I 40-50enni per la prima volta più poveri dei padri

tanto progresso, riforme e cambiamenti per questi risultati?? Chissà chi ha truffato e derubato le future generazioni……

Chi è nato negli anni ‘60 e ‘70 sarà più benestante della generazione precedente solo se potrà contare sull’eredi

 MILANO – La possibilità di ereditare pare essere l’unico vantaggio che hanno rispetto ai nati negli anni ‘40 e ’50: sono quelli della generazione cosiddetta di riflusso, quella che nel ’68 era alle elementari o forse addirittura in culla, quella dei quaranta/cinquantenni attuali, quella che per la prima volta nella storia si trova più povera di chi li ha preceduti. Questi i risultati di uno studio condotto dall’Institute for Fiscal Studies britannico, che sancisce una verità già sospettata da tempo. E se si è sempre pensato che il mondo dovesse vivere un trend di continuo miglioramento generazionale, i dati dello studio britannico smontano definitivamente questa equazione illusoria, demolendo la convinzione che i figli debbano necessariamente stare meglio dei padri.
 
UNICA PROSPETTIVA, L’EREDITÀ – Certo nel loro caso, diversamente dal caso dei nonni o dei genitori, l’eredità rischia di essere in molti casi appetitosa, ben più di quella che spettò ai loro genitori che mediamente, figli di nazioni ancora contadine (soprattutto in Italia) o comunque povere, raramente ricevettero prime o seconde case, automobili e conti in banca. «Son della razza mia, il primo che ha studiato»: lo cantava Guccini, alludendo ai figli della guerra, ai primi che hanno avuto accesso all’università da generazioni, sdoganando l’istruzione elitaria e aprendo le porte di certi mestieri anche a chi non era nato privilegiato. Furono gli anni del benessere, anni in cui ci si comprava la lavatrice e il frigo e poi la casa e magari anche la seconda casa, a prezzo di sacrifici si intende, ma alla fine ci si riusciva. Ora gli attuali quaranta/cinquantenni sono in attesa di poter accedere ai beni di famiglia, considerato che il 70 per cento delle persone appartenenti a questo segmento anagrafico è in attesa di un’eredità, rispetto un magro 28 per cento dei nati negli anni ’40.
 
VOLEVANO TUTTO…E NON HANNO NULLA – I nati negli anni ’60 e ’70 invece non hanno accumulato quasi nulla: salari, quando ci sono, più contratti rispetto a quelli dei nati dieci anni prima (e non parliamo dei nati ancora prima), nessuna sicurezza, maggiori difficoltà ad acquistare una casa con i propri denari, prospettive di pensioni ben più ridotte. In compenso hanno l’aggravante di essere abituati bene e la difficoltà del famigerato passo indietro. È all’inizio del 1980 infatti, quando la generazione dei nati tra i ’60 e i ’70 vive il picco del proprio fermento giovanile, che si inizia ad assistere a un periodo di intense trasformazioni politiche, sociali e culturali, passando definitivamente all’era post-ideologica.
 
IL RIFLUSSO – I sociologi associano questa condizione all’immagine del riflusso che segue le onde del mare: dopo un periodo di rivoluzione e di interesse verso le grandi questioni, arriva l’attenzione verso se stessi, la realizzazione lavorativa, il benessere economico, le cose materiali. E ora proprio quelli che hanno guardato forse più di tutti al vil denaro si trovano a essere i più poveri. Intendiamoci, anche questa generazione -secondo l’analisi dell’Institute for Fiscal Studies – ha avuto le proprie soddisfazioni economiche e in età molto giovane ha visto stipendi di tutto rispetto. Ma la propensione al risparmio è stata nulla e la crisi dei regimi pensionistici sta mettendo a rischio anche le pensioni di cui hanno goduto i loro padri o anche solo i fratelli maggiori. Infine un aumento inesorabile del mercato immobiliare ha reso più difficile l’acquisto di una casa, con un crollo significativo tra gli esponenti della generazione ’60 e ’70 di proprietà immobiliari. Come fa notare il direttore dell’Institute for Fiscal Studies, Paul Johnson, il fatto che l’unica prospettiva di benessere per questa generazione sia l’eredità amplifica inevitabilmente le sperequazioni e accentua i privilegi. Al di là del fatto che dover aspettare che muoiano papà e mamma per stare meglio è un cosa molto triste.
 
17 dicembre 2013
I 40-50enni per la prima volta più poveri dei padriultima modifica: 2013-12-17T21:11:20+01:00da davi-luciano
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