIMENTO NO TAV

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Incredibile in Indonesia: un vulcano erutta lava di colore blu

un vulcano erutta lava di colore blu (video)
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Java,Indonesia –  il vulcano KawahIjen erutta. ma la lava sembra essere di colore blu. Aspetto questo che, oltre a rendere tutto più misterioso e alieno, garantisce spettacolarità alle immagini. Gli scienziati cercano di dare una spiegazione all’evento.
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ANVEDI COME BALLA SACCOMANNI! SUL MAXI-REGALO DELLA DELLE QUOTE BANKITALIA, IL GELATINA CAMBIA IDEA IN UN MESE

16 GEN 2014 19:24

Il ministrone si supera. Oggi alla Camera ha detto che le quote della Banca d’Italia non avranno effetti sul patrimonio delle banche. Il mese scorso al senato aveva detto l’esatto contrario – Piccolo esercizio di memoria a beneficio dei giornaloni, sempre comprensivi con il Tesoro…
IL MINISTRO SACCOMANNI OGGI A MONTECITORIO: “La rivalutazione non pregiudica l’indipendenza della Banca d’Italia e non da luogo ad alcun conflitto di interessi. Inoltre non avrà effetti sul patrimonio di vigilanza delle banche partecipanti ai fini dell’esercizio di Asset Quality Review che la Banca centrale europea concluderà nell’anno in corso”.

IL MINISTRO SACCOMANNI IL 13 DICEMBRE A PALAZZO MADAMA: “Non ci saranno effetti sugli stress test in corso adesso, ma l’impatto positivo patrimoniale si avrá a fine 2014. Ci sarà, e non nego che questo era uno degli obiettivi di questa operazione”.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/anvedi-come-balla-saccomanni-sul-maxi-regalo-della-delle-quote-bankitalia-il-gelatina-cambia-70118.htm

Ecco le 10 assurdità scientifiche che ci rifileranno nel prossimo futuro

Una lista un po’ provocatoria, esagerata?
Forse …
Catherine
La ‘scienza’ industriale ha in mente per noi un futuro molto diverso dai paradisi utopistici previsti dai media main-stream. Secondo i mass-media asserviti la scienza sarebbe sempre e comunque benigna per l’umanità. Ogni conseguimento scientifico è sempre stato dipinto come ‘progresso’, anche se molti di essi alla lunga si sono rivelati disastrosi (le bombe atomiche, ad esempio, oppure gli OGM).
Mentre la scienza pura risulta essere una componente necessaria di qualsiasi civiltà che cerca di espandere la propria comprensione dell’universo, il tipo di scienza che oggi domina il paesaggio è industriale, quindi al servizio dei profitti aziendali più che della umana comprensione.
La scienza business sta per partorire una nuova nidiata di tecnologie proprio terrificanti, le quali potrebbero trasformare il mondo. Di seguito ho compilato una lista di dieci possibili nuove tecnologie che potrebbero essere utilizzate per ridurre ulteriormente le vostre libertà e assoggettarvi in modo ancora più schiavizzante ai padroni globalisti, il tutto spacciato per progresso della ‘scienza.’ …
 
 
1) Espianto di organi di maiali geneticamente modificati, brevettati.
Hai bisogno di un cuore o un polmone di ricambio? Nessun problema, amico! La Monsanto te ne crea uno nuovo di zecca utilizzando una specie di maiali trans-genici alimentati da mangimi OGM e sottoposti con regolarità ad espianto di organi mentre sono ancora in vita, tutto ciò al fine di mantenere ‘freschi’ gli organi espiantati. Il tuo governo ha già approvato simili pratiche. I nuovi trapianti saranno gestiti dai migliori ospedali degli Stati Uniti i quali sono ancora oggi molto indaffarati nel traffico illecito di organi e nei trapianti illegali.
 
2) Vaccini comportamentali per reprimere il dissenso.
La disobbedienza è una malattia! (v. post correlati) E la cura per la disobbedienza (o disturbo oppositivo, come la chiamano) sarà un nuovo ‘vaccino’ che rimodellerà biologicamente il cervello per renderlo più socialmente mansueto e controllabile. Si chiamerà ‘vaccino comportamentale’, anche anche se in realtà si tratterà di lobotomia chimica. Tale tecnologia sarà la pietra di fondazione dello stato di polizia globale, che non avrà tolleranza per il pensiero indipendente e il pensiero critico di qualsiasi tipo, in particolare il dissenso nei confronti dello Stato.
 
3) Monitoraggio da remoto di tutti i valori sanitari e impulsi vitali.
Pensate che le cartelle cliniche siano davvero riservate? Pensateci bene: già attualmente il governo degli Stati Uniti detiene un database centralizzato dei campioni di sangue prelevati a tutti i neonati. Nel prossimo futuro ai cittadini sarà impiantato un chip diagnostico il quale in tempo reale trasmetterà al governo una serie di informazioni circa il polso, la respirazione, la presenza di droghe illegali o legali (le quali sono spesso le stesse sostanze chimiche contenute nelle droghe illegali, ripresentate sotto forma di farmaco).
Tali chip saranno utilizzati per controllare che ogni ammalato assuma regolarmente i propri farmaci. Essi potranno anche essere utilizzati per individuare e arrestare coloro che assumano sostanze stupefacenti senza prescrizione medica. Ma la cosa più importante è che verranno usati per monitorare i livelli nutrizionali ed assicurarsi che nessuno raggiunga un elevata concentrazione di vitamina D (v. post correlati). In questa dittatura scientifica il gregge dovrà essere mantenuto in uno stato di cronica carenza nutrizionale, così da poter essere controllato facilmente. Il tutto sarà venduto al pubblico come una misura attuata per la sua stessa sicurezza. Si sosterrà che troppa vitamina D possa essere pericolosa, così il governo fisserà soglie di tolleranza ben distanti da quella del risveglio cognitivo, facendo in modo che tutti restino prigionieri di uno stato di torpore mentale.
 
4) Totale segretezza circa qualsiasi ingrediente alimentare e luoghi di origine dei prodotti.
Dal momento che la industria alimentare risulta sempre più invasa dalla scienza spazzatura (qualcuno ha detto OGM?), i suoi sforzi si concentreranno nello occultamento di tutti gli ingredienti chimici aggregati ai prodotti alimentari, e nella rinominazione delle sostanze chimiche pericolose. La Corn Refiners Associationsta impegnandosi per fare rinominare lo “sciroppo di mais ad alto fruttosio” in “zucchero del mais.” (Fonte)
L’aspartame sta per essere rinominato in ‘AminoSweet’, ed il MSG (glutammato monosodico – n.d.t.) è stato già rinominato ‘estratto di lievito’ o ‘lievito in polvere Torula.’ E andrà sempre peggio. Aspettiamoci di vedere il conservante “benzoato di sodio” rinominato in qualcosa sul genere cristallo di freschezza. Oppure i coloranti artificiali in esaltatori dei bei colori. In generale vorrebbero nascondere ogni dettaglio circa la provenienza dei cibi, le modalità di fabbricazione e gli ingredienti di cui sono fatti. Il motivo è presto detto: tutte e tre queste categorie di informazioni contengono solo cattive notizie per la vostra salute.
 
5) Assoluta criminalizzazione di alimenti e farmaci di produzione locale, e obbligo di affidarsi esclusivamente ai grandi gruppi industriali alimentari e farmaceutici.
A proposito di cibo, gli “scienziati” corrotti presto saranno concordi nell’affermare che la coltivazione autonoma di un orto nel proprio giardino sia estremamente pericolosa perché causa del diffondersi di gravi batteri come la Escherichia Coli!Sulla base di tali assurde motivazioni il giardinaggio domestico sarà messo al bando in molte città, e chi si azzarderà a coltivare qualche pomodoro in gran segreto rischierà diessere arrestato e imprigionato come un trafficante di eroina. Il fine ultimo di tutto ciò è rendere la popolazione completamente dipendente dalle grandi industrie alimentari centralizzate, esattamente allo stesso modo con cui la popolazione è oggi dipendente dalle grandi industrie di produzione elettrica centralizzata (v. post correlati).
L’operazione sarà supportata dagli “scienziati” i quali sosterranno che le grandi industrie alimentari producano cibo sicuro, in quanto completamente pastorizzato, irradiato e sottoposto a fumigazione.
 
6) Scatenamento di una pandemia globale a colpi di armi biologiche aggregate ai vaccini.
Mentre un tempo i vaccini erano destinati alla prevenzione delle malattie, al giorno d’oggi sono sempre più progettati per diffonderle, motivo per cui la maggior parte delle persone che ogni inverno si ammalano di influenza sono le stesse che assumono abitualmente il vaccino influenzale.
L’intero sistema dei vaccini fa ovviamente capo ad una politica di eugenetica su larga scala mediante cui qualcuno ha progettato di eliminare tutti i quozienti intellettivi più bassi del pianeta, persone così stupide da lasciarsi iniettare qualsiasi cosa sia spacciata per un vaccino. E’ realmente un programma di eugenetica con cui i globalisti sono convinti di poter estirpare la stupidità dal genere umano (a loro non importa quale sia il costo in termini di sofferenza umana).
N.d.t: in realtà potrebbe essere vero anche il contrario: cioè convincere i cittadini dissidenti e sospettosi che i vaccini siano nocivi, dopodiché scatenare una reale pandemia che salvi solo i vaccinati, cioè gli individui più mansueti e persuadibili. Mai dare nulla troppo per scontato …
 
7) Totale controllo del governo sulla riproduzione e sul codice genetico della prole.
Copulare con una persona di vostra scelta e produrre la vostra discendenza a vostro piacimento non sarà più permesso nello stato di polizia scientifica. La riproduzione sarà attentamente controllata tramite la concessione di licenze per assicurarsi che non vi siano risultati imprevisti.
Prima di avere figli, i genitori dovranno chiedere al governo il permesso di riprodurre, a quel punto saranno analizzati geneticamente e psicologicamente, dopodiché sarà loro concesso un permesso di riproduzione controllata il cui iter dovrà essere rigorosamente seguito per evitare il carcere. Alle persone che mostrino tendenze ribelli e atteggiamenti anti-statali sarà negato il privilegio della riproduzione. Solo agli schiavi più obbedienti e bianchi saranno concessi i privilegi di riproduzione, di cui gli schiavi andranno orgogliosi, data la responsabilità di mettere al mondo le successive generazioni di schiavi.
 
8) Impianti cerebrali attivabili da remoto ​​per la sedazione delle folle.
Il futuro della ‘scienza’ coinvolge tutti i tipi di apparecchiature elettroniche impiantabili nel corpo umano. Una di quelle più convenienti sarà il “chip pacificazione” che sarà imposto ai cittadini in cambio di una somma di crediti virtuali (i contanti nel frattempo saranno stati dichiarati illegali). Il chip di pacificazione potrà essere attivato in modalità remota da parte del governo attraverso flussi cellulari – o attraverso impulsi locali emessi dalle forze di polizia – per placare immediatamente qualsiasi grande folla di manifestanti e rivoltosi. Gli studenti stanno protestando in favore della libertà di parola? Basterà attivare il chip pacificazione, e tutti si sdraieranno sul prato e per qualche minuto faranno qualche sogno ad occhi aperti. I rivoluzionari sono in marcia verso la capitale con l’intento di rovesciare il governo? Con il chip pacificazione la vostra tirannia è al sicuro!
Al bisogno un simile chip potrebbe essere usato anche per “eccitare” il cervello in frangenti politicamente convenienti. Per esempio, se un altro attacco terroristico dovesse compiersi sul territorio americano, il chip potrà essere d’aiuto per stimolare il sostegno della gente ad una ritorsione bellica! (Dopotutto questo è il fine di qualsiasi false flag) (v. post correlati).
 
9) Ingegneria genetica e allevamento di super soldati obbedienti.
In un lontano futuro i soldati sul campo di battaglia saranno effettivamente degli umanoidi dotati di armi da fuoco e armature. Pensate al modello “Terminator” T-1000. Tutto ciò al momento resta abbastanza fuori portata, data la incredibile complessità di una simile tecnologia. Nel frattempo le nazioni più potenti investono denaro nella tecnologia dei super-soldati geneticamente modificati, i quali sono concepiti, allevati e addestrati per pensare ed agire come automi. Questi soldati geneticamente modificati saranno dotati di elevati valori biologici (ossigenazione del sangue alta, cornice corporea di grandi dimensioni, ecc.) in combinazione con piccoli cervelli in grado di elaborare solo le informazioni sufficienti per eseguire gli ordini ricevuti senza metterli in discussione. Saranno anche dotati di numerosi impianti elettronici che li renderanno più simili a cyborg che ad esseri umani. Potenziamenti ottici applicati alle retine, chip GPS connessi al cervello, cablaggi nelle orecchie, per esempio.
 
10) Attivazione di metalli e nano-cristalli iniettati attraverso i vaccini.
Oltre che per la diffusione di malattie infettive i vaccini potranno essere utilizzati per iniettare nano-cristalli sintonizzati per risuonare a determinate frequenze. Tali nano-cristalli (simili artefatti sono stati rinvenuti anche nelle scie chimiche – v. post correlati – n.d.t.) possono rimanere inerti in un organismo per anni o persino decenni, ma a un certo punto possono essere riattivate, ad esempio mandando in tv e alla radio dei messaggi straordinari, di emergenza nazionale, i quali emettano anche un segnale di attivazione ad una specifica frequenza. Le applicazioni pratiche sarebbero infinite; dalla follia collettiva ai focolai di violenza di massa (tumulti, ecc) o a poche decine di milioni di persone che di colpo muoiono contemporaneamente. Una qualsiasi di tali applicazioni potrebbe essere sfruttata dal governo per vendere la versione ufficiale di un “attacco terroristico.”
Tutto ciò potrebbe essere fatto in nome della “scienza.”
Ricordate, questa raccolta di 10 punti riguarda una serie di possibili tecnologie future con cui la scienza abusiva potrebbe supportare futuri governi tirannici ed industrie corrotte. Per fortuna questi dieci esempi non si sono ancora avverati, tuttavia molti di essi sono sulla buona strada per diventare realtà già nei prossimi anni.
La vera scienza ricopre un ruolo importante in qualsiasi società, ma la scienza per essere vera deve servire la collettività, e non rappresentare un’arma in mano a globalisti e governi nazionali. Quando la scienza viene utilizzata per dominare e ridurre in schiavitù le persone piuttosto che renderle più libere, ha luogo la violazione di una delle verità più fondamentali: solo attraverso la libertà (di opinione e di discussione) potremo avvicinarci alla vera comprensione del nostro universo.

L’ombra della delocalizzazione sull’acquisizione Chrysler

La Fiat non va negli States per salvare i lavoratori americani (potrebbe risparmiarsi il viaggio e compiere l’opera in patria), ma per acquisire la liquidità detenuta dalla Chrysler oltre che i suoi sbocchi commerciale in territorio americano, America latina compresa.
DI KIRIOS DI SANTE · 17 GENNAIO 2014 
 
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L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne in questi giorni è etichettato come il Napoleone dell’economia italiana, colui che conquista marchi stranieri assoggettandoli al brand italiano automobilistico per eccellenza.
 
Rilevando il 41,46% della società nelle mani della”Veba”, la casa automobilistica torinese acquisisce il 100% della Chrysler. Oltre al furor di popolo, anche la borsa applaude alla politica industriale espansiva della Fiat, con un rialzo del 12% sul valore del titolo a discapito del parere negativo delle agenzie di Rating a proposito di tale operazione.
 
Parlare di patriottismo nell’era della libera circolazione dei capitali appare alquanto ambiguo, soprattutto in relazione alla storia industriale del marchio Fiat. Un’azienda che, in 10 anni di cassa integrazione, è costata all’erario 1,7 mld. E di dividendi lo Stato italiano non ne ha mai visti, rimanendo piuttosto appeso al ricatto dei posti di lavoro “misericordiosamente” messi a disposizione dagli stabilimenti sparsi sul territorio.
 
Posti di lavoro sempre più caduchi, perennemente minacciati dalle modifiche dei piani di produzione e dal fantasma onnipresente della delocalizzazione, sopratutto nei paesi ex socialisti. Perché la Fiat ha deciso di bipartire il fulcro produttivo negli USA?
 
Bisogna partire da una sconfitta: in Europa, il marchio Fiat, non regge la concorrenza dei marchi automobilistici tedeschi e francesi. In Italia soprattutto, il mercato automobilistico è saturo, e la domanda interna (così come nel resto dell’Europa) è e continua a subire martoriamenti dalle politiche recessive degli esecutivi che si sono successi.
 
Negli Stati Uniti le cose non vanno di certo meglio, soprattutto nell’agglomerato urbano di Detroit. Naturalmente, complice una valuta forte e un costo del lavoro nettamente inferiore a quello domestico, ciò che equivale a delocalizzare, per quanto il termine se associato alla prima potenza economica mondiale possa apparire sinistro.
 
Nel nuovo continente, poi, nonostante la crisi del 2008 accenni di ripresa ci sono stati, e non essendo gli Stati Uniti vincolati a parametri deficit/Pil la domanda interna è stata salvaguardata dalle politiche economiche. Da non sottovalutare poi le variabili culturali, che fanno dell’automobile negli Stati Uniti la massima oggettivizzazione del proprio status sociale.
 
L’attribuzione a Marchionne di un’aurea di moralità è poi decisamente tendenziosa: egli, come è giusto che sia per un Ad, è un segugio di margini di profitto. La Fiat non va negli States per salvare i lavoratori americani (potrebbe risparmiarsi il viaggio e compiere l’opera in patria), ma per acquisire la liquidità detenuta dalla Chrysler oltre che i suoi sbocchi commerciale in territorio americano, America latina compresa.
 
Infatti nell’ultimo trimestre i dati Chrysler sono nettamente superiori a quelli Fiat, dimostrando che non sia la Fiat a salvare Chrysler, ma la Chrysler a salvare Fiat. Per onestà intellettuale è da ritenersi un salvataggio bilaterale. Nonostante le rassicurazioni di Marchionne sul mantenimento dell’apparato industriale in territorio italiano, resta improbabile, rifacendoci alle logiche di profitto, che la Fiat focalizzi la propria produzione in un mercato ostico quale è quello del nostro paese. E la scelta dell’acquisizione Chrysler proprio in questi tempi dovrebbe far riflettere, invece che lasciarsi andare ad un’esultanza bendata.
 
Sta di fatto che la Fiat stia assumendo un immagine globale in un mondo globale, con tutto  ciò che ne concerne. Perfino la sede legale rischia di traslocare da Torino. La costante nella storia del marchio Agnelli è sempre la stessa: ricordarsi di essere italiani  soprattutto (o solamente) nei periodi di crisi patrimoniale, o per esaltare le qualità dei propri prodotto sfruttando le esternalità del made in Italy.

LES TENDANCES 2014 VUES PAR ‘LIBE’ …

Agence TEM/ Trans-Europa Médias

http://trans-europa-medias-press.com/

http://www.scoop.it/t/trans-europa-medias

https://www.facebook.com/trans.europa.medias.presse

TEM - posts - RP MEDIAS Homo mediaticus (2014 01 18) 1

Revue de Presse :

LIBÉRATION (Paris) titre sur « HOMO MEDIATICUS, TOUT EST MUE » et dresse avec humour et dérision les grandes tendances du PAF multimedia en France en 2014 …

Extraits :

« Hadopi, France Télévisions, Radio France, crise de la presse, séries, Web, jeux vidéo : «Libération» a ausculté de pied en cap les bouleversements de 2014.

A peine était-il installé en 2014 que, paf, l’Homo mediaticus subissait sa première transformation de l’année : l’annonce du rachat du Nouvel Observateur par le trio de propriétaires du Monde Bergé-Niel-Pigasse qui esquisse les contours d’un nouveau géant réunissant l’un des premiers quotidiens et le premier hebdo français, soit un profond bouleversement de la presse. »

 LES HABITUDES DU PUBLIC

«  (…) Une véritable usine médiatique, notre gonze – ou gonzesse, évidemment -, turbinant jour et nuit. Selon les derniers chiffres de Médiamétrie, chaque jour, il regarde la télé pendant 3 h 46 et écoute la radio pendant 2 h 54. C’est beaucoup. Il passe 1 h 15 sur Internet (c’est pas beaucoup, mais c’est une moyenne sur les 80% d’internautes que compte la population française), en grande majorité à partir d’un ordinateur (79,3% en décembre contre 80,7% en octobre), mais aussi sur son smartphone ou sa tablette (ça monte : 20,8% en décembre contre 19,3% deux mois plus tôt) où, s’il continue de privilégier iOS, le système d’exploitation d’Apple (53,4%), c’est Chrome, le navigateur de Google, qui domine avec 30,6% des visites. Mobile ou pas, il file en priorité sur Google, checke ensuite son Facebook (comme le font 18 millions de ses compatriotes français chaque jour et 26 millions chaque mois) et file regarder des vidéos sur YouTube (le premier site d’info, celui du Figaro, arrive en 20e position). Il consulte 69 vidéos par mois environ (d’abord sur YouTube, puis sur Dailymotion, puis sur Wat, le portail vidéo de TF1). »

« En 2014, ces habitudes de consommation vont aller en augmentant, les unes (Internet) ne faisant toujours pas baisser les autres (la télé), ce qui fait que l’Homo mediaticus consacre de plus en plus de sa vie aux écrans et aux médias. «Ecrans & Médias» : oh, wait, mais c’est nous, ça ! Allez, on vous emmène en balade dans le 2014 médiatique, le futur qui vient. »

TEM - posts - RP MEDIAS Homo mediaticus (2014 01 18) 2

 « FACEBOOK : POUCE EN BAS ? » INTERROGE LIBE …

« Dix ans déjà qu’on se poke, qu’on se like et qu’on se tague : thefacebook.com date du 3 février 2004. Aujourd’hui, le Web entier pense binaire (pouce en l’air, pouce en bas), la surveillance dépasse les bornes (le pistage de curseur est à l’étude) et la jeune génération préfère déjà les réseaux plus intimes, tels Line ou Snapchat, où elle ne risque pas de tomber sur ses parents. Mais vu l’ampleur du truc (1,2 milliard d’inscrits), le déclin obligé de Facebook prendra lui aussi une décennie. »

 LA SERIE QUI CARTONNE :

« UN CŒUR QUI BAT POUR ‘GAME OF THRONES’ »

« (…) C’est peut-être la seule chose qui fait battre le petit cœur de notre Homo mediaticus en cette rentrée 2014 : le retour des rois, princesses et dragons de Game of Thrones, dont la diffusion de la saison 4  est prévue dès le 6 avril aux Etats-Unis, sur la chaîne à péage HBO. La série est plébiscitée par les fans du monde entier, et revendique son statut de série la plus téléchargée (illégalement) de tous les temps. Très attendu, le premier trailer de cette adaptation du Trône de fer de l’écrivain George R. R. Martin a été dévoilé dimanche. De cette bande-annonce, on ne peut prédire grand-chose, à part que le roi Joffrey promet d’être encore plus tête à claques que jamais (c’est possible), que Jaime Lannister, amputé lors de la saison 3, pourrait récupérer une nouvelle main (c’est possible aussi), et qu’un type non identifié se fait égorger (il ne sera sans doute pas le seul). »

 « PAS LA FÊTE DU SLIP POUR LA PRESSE » :

LA CHUTE – iRREVERSIBLE ? – DE LA PRESSE-PAPIER

« L’Homo mediaticus n’a pas beaucoup lu la presse papier en 2013, qu’elle soit régionale, nationale, quotidienne ou magazine (entre 5 et 20 % de baisse des ventes par rapport à 2012). Les annonceurs aussi lui tournent le dos, avec des recettes publicitaires en diminution de 6 % à 10 %. Du coup, le secteur a annoncé plein de bonnes nouvelles pour 2014 : un plan social à 20 Minutes (13 postes supprimés), un autre à l’hebdo du groupe Le Monde, Courrier international (16 postes de titulaires et 27 postes de pigistes permanents), au Groupe Sud-Ouest (180 salariés), à l’Equipe (71), et à Nice-Matin (148). Ce dernier risque la cessation de paiement et la mise en redressement judiciaire s’il ne trouve pas un nouvel investisseur. Lagardère Active a mis en vente 10 de ses 39 magazines (Be, Première, Psychologies, Pariscope), qui fermeront faute de repreneurs. Au total, 350 postes sont concernés. En pleine restructuration, la messagerie Presstalis prévoit, elle, 450 départs d’ici 2015 (elle a déjà supprimé 500 postes en 2013). Victimes collatérales de la baisse des ventes au numéro, environ 800 points de vente de presse ont fermé en 2013. Une réforme de la rémunération des diffuseurs est actuellement à l’étude (…) »

 « LE CSA MET UNE BALLE DANS LE GENOU D’HADOPI »

Libé revient sur le plus que contreversé Hadopi, le dispositif anti-piratage qui ressemble un peu trop au ‘1984’ d’Orwell : « 2014 sera-t-elle enfin l’année où disparaîtra l’entité Hadopi, combattue par le camp socialiste mais sagement laissée à sa place une fois les élections gagnées ? L’histoire touche à sa fin. Le ministère de la Culture présentera«prochainement» au Parlement un projet de loi «sur la création» à partir des conclusions du rapport Lescure. Elle préconisera notamment que soit transféré au Conseil supérieur de l’audiovisuel (CSA) le système de riposte graduée, amputé de sa menace ultime (la suspension de connexion internet pour les pirates). La «pédagogie», par mail puis lettre d’avertissement, reste au programme, peut-être enrichie d’une amende forfaitaire en guise de 3e étape. Et de Mireille Imbert-Quaretta, à l’Hadopi, le ministère attend des propositions pour lutter contre le «piratage commercial» – c’est-à-dire bloquer, filtrer ou couper les vivres des sites de téléchargement. On espère lire dans cette future loi au moins une idée non répressive. »

TEM / Revue de Presse avec Libération / 18 janvier 2014 /

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SYRIA – LE PRESIDENT BACHAR AL-ASSAD APPELLE A LUTTER CONTRE LE WAHHABISME

Syria Committes Website / Avec SANA  – PCN-SPO / 2014 01 18 /

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SYRIA - Assad versus Wahabites (2014 01 18)  FR (1)

Le président syrien Bachar el-Assad a appelé ce 13 janvier à lutter contre le wahhabisme, l’idéologie réactionnaire politico-religieuse dominante en Arabie saoudite, dans un contexte d’escalade verbale entre Damas qui combat les djihadistes et Riyad qui les soutient. « Le président Assad a affirmé que l’extrémisme et la pensée wahhabite portaient atteinte à l’islam véritable qui est tolérant », rapporte l’agence officielle Sana. Il a souligné « le rôle des hommes de religion dans la lutte contre la pensée wahhabite qui est étrangère à nos sociétés ».

Ses déclarations interviennent au lendemain de propos du roi Abdallah d’Arabie saoudite qui, selon l’entourage du président français François Hollande en visite à Riyad (Paris est l’allié proche des monarchies du Golfe), a affirmé que le président syrien avait « détruit son pays ». Le roi saoudien a également affirmé que le chef de l’Etat, engagé dans une guerre depuis plus de deux ans et demi contre les rebelles, avait attiré les « extrémistes islamistes ».

Le gouvernement de Damas accuse de son côté Riyad de soutenir et de financer les groupes islamistes et djihadistes qui combattent l’armée syrienne. Le Wahhabisme est une vision rigoriste de l’islam sunnite en vigueur en Arabie saoudite selon laquelle l’islam devrait être ramené à sa forme originelle.

 PRIORITE DES PRIORITES DE RYAD ET PARIS ET DE LEURS MERCENAIRES « SYRIENS » : « FAIRE CHUTER LE REGIME »

SYRIA - Assad versus Wahabites (2014 01 18)  FR (2)

Sur le plan diplomatique, le pseudo « ambassadeur en France de la Coalition nationale de l’opposition syrienne » (sic), Monzer Makhous, a déclaré n’avoir « aucun espoir » que la conférence de paix sur la Syrie prévue le 22 janvier prochain en Suisse « puisse aboutir à une solution politique ». La Coalition de l’opposition syrienne, contrôlée étroitement par Washington et Ryad, est affaiblie par la montée en puissance des groupes islamistes sur le terrain, et est soumise à la pression de ses parrains internationaux. Elle se réunit cette fin de semaine à Istanbul pour décider de sa participation à la conférence de Genève.

« Nous sommes conscients du piège : y aller pour capituler ou ne pas y aller et être accusés d’avoir fait capoter la solution politique », a souligné Monzer Makhous. « Mais on ne va pas y aller pour faire ce que veulent les Russes et Damas, c’est à dire nous amener à Genève pour nous contraindre à collaborer avec le régime contre les djihadistes. Notre objectif n’est pas d’entrer en lutte contre les groupes extrémistes. La priorité des priorités, c’est de faire chuter le régime ».

L’opposition entend demander à nouveau « la création de zones d’exclusion aérienne en Syrie » comme condition de sa participation à la conférence de Genève. Ces dernières semaines, Damas, en position de force, militairement et politiquement, a répété à nouveau qu’il « ne remettrait pas les clés du pouvoir à l’opposition politique lors de la conférence de Genève ».

SYRIA COMMITTEES Website

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RENAULT NID D’ESPIONS

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Matthieu Suc

Ed. du Moment

TEM - posts - LIVRE Renault Nid d'espions (2014 01 16)

« Ta carrière, tout est arrêté, tout est fini. À l instant même tu quittes ce bureau, tu quittes Renault, Michel ! », annonce le DRH. « Il est question de corruption et de comptes offshore, ça va être très lourd ! », assène le directeur juridique.

Nous sommes le 3 janvier 2011. Trois cadres auraient trahi. Ils sont virés. L affaire Renault démarre. Enquêtes sur la vie privée, filoches, manipulations, fausses factures, fouilles de comptes en banque. Au coeur du dispositif : la Source, l informateur mystère qui détiendrait la preuve de l espionnage industriel.

Dix ans. Il aura fallu dix ans à Renault pour devenir le théâtre des complots et des coups fourrés. On transporte un adolescent de nuit dans un coffre de voiture pour qu il pirate les ordinateurs des employés, on enquête sur la vie sexuelle des syndicalistes. On fait croire à des ingénieurs qu ils sont pourchassés par de sanguinaires Tchétchènes, on interroge un soustraitant dans un faux commissariat.

Quatorze salariés sont licenciés sur la base d accusations farfelues. Sept suicidés sont recensés dans les effectifs du Technocentre.

Fruit de trois ans d enquête, Renault, nid d espions propose à travers de nombreux témoignages et documents inédits, une plongée hallucinante dans une entreprise mythique où les barbouzes manipulent les polytechniciens. Une histoire glaçante. Pourquoi ? Parce que tout est vrai.

QUE DIT MATTHIEU SUC ?

Extraits de son interview par l’Usine Nouvelle :

« J’avais couvert la vraie fausse affaire d’espionnage pour France Soir et il me restait beaucoup de choses à raconter. Cette affaire est en fait un vrai roman d’espionnage, qui oscille entre comique et tragique, mais je voulais aller plus loin. L’affaire me permet de raconter les dessous d’une grande entreprise du CAC 40, avec son lot de barbouzeries, les hommes qui se détestent, d’autres qui s’admirent. Si cette affaire a éclaté, c’est parce qu’une véritable paranoïa règne chez ce constructeur. »

« Le problème vient de Carlos Ghosn et de la peur qu’il engendre parmi ses plus proches collaborateurs. En 2005 déjà, une source anonyme expliquait à la presse que Carlos Ghosn vivait entouré d’une cour de bénis oui-oui qui n’osaient jamais le contredire, et que cette situation poserait un jour un problème. Avec l’affaire d’espionnage nous sommes dans ce cas de figure. Il faut ajouter à cette situation la reconversion de nombreux ex-espions, suite à l’effondrement de l’URSS, dans la sécurité des entreprises et la lutte contre l’espionnage industriel, qui doivent bien un jour justifier leur salaire et alimentent la paranoïa des grands patrons. »

« (…) Carlos Ghosn, qui est très intelligent, s’est présenté comme le garant de l’Alliance Renault-Nissan. En substance, il faisait passer le message suivant : s’il était débarqué de Renault, Nissan reprenait ses billes, et Renault perdait sa vache à lait. Le gouvernement devrait alors gérer des milliers de suppressions d’emploi. Carlos Ghosn a surtout une tactique très habile de travestissement de la vérité pour sauver sa peau. Je prends l’exemple de son salaire. Il refusait de faire connaître le montant de son salaire chez Nissan aux administrateurs de Renault, prétextant une règle tacite japonaise, qui veut que ça ne se dise pas. Quand le Japon a imposé de rendre public le salaire des grands patrons et que les administrateurs ont découvert qu’il gagnait 8 millions d’euros chez Nissan en plus du million déjà perçu chez Renault, il a fait une pirouette. Il leur a expliqué que d’autres grands groupes avaient essayé de le débaucher, en lui proposant plus, mais qu’il avait refusé car Renault était sa passion. »

 L’AUTEUR :

Après dix ans passés au Parisien et à France- Soir, Matthieu Suc est désormais journaliste indépendant. Il est l auteur de Antonio Ferrara, le roi de la belle, avec Brendan Kemmet, Éditions du Cherche midi (2008) et La Face cachée de Franck Ribéry, avec Gilles Verdez, Éditions du Moment (2011).

Interview de l’auteur par L’Usine Nouvelle :

http://www.usinenouvelle.com/article/renault-ne-sort-que-de-nouvelles-versions-des-modeles-existants-souligne-matthieu-suc.N220517

Auteur : Matthieu Suc

Editeur            : Du Moment

Date de parution : 27/11/2013

ISBN : 2354172478

EAN : 978-2354172473

TEM / 16 Janvier 2014 /

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No Tav Firenze – Comunicato stampa

http://www.tgvallesusa.it/?p=4959

SCRITTO DA: CONTRIBUTI – GEN• 17•14
COMUNICATO STAMPA

foto tav firenze tunnel

Firenze, 17 gennaio 2014

Ad un anno dai provvedimenti della magistratura che ha sospeso i lavori TAV a Firenze nulla è cambiato, nemmeno la politica che non si vergogna di perseverare in un progetto folle.

Un anno fa, il 17 gennaio 2013, la magistratura fiorentina emise avvisi di garanzia per oltre 30 politici e manager, sequestrò la fresa e altro materiale dei cantieri dimostrando quanti problemi ci fossero nel cantiere più grande di Firenze denunciati più volte dalla società civile e anche dal Comitato NO TUNNEL TAV.

Il Comitato ritiene importante ricordare questa scadenza perché il silenzio e l’oblio sono diventati l’alleato più importante di chi vuol andare avanti con i lavori a dispetto della razionalità e del buon senso, mentre, giova ricordarlo, tutti i problemi denunciati restano pericolosamente presenti.

Le dichiarazioni del sottosegretario Erasmo D’Angelis di alcuni giorni fa, che prevedono la ripresa dei lavori nel cantiere della stazione ai Macelli, sono la dimostrazione ennesima di come i poteri forti controllino ormai il sistema politico locale e nazionale imponendo i loro desiderata al di fuori di ogni interesse pubblico e sociale.

La situazione del trasporto ferroviario, a parte quello dell’alta velocità, è a livello vergognoso e finalmente costringe anche il presidente della Regione Enrico Rossi a prendere posizione contro le Ferrovie; è però evidente come le dichiarazioni e le proteste cozzino contro il muro di gomma delle Ferrovie che sono ormai un potere cui viene concesso di operare senza alcun controllo o progetto pubblico. Le FS sono una società per azioni, ma la proprietà è totalmente in mano al Ministero del Tesoro; se l’amministratore delegato Mauro Moretti può agire senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle sue azioni vuol dire che il sistema delle grandi opere inutili e degli appalti è quello che controlla la politica dei trasporti e delle infrastrutture. Non si tratta solo di malgoverno e di sperpero di risorse pubbliche: la mancanza di controllo pubblico è sostanzialmente un furto di democrazia, una sottrazione di diritti (quello alla mobilità in primo luogo, ma anche quello alla salute).

Dopo un anno di sostanziale fermo per via dell’inchiesta della magistratura i problemi emersi sono tutti lì presenti e conviene essere noiosi, ma ricordarli:

Il reato contestato di corruzione è alla base di questo progetto; senza interventi dolosi di alcuni dirigenti ministeriali e politici questo progetto sarebbe già morto e sepolto, soprattutto per le pressioni fatte sulle normative per lo smaltimento dei rifiuti, sia a livello nazionale che europeo.

Le gravissime falle nei controlli che hanno portato allo smaltimento di enormi quantità di terre contaminate (soprattutto in Mugello) sono tuttora presenti.

Le infiltrazioni della camorra sono un rischio sempre presente, soprattutto quando è presente la figura giuridica del “general contractor” che fa dell’opacità uno strumento di gestione dei lavori.

Materiali e strumenti di costruzione difettosi e pericolosi: dai conci delle gallerie alle strutture interne della fresa. La cosa non sarebbe emersa se non ci fossero state le intercettazioni telefoniche della magistratura. Ad oggi, invece, non si prevedono controlli seri dei lavori nemmeno dopo quanto emerso.

Le principali società che dovrebbero realizzare l’opera sono in pessime condizioni economiche: SELI, la proprietaria della fresa, è in odor di fallimento, la Coopsette, vincitrice della gara per il Passante, avrebbe evitato il fallimento ricorrendo al concordato preventivo, sostanzialmente non pagando i fornitori e i debitori; in seguito si sarebbe salvata con una operazione simile a quella fatta per Alitalia ed Etruria, dividendo cioè la società in due imprese, una che si è presa gli appalti più remunerativi e una “bad company” cui sono stati attribuiti tutti i debiti.

La normativa sulle terre di scavo, introdotta nell’agosto 2012 (decreto 161) emanata per risolvere il problema di 3 milioni di m3 di terra che non si saprebbe dove mettere, confligge con le normative europee; su tutti i progetti mal fatti, che prevedono anomali quantità di terre contaminate, pende la spada di Damocle di un procedimento di infrazione.

In risposta ad una interrogazione dell’onorevole Bonafede, il ministero dell’Ambiente ha ammesso di aver ritirato l’autorizzazione al piano di utilizzo delle terre di scavo delle gallerie che sarebbero dovute andare a Cavriglia; gli scavi delle gallerie non possono assolutamente iniziare nemmeno con le norme corrive applicate.

Nel frattempo alcune rilevazioni dell’ARPAT hanno riconosciuto che l’impatto sulla falda è molto forte sia nella zona di Campo di Marte, sia ai Macelli nonostante tutti i proclami e le promesse tranquillizzanti fatte. Ad oggi non è dato sapere che provvedimenti si intendano prendere per ovviare a questo pericoloso inconveniente, anzi, invece di cercare di trovare rimedi si parla di riprendere con gli scavi ai Macelli! Ricordiamo che i rischi sono danneggiamento alle fondazioni degli edifici e possibili cedimenti del terreno.

A questi elementi emersi nell’ultimo anno ci sarebbero da aggiungere tutti problemi documentati e denunciati da esperti e dal comitato: cedimenti del terreno, possibili danni al patrimonio abitativo e artistico, errata progettazione sismica, errate previsioni degli effetti dello scavo, per finire alla mancanza di VIA (valutazione di impatto ambientale) proprio sulla stazione Foster, una grave lacuna sempre ignorata.

Davanti al disastro che si ricava dal noioso elenco riportato sopra, il governo, nella persona del sottosegretario al ministero delle infrastrutture Erasmo D’Angelis, non ha trovato di meglio che annunciare la ripresa dei lavori nella stazione Foster.

Il Comitato denuncia la forzatura di questa operazione: si rischia di gettare una quantità enorme di risorse per realizzare uno scavo che resterebbe solo una ferita nella città, per costringere l’opinione pubblica, in un secondo tempo, ad accettare l’inevitabilità della realizzazione dei tunnel. È un ricatto ignobile.

In questo quadro rifulge il silenzio del sindaco Matteo Renzi, attentissimo a curare mediaticamente la sua immagine; davanti alla vergogna e al disastro di questo progetto la miglior cosa è tacere facendo intendere che il Comune non c’entra nulla: invece c’entra eccome, urbanistica e sicurezza dei cittadini sono competenze del primo cittadino. Il silenzio è stato comprato con diverse decine di milioni di euro da Moretti e c’è anche la promessa di altri soldi per le casse sinistrate di Palazzo Vecchio se i lavori procederanno.

Nelle chiacchiere dei sostenitori dei tunnel di Firenze si è sempre detto che si doveva cominciare a scavare per fare “presto e bene”. Il Comitato si chiede perché non viene abbandonato questo progetto i cui tempi di realizzazione sono ormai fuori controllo (15, 20 anni?) e non si studiano interventi alternativi che avrebbero da subito tre effetti positivi:

– con le stesse risorse economiche si realizzerebbero più lavori e si potenzierebbe tutta la rete ferroviaria

– si creerebbero da subito molti più posti di lavoro, anche per le ditte toscane che adesso sono scavalcate dal general contractor

– si farebbero interventi parziali che hanno tempi di realizzazione molto inferiori e si avrebbero benefici in tempi molto più ravvicinati

Ma questo ormai sono domande affidate al solo buon senso, materiale che scarseggia nella politica italiana.

Il Comitato proseguirà nella sua opera di informazione presso i cittadini – soprattutto nei pressi dei cantieri – preparando un convegno sul Passante di Firenze, sui rischi e sulle possibili alternative.

Comitato NO TUNNEL TAV Firenze

L’Autoporto di Susa e Guida Sicura: soldi pubblici regalati nel Sistema Tav

http://www.notav.info/post/lautoporto-di-susa-e-guida-sicura-soldi-pubblici-regalati-nel-sistema-tav/

sandidero

E’ di ieri la notizia della condanna di tre notav (di cui un sindaco e un vice sindaco) al risarcimento a Ltf di oltre 214.000 euro per aver impedito (in 3…) una trivellazione nell’area dell’autoporto di Susa nel 2010. Ne abbiamo parlato qui.

Ma vogliamo fare di più e svelare quali interessi e quali cifre ci sono su quell’area di Susa che ora dovrebbe essere spostata a San Didero e Avigliana con un operazione economica di € 116.345.402  assolutamente ingiustificata come dimostriamo di seguito.

Valutate attentamente i dati e capirete che i notav dovrebbero essere ricompensati per aver difeso i conti pubblici dall’ennesimo tentacolo del sistema tav!

——

Il progetto dello spostamento dell’autoporto di Susa è una delle opere connesse al Tav perchè servirebbe come area di cantiere prima e come sede della famosa stazione internazionale di Susa di poi.

Autoporto dice poco a chi non conosce la storia della Valle, ma anche solo per chi ci è passato una volta avrà notato la spianata di cemento posta in mezzo alle due statali con l’autostrada come raccordo interno. Qui parcheggiano i tir che sono sempre meno nel corso degli anni, c’è una sede Sitaf, un bar e una pista di Guida Sicura un progetto che non è mai decollato ed ha sempre rappresentato un buon pozzo di denaro per molti soggetti coinvolti.

Ora si passa allo spostamento dell’autoporto e al relativo spostamento della pista Guida Sicura e ancora una volta dietro ad operazioni come queste, con il Tav di mezzo c’è dietro dell’altro cioè il sistema Tav: soldi pubblici buttati via nel nome di un’opera inutile e tanti favori agli amici degli amici.

L’autoporto dovrebbe essere spostato a San Didero secondo i relatori del progetto e la scuola “Guida Sicura” ad Avigliana.

Non c’è un motivo logico, di natura tecnica, che giustifichi tali opere contando che il flusso delle merci è in continua discesa e poi non ci dovrebbe essere una linea ad alta velocità per le merci?

Spieghiamo qui cosa c’è dietro a questi progetti, il ruolo della Consepi s.p.a. societa’ mista pubblico privata, proprietaria dell’autoporto di Susa che verrà poi chiamata Motoroasi quando gestirà i corsi di Guida Sicura.

E’ l’ennesima aggressione ad un territorio e alle tasche di tutti i cittadini italiani. L’operazione costerà 116.345.402 di euro. Sono tutti fondi pubblici

Cattura

 COSA SI POTREBBE FARE CON € 116.345.402 DI FONDI PUBBLICI?

  • 77 scuole materne da 4 sezioni
  • Circa 160.000 m.q. di edilizia popolare / assistenziale
  • Costruire un ospedale con 400 posti letto, 20 posti di osservazione breve intensiva, 26 per la dialisi, 12 sale operatorie, 5 sale travaglio e 3 sale parto (cfr. S.jacopo pistoia)
  • Prestiti a tasso zero di importo pari a € 250.000 a circa 500 aziende artigianali in difficolta’ ( i prestiti a scadenza verrebbero poi rimborsati e quindi si avrebbe il capitale nuovamente disponibile per altre azioni)
  • Contributi a fondo perduto di €100.000 ad almeno 1.000 giovani che intendono costituire aziende in sintonia col territorio
  • Mettere in sicurezza le aree a rischio di tutta la Valle di Susa
  • Coprire il costo di gestione di tutte le scuole e palestre in carico alla provincia di Torino (160 edifici scolastici, 183 palestre e 82.000 studenti) per circa 6 anni