39enne licenziato dà fuoco all’azienda per cui lavorava: arrestato

non ha voluto suicidarsi come gli altri. Siamo certi che Napolitano ci parlerà di loro nel suo discorso

Scritto da ImolaOggiCRONACA, NEWSdomenica, 29, dicembre, 2013
incendio29 dicembre 2013 – Viene licenziato e dà fuoco all’azienda agricola in cui lavorava. Per questo motivo i militari della stazione di Mede hanno arrestato, con l’accusa di danneggiamento doloso a seguito di incendio, Giampiero Bordiga, 39 anni di Voghera. L’uomo, incensurato, avrebbe appiccato un incendio all’interno azienda agricola per la quale lavorava.
La vicenda sarebbe riconducibile al rancore che il 39enne nutriva a seguito del recente licenziamento subito. L’incendio, divampato nella notte, è stato domato dai vigili del fuoco di Mede ma ha comunque provocato diversi danni alla struttura. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita.
http://www.imolaoggi.it/2013/12/29/39enne-licenziato-da-fuoco-allazienda-per-cui-lavorava-arrestato/

Ragusa: Depresso per problemi economici si suicida gettandosi dal ponte San Vito
29 dicembre 2013
Ennesimo suicidio sul ponte San Vito. Un uomo si getta nel vuoto pare per motivi legati a depressione. Solo una settimana c’era stato un tentato suicidio sul ponte di San Vito, ma la donna venne salvata dal tempestivo arrivo della Polizia. Stavolta, invece, non c’è stato nulla da fare per l’uomo che ha deciso di gettarsi nel vuoto. Questa volta pare che la causa del suicidio sia dovuta a una forte crisi depressiva (acuitasi sotto le festività natalizie) che ha colpito un uomo. Aveva lasciato casa nella serata di ieri senza farvi più ritorno e dopo la denuncia dei familiari è stato rinvenuto il corpo sotto il ponte San Vito. Gli agenti, coordinati dal commissario capo Nino Ciavola, si sono attivati per rintracciare lo scomparso a seguito della denuncia ricevuta dalla famiglia. La polizia e i vigili del fuoco hanno recuperato la salma e chiamato la famiglia per il riconoscimento. Ancora sconosciuta l’identità dell’uomo. Al momento non sono state diffuse le generalità, tantomeno l’età. L’unica cosa trapelata dalle forze dell’ordine è che l’uomo soffriva di una forte crisi depressiva, forse legata anche a motivi economici.(…)
http://www.crisitaly.org/notizie/ragusa-depresso-per-problemi-economici-si-suicida-gettandosi-dal-ponte-san-vito/

Castelfranco di Sotto: Imprenditore 37enne si suicida impiccandosi nella sua azienda
29 dicembre 2013
Si è impiccato nella sua azienda. Tragedia a Castelfranco di Sotto. La vittima è un imprenditore trentasettenne residente a Santa Croce sull’Arno. E’ accaduto nella serata di sabato e sarebbe stato un familiare a fare la scoperta del corpo. Intervento immediato del 118 e dei carabinieri, ma per l’uomo non c’era più niente da fare.(…)
http://www.crisitaly.org/notizie/castelfranco-di-sotto-imprenditore-37enne-si-suicida-impiccandosi-nella-sua-azienda/

Firenze: “Ho perso il lavoro” 33enne in lacrime cerca di buttarsi dal ponte di Varlungo
28 dicembre 2013
Voleva suicidarsi dal ponte di Varlungo perché aveva perso il lavoro. Ma è stato salvato dai carabinieri, che lo hanno convinto a scendere dal pilone. Protagonista un polacco di 33 anni, non sposato, con gravi problemi economici. L’uomo è stato visto da un passante, che ha dato l’allarme. Sono arrivati i carabinieri, che hanno tentato di far ragionare l’uomo, che era in lacrime. I militari per poter interloquire con l’uomo si sono dovuti arrampicare sul braccio del pilone su cui si era sistemato. I carabinieri, approfittando di un momento di disattenzione dell’uomo, lo hanno afferrato, portandolo al sicuro: era pericoloso anche perché il ferro di cui è fatto il ponte era molto scivoloso.(…)
http://www.crisitaly.org/notizie/firenze-ho-perso-il-lavoro-33enne-lacrime-cerca-di-buttarsi-dal-ponte-di-varlungo/

Treviso: Video, Il disperato appello di Mirella Longo, il marito Gianfranco è sparito due giorni fa.
29 dicembre 2013
Il disperato appello di Mirella Longo, il marito Gianfranco è sparito due giorni fa. Era in cassaintegrazione ed era angosciato
http://www.crisitaly.org/notizie/treviso-video-il-disperato-appello-di-mirella-longo-il-marito-gianfranco-e-sparito-due-giorni-fa/

Gerenzago: Disoccupato 52enne non riesce più a pagare il mutuo del suo appartamento e gli viene pignorato dalla banca
29 dicembre 2013
Disoccupato, non riesce più a pagare il mutuo del suo appartamento e gli viene pignorato dalla banca. Vorrebbe concorrere a un bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica, ma non può perché è proprietario di una casa che presto potrebbe non avere più. Quella di Vincenzo Alessandrino, 52 anni, è un’emblematica storia di questi anni di crisi economica.
Quando sono cominciati i suoi problemi?
«Nel 2009 quando lavoravo con un regolare contratto a tempo inderminato avevo acquistato un appartamento di 45 metri quadrati sottoscrivendo un mutuo da 600 euro al mese. Poi ho cambiato e ho cominciato ad avere contratti a termine con la municipalizzata di Melegnano, finché non sono stato lasciato a casa perché hanno preferito assumere altri. Così ho chiesto una sospensione del mutuo, poi nel 2010 ho cominciato a lavorare con contratti interinali per Asm e ho ripreso a pagare. Il problema è che avevo sempre contratti brevi, quindi o pagavo le utenze e mangiavo o pagavo il mutuo. In tre anni ho lavorato otto mesi».
Che lavoro faceva?
«Guidavo i camion compattatori. Da 30 anni guido i camion e dal 2005 sono nel settore dell’igiene ambientale. Ho una lunga esperienza e non ha mai fatto un incidente. Però nella graduatoria per le assunzioni sono nono. Davanti a me ci sono persone che hanno meno esperienza e meno titoli. L’ho fatto notare alla società interinale per la quale lavoravo, sottolineando che per un’assunzione avrebbe dovuto anche essere preferito chi lavorava in azienda. Non sono più stato chiamato».
E adesso che cosa fa?
«Sono a casa, perché non riesco a trovare un altro posto. Non ho più neppure l’indennità di disoccupazione. Mi aiutano i miei familiari».(…)
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Feltre: Comune cancella il brindisi per dare i soldi al fondo anti-crisi

29 dicembre 2013
I brindisi in piazza possono attendere anni migliori. Con la crisi che colpisce tanto le famiglie quanto gli enti locali, Comuni in testa, i soldi servono per far fronte a bisogni veri. Così l’amministrazione Perenzin, nel dividere gli avanzi di cassa – il cosiddetto fondo di riserva che si ricostituisce ogni anno con l’approvazione del bilancio di previsione – ha simbolicamente destinato i tremila euro che potevano essere spesi per la festa di piazza (tanto era costata l’ultima edizione del Capodanno, nel 2010, peraltro finanziata con fondi regionali) all’acquisto di alimenti per integrare le scorte del centro di distribuzione di Villabruna. «Ci sono aziende e supermercati che riforniscono puntualmente gli scaffali e i frigoriferi», spiega l’assessore al sociale Giovanni Pelosio, «ma di qualche prodotto, come quelli per i bambini piccoli, c’è sempre bisogno». Altri mille euro saranno invece assegnati direttamente alla Caritas per piccole manutenzioni degli alloggi di emergenza, che sono sempre pieni, e per pagare le tasse. Perché la Tares, tanto per fare un esempio, non ha risparmiato neppure le case per i poveri.(…)

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http://www.crisitaly.org/notizie/feltre-comune-cancella-il-brindisi-per-dare-soldi-al-fondo-anti-crisi/

ma nel nord non ci sono disoccupati, sostiene la vulgata
Trento: In 15mila senza lavoro, il tunnel della crisi è ancora lungo
29 dicembre 2013
Il lavoro resta al primo posto tra le sfide della Provincia per il 2014 che sta per cominciare. Al primo posto tra le priorità indicate dal presidente Ugo Rossi prima in campagna elettorale e poi nel suo programma di legislatura presentato al consiglio. Emergenza assoluta a cui dare risposta, in un Trentino che ha sì retto l’urto molto meglio di altri territori ma che non è passato indenne dalla crisi economica.
Anche il 2013 si chiude infatti all’insegna del lavoro che manca. In Trentino meno che altrove, certo, ma i numeri confermano che la crisi economica morde ancora anche in provincia: 14.600 disoccupati ha rilevato l’Istat nel terzo trimestre dell’anno, un tasso del 5,9% (era il 5,8% nello stesso periodo del 2012), il doppio del livello pre-crisi. Le performance del Trentino restano migliori di quelle del resto del Paese, dove la disoccupazione viaggia oltre l’11%, e di quelle del Nordest, la parte più produttiva del Paese dove i disoccupati hanno raggiunto il 6,8% della forza lavoro (+0,6% rispetto all’anno precedente). La disoccupazione resta però di due punti percentuali più alta che nel vicino Alto Adige, dove il tasso di chi cerca lavoro è del 3,8%, in miglioramento rispetto al 4,3% del settembre 2012.
E il dato sul numero di occupati non induce all’ottimismo, almeno sui tempi medio-brevi: l’ultima rilevazione Istat ci dice infatti che in Trentino la crescita degli occupati si è fermata. Nel terzo trimestre di quest’anno sono circa 700 in meno rispetto allo stesso periodo del 2012, con un tasso di occupazione che si attesta al 66%, in calo di 0,6 punti percentuali: la perdita dei posti di lavoro è stata particolarmente pesante nell’industria manifatturiera con 3.600 addetti in meno ai quali vanno aggiunti i 300 posti di lavoro persi nell’edilizia e i 200 nell’agricoltura. Solo il settore dei servizi mantiene un saldo occupazionale positivo: 3.400 posti in più tra settembre 2012 e settembre 2013.
Il governatore Rossi ha ricordato pochi giorni fa che il tunnel della crisi è ancora lungo ma ci sono delle luci che generano fiducia, come l’aumento del fatturato delle imprese trentine, trainate dalle esportazioni, e dei risparmi delle famiglie. Restando all’occupazione, gli ultimi dati dell’Agenzia del lavoro rilevano ad ottobre un aumento di 3.299 unità: è il primo mese dell’anno con un valore in crescita e tuttavia non si può parlare di inversione di tendenza, perché il dato è legato all’aumento di fabbisogno di personale dell’agricoltura. Non si interrompe quello che sul più lungo periodo rimane un bilancio in negativo: tra gennaio e ottobre del 2013 si sono registrati 102.455 nuovi rapporti di lavoro, 5.170 in meno (-4,8%) rispetto allo stesso periodo del 2012: il saldo occupazionale, cioè la differenza tra assunzioni e cessazioni, è negativo per 7.554 unità. Rispetto al saldo (sempre negativo) dell’anno precedente, si contano comunque 590 rapporti di lavoro in più.(…)
http://www.crisitaly.org/notizie/trento-15mila-senza-lavoro-il-tunnel-della-crisi-e-ancora-lungo/

39enne licenziato dà fuoco all’azienda per cui lavorava: arrestatoultima modifica: 2013-12-30T12:10:28+01:00da davi-luciano
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