Monti, il genio costruito dalla finanza

di: carlo tata
Il genio Monti, costruito a tavolino dalla grande finanza, è diventato un comune mortale. La sua collera nei confronti dei fedelissimi Casini e Mauro, a suo dire colpevoli di un ritorno di fiamma nei confronti di Berlusconi, appare più che altro un modo come un altro per coprire la sua incapacità a lasciare un segno del suo passaggio. Anzi, a dire il vero, di segni ne ha lasciati tanti all’intero Paese. Basti pensare agli esodati che non sono più né carne né pesce. Ma non è stata solo la riforma delle pensioni a mettere in ginocchio il Paese: anche quella del lavoro ha finito per rendere ancora più duro e complicato il cammino lavorativo di tanti giovani. Calato dall’alto dalla grande finanza internazionale, dall’Ue e dagli sponsor d’Oltreoceano e d’Oltretevere, il sobrio professore bocconiano si è dimostrato inutile e dannoso. Le sue “esaltanti” riforme hanno finito per affossare l’economia e rendere più poveri gli italiani. Ci voleva giusto un genio per lasciare per strada migliaia di esodati. Oltretutto la sua partecipazione diretta alla costruzione dell’euro-capestro non è certo un bel successo di cui vantarsi. L’entrata nell’euro truffa ha devastato, economicamente, vasti strati sociali. Di imprenditori e semplici lavoratori che si sono uccisi per questa crisi dovuta all’euro se ne contano proprio tanti. E sono tante le imprese, un tempo competitive, che hanno subito una sorta di collassamento generale.  
L’entrata nell’euro voluta da Prodi, Ciampi, Padoa Schioppa, Monti e caldeggiata dai partiti di centrosinistra e di centrodestra si è rivelata un boomerang. E sulla nostra pelle e su quella dei popoli che vi hanno aderito ci sono ormai segni indelebili. Anche sul piano politico la sua salita in campo ha finito per rendere il quadro generale ancora più ingarbugliato. Non per niente dopo tanta esaltazione del suo lavoro, il distacco dei cittadini dai partiti è aumentato vistosamente. La sua cura fatta di tagli e di sacrifici si è rivelata un flop clamoroso. Monti si è dimostrato uno dei tanti camerieri di Bruxelles, di Francoforte, di Londra e di Washington con portate rimaste sullo stomaco dei popoli europei. E’ ora di dire basta a queste politiche ammazza identità, famiglie, cittadini e imprenditori. Non possiamo ridurci come dei vecchietti bisognosi della badante di turno. E’ ora di rialzare la testa dando un bel servito a questi partiti e camerieri col vestito a festa che ci hanno condotto in questo baratro. Fuori dalla moneta unica senza più alcun indugio. Meglio affrontare il rischio piuttosto che vivere senza dignità e senza più il diritto di decidere sulla nostra vita o sulla nostra morte. Sicuramente non staremmo peggio di adesso.
“Governo Letta inginocchiato al Pdl. Mauro e Casini verso Berlusconi” ha detto il Professore, intervistato dall’Annunziata.
Insomma trovati i colpevoli del suo mancato successo. Se non ci fosse da piangere, ci si potrebbe pure fare una bella risata. Invece la situazione è tragica. E il sobrio Professore né è stato uno dei peggiori attori.

21 Ottobre 2013
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Monti, il genio costruito dalla finanzaultima modifica: 2013-10-22T07:38:00+02:00da davi-luciano
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